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Blog · Neurodivergenze · 3 Settembre 2026

Metilfenidato a rilascio immediato e a rilascio modificato: Ritalin, Medikinet ed Equasym a confronto per una prescrizione razionale

Ritalin, Medikinet, Equasym, Ritalin effetto prolungato e il generico di Concerta: farmacocinetica, studi testa a testa, costi e regole AIFA per scegliere la formulazione di metilfenidato giusta per ogni paziente.

Tre bambini, stessa diagnosi, stessa molecola, stessa dose giornaliera. Al primo prescriviamo Ritalin, dieci milligrammi a colazione e dieci a pranzo. Al secondo Medikinet 20. Al terzo Equasym 20. Sulla carta abbiamo fatto tre volte la stessa cosa: venti milligrammi di metilfenidato cloridrato al giorno. Nella realtà abbiamo costruito tre giornate diverse, con tre curve plasmatiche diverse, tre momenti di massima efficacia, tre modi diversi di finire nel pomeriggio, e — dettaglio che quasi nessuno spiega ai genitori — con istruzioni opposte su quando fare colazione. Il terzo bambino deve prendere la capsula prima di mangiare. Il secondo deve prenderla mentre mangia, altrimenti la seconda metà della dose non fa quello per cui è stata progettata.

È questo il problema del metilfenidato in Italia, ed è un problema che la parola “formulazione” nasconde più che rivelare. Abbiamo una sola molecola davvero centrale nel trattamento farmacologico dell’ADHD e la vendiamo in confezioni che differiscono per una cosa sola: quando il farmaco viene rilasciato nel corso della giornata. Sembra un dettaglio galenico. Non lo è. Il profilo temporale di rilascio decide quale ora del giorno copriamo bene e quale male, quanto costa la terapia, quanto è probabile che venga assunta davvero, quanto è facile che venga ceduta a un compagno di classe, e — nell’adulto — se il farmaco possa essere prescritto a carico del Servizio Sanitario oppure no.

Voglio provare a mettere in fila quello che sappiamo davvero, distinguendolo da quello che le schede tecniche affermano e da quello che il marketing ha ripetuto abbastanza a lungo da farlo sembrare evidenza. La domanda a cui vorrei rispondere non è “qual è la formulazione migliore”, perché — lo anticipo — la letteratura dice con una certa chiarezza che quella domanda non ha risposta. La domanda giusta è un’altra: quale profilo di rilascio serve a questo paziente, a quest’ora del giorno, con questa colazione, con questo stomaco, con questo portafoglio e con questa ricetta.

In breve
  • In Italia esistono oggi cinque modi di dare metilfenidato per bocca, e differiscono per una variabile sola: la frazione della dose rilasciata subito rispetto a quella rilasciata dopo. Ritalin compresse (100% immediato), Medikinet capsule (50:50, con pellet gastroresistenti), Equasym capsule (30:70, per diffusione), il nuovo Ritalin effetto prolungato (50:50, seconda metà a circa 4 ore, rimborsato dal 30 maggio 2026) e le compresse a rilascio prolungato NOKU (generico di Concerta, profilo ascendente fino a 12 ore, al momento non rimborsato).
  • A parità di frazione a rilascio immediato, le formulazioni sono farmacodinamicamente sovrapponibili. Nello studio COMACS, l’unico confronto in doppio cieco fra Equasym e Concerta, la correlazione fra effetto mattutino e milligrammi di bolo immediato è r ≈ 0,9, e due formulazioni con lo stesso bolo di 12 mg producono effect size identici. La “differenza fra formulazioni” è in larga parte una differenza di dose immediata travestita da tecnologia.
  • La regola pratica che l’evidenza sostiene è un trade-off, non una classifica. Più alta la frazione immediata, più forte e precoce l’effetto (50:50 > 30:70 > 22:78 al mattino); più bassa, più lunga la copertura (22:78 > 30:70 alle 12 ore). Nessuno studio testa a testa ha mai trovato una formulazione superiore in tutto l’arco della giornata.
  • Il rilascio modificato non è più efficace del rilascio immediato. Nei due trial in doppio cieco disponibili (Wolraich 2001, n=282; Döpfner 2004, n=79) le formulazioni prolungate non superano l’immediato somministrato due o tre volte al giorno. Il loro vantaggio, reale e misurato, è un altro: aderenza (persistenza a 12 mesi 81% contro 60%), praticità, minore diversione.
  • Medikinet ed Equasym non sono intercambiabili milligrammo per milligrammo (Cmax non bioequivalente, esposizione nelle prime quattro ore diversa del 20%), e Medikinet ha una peculiarità che va spiegata a ogni famiglia: a digiuno il doppio picco scompare e l’esposizione della seconda fase cala del 27%; con inibitori di pompa o anti-H2 è formalmente controindicato.
  • Nell’adulto, in Italia, la scelta è quasi obbligata: Medikinet è l’unica formulazione con indicazione autorizzata e rimborsata anche per l’inizio del trattamento (dal 19 ottobre 2023). Ritalin è rimborsato nell’adulto solo in continuità di una terapia iniziata da minorenne; Equasym e Ritalin effetto prolungato sono pediatrici.
  • Ogni singolo confronto testa a testa fra formulazioni orali di metilfenidato è stato finanziato da uno dei produttori in gara, e in ogni caso ha vinto il prodotto del finanziatore. È il dato più importante di tutta la letteratura, e va tenuto davanti agli occhi mentre si leggono i numeri che seguono.

