Parte XI · Linee guida di terapia · Capitolo 39
Linee guida di terapia del Disturbo di Panico
Il panico si tratta spezzando paura della paura, evitamento e interpretazione catastrofica. La CBT con esposizione è centrale; il farmaco può aiutare, ma la benzodiazepina cronica spesso conserva il problema.
Questa pagina integra raccomandazioni NICE, APA e CANMAT quando disponibili. Le convergenze sono presentate come standard operativo; le differenze e i vuoti di evidenza sono dichiarati. È materiale formativo per professionisti e studenti: non sostituisce valutazione specialistica, RCP/AIFA, protocolli locali né consenso informato.
1Diagnosticare senza medicalizzare ogni attacco
Un attacco di panico può comparire in molti disturbi. Il disturbo di panico richiede attacchi inattesi ricorrenti seguiti da preoccupazione persistente o cambiamenti comportamentali. Si valutano agorafobia, depressione, uso di sostanze, PTSD e ansia di malattia. ECG, esami tiroidei o altri accertamenti si usano quando storia ed esame indicano una causa medica, non come rituale infinito di rassicurazione.
2CBT: trattamento causale del circuito del panico
La CBT specifica comprende psicoeducazione, ristrutturazione delle interpretazioni catastrofiche, esposizione interocettiva alle sensazioni temute ed esposizione graduale alle situazioni evitate. NICE indica un programma strutturato, in genere 7–14 ore complessive e completato entro circa quattro mesi. Respirazione o rilassamento non devono diventare comportamenti di sicurezza indispensabili.
3Farmacoterapia
Quando è preferita o il quadro è moderato-grave, un SSRI con indicazione appropriata è la scelta iniziale; la letteratura canadese include anche venlafaxina XR. Si comincia spesso con dose bassa e titolazione lenta per limitare l’attivazione iniziale. La persona viene informata che ansia transitoria e sintomi da sospensione non significano dipendenza farmacologica nel senso dell’addiction.
Dopo circa 12 settimane a esposizione adeguata si misura il risultato. Se inefficace, si verifica aderenza e diagnosi, poi si cambia classe o si offre CBT. Dopo remissione, la prosecuzione riduce ricadute; la sospensione è graduale.
4Benzodiazepine: una divergenza da esplicitare
NICE raccomanda di non prescriverle nel disturbo di panico perché associate a esiti peggiori nel lungo periodo. Il consenso canadese più datato ammetteva impiego breve e selezionato durante l’attesa dell’effetto antidepressivo. La sintesi prudente è: non usarle come terapia routinaria o di mantenimento; eventuale uso eccezionale deve essere breve, con piano di sospensione, valutazione di sostanze, guida e rischio di cadute.
5Riabilitazione dall’evitamento
Il recupero non è soltanto meno attacchi: è tornare a guidare, usare mezzi pubblici, stare soli, lavorare e fare attività fisica. L’esposizione viene gerarchizzata, ripetuta e misurata. Familiari e partner imparano a non rinforzare evitamento e richieste di rassicurazione.
6Errori frequenti
- Usare benzodiazepina al bisogno come unica strategia.
- Prescrivere un SSRI senza spiegare possibile attivazione iniziale.
- Fare CBT senza esposizione interocettiva e situazionale.
- Misurare solo gli attacchi e non l’agorafobia.
- Ripetere accertamenti medici non indicati alimentando la paura.
7Fonti essenziali e data di revisione
Fonti consultate e ricontrollate il 31 luglio 2026. Le linee guida vengono aggiornate: prima di applicare una raccomandazione verificare sempre la versione corrente.
- NICE CG113 — Generalised anxiety disorder and panic disorder in adults
- Canadian clinical practice guidelines for anxiety, PTSD and OCD — 2014
- APA Practice Guideline for Panic Disorder — fonte storica del 2009, dichiarata come tale
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