Una molecola, cinque orologi

Prima di confrontare le formulazioni bisogna capire perché esistono. Il metilfenidato racemico ha una farmacocinetica scomoda per un farmaco che deve coprire una giornata di scuola: emivita plasmatica intorno alle due ore, picco a una-due ore dall’assunzione, durata clinica dell’effetto di tre-quattro ore. È il motivo per cui il regime storico prevedeva due o tre somministrazioni al giorno, con la seconda dose a scuola — e con tutto quello che comporta far assumere a un bambino di otto anni uno stupefacente di Tabella A nel corridoio di una scuola elementare.

Dentro quella compressa, poi, ci sono due molecole. Il metilfenidato commerciale è una miscela racemica di d-treo e l-treo, ma solo la prima conta: la biodisponibilità orale dell’enantiomero d è del 22 ± 8%, quella dell’enantiomero l del 5 ± 3%, e nel plasma le concentrazioni di l-metilfenidato sono circa quaranta volte inferiori a quelle del d. La selezione avviene al primo passaggio, per opera della carbossilesterasi 1 (CES1), l’enzima idrolitico più abbondante del fegato umano — circa l’1% dell’intero proteoma epatico — che trasforma il farmaco in acido ritalinico inattivo. È un dettaglio che diventerà rilevante più avanti, perché la variabilità di CES1 spiega una parte della variabilità di risposta che siamo abituati ad attribuire alla formulazione.

Il salto concettuale che ha generato le formulazioni moderne non riguarda però la comodità. Riguarda un fenomeno farmacodinamico che Swanson e colleghi dimostrarono nel 1999 su Clinical Pharmacology & Therapeutics: la tolleranza acuta. Confrontando tre pattern di rilascio — il classico bid, un profilo piatto e un profilo ascendente — osservarono che l’efficacia del profilo piatto declinava nel corso della giornata nonostante concentrazioni plasmatiche costanti, mentre quella del profilo ascendente cresceva e nel pomeriggio eguagliava il regime bid. Per spiegare i dati serviva un termine di tolleranza nel modello concentrazione-effetto: a parità di concentrazione, l’effetto è maggiore quando la concentrazione sta salendo. È questa isteresi in senso antiorario, non il comfort posologico, il razionale scientifico delle formulazioni a rilascio modificato. Non basta “tenere il farmaco in circolo”: bisogna continuare a farlo salire.

Le formulazioni a rilascio modificato non sono state inventate per dare meno pastiglie. Sono state inventate perché il cervello si abitua al metilfenidato nel giro di ore, e l’unico modo di aggirare la tolleranza acuta è una concentrazione che continua a salire.

Da quel principio sono nate soluzioni ingegneristiche diverse, e quelle disponibili in Italia oggi sono cinque. Le descrivo per come funzionano davvero, perché è da lì che discendono tutte le differenze cliniche.

Figura 1 · Riassunto grafico

Cinque modi di distribuire la stessa dose nelle dodici ore

Finestra di efficacia attesa (barra) e momento dei picchi plasmatici (▲) per le formulazioni orali di metilfenidato disponibili in Italia. Scala orizzontale: ore dall’assunzione mattutina.

0 h24681012 h
Ritalin
cpr 10 mg · 100% immediato
▲
3–4 h per dose, poi seconda e terza dose
Medikinet
cps · 50:50 · pellet gastroresistenti
▲
▲
~8 h · solo se assunto con il cibo
Equasym
cps · 30:70 · Diffucaps
▲
▲
~8 h · prima di colazione
Ritalin effetto prolungato
cps · 50:50 · seconda metà a ~4 h
▲
▲
~8 h · indipendente dal cibo
NOKU
cpr · generico di Concerta · profilo ascendente
▲
10–12 h · picco a 6–8 h

Elaborazione originale su dati degli RCP italiani, di Markowitz 2003, Modi 2000, Swanson 2003 e Coghill 2013. Le barre rappresentano la durata d’azione dichiarata o misurata in aula analogica, non un’intensità: non sono confrontabili in altezza. I picchi di Medikinet sono quelli osservati a stomaco pieno.

Ritalin compresse è il rilascio immediato puro: tutto il farmaco disponibile subito, picco a una-due ore, effetto per tre-quattro ore. Il cibo non modifica l’assorbimento in modo significativo. È la forma di riferimento per tutte le altre e, come vedremo, resta la più economica di gran lunga.

Medikinet capsule a rilascio modificato contiene due popolazioni di pellet: metà a rilascio immediato, metà con un rivestimento gastroresistente, cioè enterico, che si dissolve solo quando il pH sale nel duodeno. Il profilo dichiarato è un primo picco “simile a quello di una compressa a rilascio immediato” e un secondo picco circa tre ore dopo, per una copertura di circa otto ore. La gastroresistenza è la chiave di tutte le peculiarità di questa formulazione: se i pellet enterici lasciano lo stomaco troppo presto — a digiuno lo svuotamento gastrico è rapido — la seconda fase si anticipa e si fonde con la prima. Ne parlerò diffusamente, perché è il dato pratico più sottovalutato di questo confronto.

Equasym capsule a rilascio modificato usa la tecnologia Diffucaps: 30% di pellet immediati e 70% di pellet a rilascio prolungato per diffusione attraverso un rivestimento polimerico, non gastroresistente. Primo picco a una-due ore, secondo picco a circa quattro ore e mezza, copertura di circa otto ore. Il pasto grasso ritarda l’assorbimento di circa un’ora e — contrariamente a quanto si legge spesso — non lascia invariata l’esposizione: Cmax +30%, AUC +17%. Per questo la scheda dice di assumerlo prima di colazione. È lo stesso prodotto che nella letteratura anglosassone si chiama Equasym XL o Metadate CD, e questo è importante: gli studi su Metadate CD sono gli studi su Equasym.

Ritalin effetto prolungato è la novità del 2026: capsule a rilascio modificato in cui il 50% del principio attivo è immediato e il restante 50% viene rilasciato “dopo circa quattro ore”, con profilo bimodale e copertura di circa otto ore. È il prodotto che nel resto del mondo si chiama Ritalin LA, tecnologia SODAS, e a differenza di Medikinet non dipende dal cibo: la scheda riporta assenza di differenze di biodisponibilità con colazione grassa, purea di mele o digiuno. Autorizzato nel 2025, è rimborsato dal Servizio Sanitario dal 30 maggio 2026, con indicazione pediatrica dai sei anni.

NOKU è il caso a parte. Concerta, la formulazione osmotica OROS con 22% di dose nel rivestimento immediato e 78% erogata da una pompa a pressione osmotica lungo dieci-dodici ore, non è in commercio in Italia. È però oggi disponibile il suo generico, compresse a rilascio prolungato da 18 a 72 mg, con RCP allineato al medicinale di riferimento: picco a 6–8 ore, effetti mantenuti fino a 12 ore, indipendenza dal cibo, indicazione anche nell’adulto. Al momento non risulta in classe A, quindi non è rimborsato, e non risulta incluso fra i medicinali del piano terapeutico web AIFA. Lo includo nel confronto perché è l’unica opzione italiana a dodici ore, e perché è la formulazione con la maggiore quantità di evidenza mondiale alle spalle.

Tabella 1 · Le formulazioni orali di metilfenidato disponibili in Italia: tecnologia, farmacocinetica, regole di assunzione
Parametro Ritalin cpr Medikinet cps RM Equasym cps RM Ritalin effetto prolungato cps NOKU cpr RP
TecnologiaCompressa a rilascio immediatoPellet IR + pellet gastroresistenti (rilascio pH-dipendente)Diffucaps: pellet IR + pellet a rilascio prolungato per diffusioneSODAS: pellet IR + pellet a rilascio ritardato (~4 h)Compressa non deformabile con rivestimento IR e nucleo a rilascio prolungato (riferimento: Concerta, OROS)
Frazione immediata : prolungata100 : 050 : 5030 : 7050 : 5022 : 78 (dato del riferimento)
Dosaggi10 mg5, 10, 20, 30, 40 mg10, 20, 30 mg10, 20, 30, 40, 60 mg18, 27, 36, 45, 54, 72 mg
Picchi plasmaticiUno, a 1–2 hDue: il primo simile all’IR, il secondo ~3 h dopo — solo a stomaco pienoDue: 1–2 h e ~4,5 hDue: 1–2 h e ~5–6 hProfilo ascendente, massimo a 6–8 h
Emivita~2 h3,2 h (20 mg dopo colazione)~2 hSovrapponibile all’IR~3,9 h (Concerta)
Durata d’azione3–4 h per dose~8 h~8 h~8 h10–12 h
Assunzione e ciboIndifferente per l’assorbimento; con cibo per la tolleranza gastricaA colazione o subito dopo (adulti: mattino e pranzo, con o dopo i pasti). A digiuno il rilascio non è sostenutoPrima di colazione. Pasto grasso: Tmax +1 h, Cmax +30%, AUC +17%Con o senza ciboCon o senza cibo; nessun dose dumping con pasto grasso
pH gastrico, IPP, anti-H2, antiacidiNessuna avvertenzaControindicato in acloridria (pH > 5,5) e in terapia con IPP, anti-H2 o antiacidi (RCP §4.3, §4.5)Nessuna menzione nell’RCPNessuna menzione nell’RCPNessuna menzione nell’RCP
Conversione dall’IR—1:1 sulla dose giornaliera totale (10 + 10 mg IR → Medikinet 20)Non esplicitata nell’RCP1:1 sulla dose giornaliera totaleIR tid → +20% (5/10/15 mg × 3 → 18/36/54 mg)
Età autorizzata (Italia)≥ 6 anni; adulti solo in continuità (L. 648/96)≥ 6 anni e adulti, anche di nuova diagnosi6–17 anni≥ 6 anni (pediatrico)≥ 6 anni e adulti (RCP); non rimborsato

La regola del bolo: è la frazione immediata a decidere la mattina

Se dovessi scegliere un solo studio da far leggere a chi prescrive metilfenidato, sceglierei il COMACS. Pubblicato su Pediatrics nel 2004 da Swanson e colleghi, è un trial multicentrico, in doppio cieco e double-dummy, con disegno crossover a tre vie su 184 bambini di 6–12 anni: una settimana di Metadate CD (cioè Equasym), una di Concerta, una di placebo, con dosi appaiate per equivalenza — 20, 40 e 60 mg di Equasym contro 18, 36 e 54 mg di Concerta — e valutazione al settimo giorno in aula analogica, sette sessioni a intervalli di un’ora e mezza dalle otto del mattino fino a sera.

Il risultato principale è che non vince nessuno, perché vincono entrambi in momenti diversi. Gli autori descrivono quattro pattern che si susseguono nella giornata: subito dopo la dose nessuno dei due fa ancora nulla; al mattino Equasym supera Concerta, che a sua volta supera il placebo; nel primo pomeriggio i due sono equivalenti; la sera, a dodici ore, Concerta è ancora attivo mentre Equasym è tornato al livello del placebo. Nel contrasto pre-specificato fra 1,5 e 7,5 ore la superiorità di Equasym è statisticamente significativa. A tre ore dalla dose, con tutte le dosi combinate, l’effect size sulla scala SKAMP-Attention è 0,72 per Equasym contro 0,48 per Concerta, e su SKAMP-Deportment 0,89 contro 0,50.

Grafico 2

COMACS, tre ore dopo la dose: il 30:70 batte il 22:78

Effect size rispetto al placebo alle 3 ore post-dose, tutte le dosi combinate, 184 bambini in aula analogica. Scala piena = 0,89.

SKAMP-Attention · Equasym / Metadate CD (30:70)0,72
SKAMP-Attention · Concerta (22:78)0,48
SKAMP-Deportment · Equasym / Metadate CD (30:70)0,89
SKAMP-Deportment · Concerta (22:78)0,50

A dodici ore il rapporto si inverte: Concerta resta superiore al placebo, Equasym no. Fonte: Swanson et al., Pediatrics, 2004; effect size come riportati in Coghill et al., BMC Psychiatry, 2013. Studio finanziato da Celltech, produttore di Metadate CD.

Fin qui il COMACS dice quello che ci si aspetta dalla farmacocinetica: chi rilascia più farmaco subito lavora meglio al mattino, chi lo rilascia più lentamente lavora meglio la sera. Ma c’è un dato, nella discussione di quel lavoro, che vale più di tutti gli altri messi insieme. Gli autori costruiscono un modello farmacocinetico-farmacodinamico esplicito: il bolo immediato di Equasym è il 30% della dose, quello di Concerta il 22%. Quindi Equasym 40 mg eroga subito 12 mg, e Concerta 54 mg eroga subito 11,9 mg. Per queste due condizioni, che hanno lo stesso bolo immediato ma dosi totali diverse del 35%, gli effect size mattutini sono indistinguibili: circa 0,75 per entrambe. E la correlazione fra effect size precoce e milligrammi di bolo immediato, attraverso tutte e sei le condizioni attive, è r ≈ 0,9 per tutte e tre le misure di esito.

Questo è il punto che cambia il modo di leggere l’intera letteratura. La “superiorità mattutina” di una formulazione sull’altra non è una proprietà della tecnologia: è una proprietà della dose immediata. Se confrontiamo Equasym e Concerta a dose totale equivalente, stiamo confrontando 12 mg subito con 8 mg subito, e non dovremmo stupirci che 12 faccia più di 8. L’analisi secondaria di Sonuga-Barke sugli stessi dati lo rende esplicito in termini di equivalenze: fra 1,5 e 6 ore Equasym 20 e 40 mg equivalgono a Concerta 36 e 54 mg; a 7,5 e 12 ore Concerta 18 e 36 equivalgono a Equasym 40 e 60. Stessa molecola, stessi bambini, e a seconda dell’ora del giorno la dose “equivalente” raddoppia o si dimezza.

Non esiste una dose equivalente fra formulazioni di metilfenidato. Esiste una dose equivalente alle nove del mattino e un’altra, molto diversa, alle sei di sera. Chi titola sulla dose totale sta titolando la variabile sbagliata.

La farmacocinetica conferma la farmacodinamica. Gonzalez e colleghi, nel 2002, misurarono in adulti sani a digiuno l’esposizione a Metadate CD 20 mg contro Concerta 18 mg: AUC totale equivalente, ma AUC nelle prime quattro ore 10,01 contro 6,28 ng·h/mL, concentrazioni più alte con la capsula a 1,5, 3 e 4 ore e più alte con la compressa osmotica a 8, 10 e 12 ore, con p < 0,001 per tutti i confronti. Non bioequivalenti, per costruzione. E la revisione sistematica di Coghill e colleghi del 2013, l’unica dedicata esclusivamente ai confronti testa a testa, dopo aver passato al setaccio 15.295 riferimenti per trovarne 34 utilizzabili, conclude con una frase che dovrebbe stare in cima a ogni scheda tecnica: “No formulation is clearly superior to another”. E aggiunge il limite metodologico che spiega perché sembri altrimenti: gli studi confrontano la dose giornaliera totale invece della componente immediata equivalente, mentre “when switching formulations, it is usually appropriate to titrate the immediate-release component”.

Da qui la regola che propongo di adottare come sintesi operativa, e che chiamerò per comodità regola del bolo: la frazione immediata governa la mattina, la frazione prolungata governa il pomeriggio, la dose totale governa poco. È una semplificazione didattica — la dichiaro come tale nella nota metodologica — ma è la semplificazione che i dati sostengono meglio.

Tabella 2 · Tutti i confronti testa a testa fra formulazioni orali di metilfenidato con esiti clinici: disegno, risultato e chi ha pagato
Studio Confronto Disegno e campione Risultato Sponsor / affiliazioni
Swanson 2004 (COMACS)Equasym/Metadate CD vs Concerta vs placeboRCT doppio cieco, crossover a 3 vie, aula analogica, n=184, 6–12 anniEquasym > Concerta fino a 7,5 h; Concerta > Equasym a 12 h. ES precoce correlato al bolo IR (r ≈ 0,9)Celltech (Metadate CD): tre autori dipendenti
Sonuga-Barke 2004, 2007, 2008Analisi secondarie del COMACSStessi 184 bambiniEquivalenze dose-orario invertite fra mattino e sera; eterogeneità individuale delle traiettorieCelltech; consulenze Celltech/McNeil/Janssen/Lilly
Silva 2005Metadate CD 20/40 vs Concerta 18/36 vs placeboCrossover a 5 vie, singolo cieco, aula analogica, n=53Metadate CD 40 > Concerta 36 su 0–4, 0–8 e 0–12 h; equivalenti a 8–12 hAutori legati a Celltech/UCB
Lopez 2003Ritalin LA 20 vs Concerta 18 e 36 vs placeboCrossover a 4 vie, singolo cieco, aula analogica, n=36Ritalin LA > Concerta a 0–4 h; differenza non significativa a 0–8 h per l’attenzioneNovartis (Ritalin LA)
Döpfner 2004Medikinet retard qd vs IR bid vs placeboRCT doppio cieco, crossover, aula analogica su 8 h, n=79, 8–14 anniEntrambi > placebo; Medikinet non diverso dall’IR bid a pari doseMedice (Medikinet)
Döpfner 2011Medikinet retard vs ConcertaRCT doppio cieco, crossover, setting naturale, 3 settimane, n=113, 6–16 anniMedikinet > Concerta a dose giornaliera equivalente nelle prime 3 ore di scuola (p=0,0009); non inferiore a dose inferiore con bolo IR simileMedice: due autori dipendenti
Schulz 2010Ritalin LA vs Medikinet retard vs placeboRCT doppio cieco, crossover, aula analogica, n=147, 6–14 anniRitalin LA non inferiore a Medikinet fra 1,5 e 4,5 h; entrambi > placeboNovartis (Ritalin LA)
Wolraich 2001Concerta qd vs IR tid vs placeboRCT doppio cieco a gruppi paralleli, 28 giorni, n=282, 6–12 anniEntrambi > placebo; nessuna differenza fra Concerta e IR tid in nessun confronto direttoMcNeil/ALZA (Concerta)
Pelham 2001Concerta qd vs IR tid vs placeboWithin-subject doppio cieco, laboratorio e setting naturale, n=68Equivalenti, con Concerta dosato il 20% in più; effetto fino a 12 hALZA (Concerta)
Steele 2006Concerta vs IR in “cure abituali”RCT in aperto, 8 settimane, n=147Concerta superiore su remissione (p=0,0002)Janssen-Ortho (Concerta)

La tabella va letta due volte. La prima volta per i risultati, che sono coerenti fra loro e con la regola del bolo. La seconda volta per l’ultima colonna. Non esiste un solo confronto testa a testa fra formulazioni orali di metilfenidato finanziato da un ente indipendente, e in ogni singolo confronto ha prevalso — al mattino, a otto ore, nella remissione, a seconda di come era stato disegnato l’endpoint — il prodotto dello sponsor. Perfino la revisione sistematica di Coghill, quella che conclude che nessuna formulazione è superiore, è stata finanziata da Shire, allora titolare di Equasym XL, con supporto editoriale pagato dall’azienda. Questo non rende i dati falsi; il COMACS in particolare è uno studio ben fatto, in doppio cieco, con un modello PK-PD che spiega i propri risultati invece di limitarsi a proclamarli. Ma rende obbligatorio leggere ogni “superiorità” chiedendosi a quale ora del giorno è stata misurata e chi ha scelto quell’ora.

Medikinet ed Equasym: stesso principio, due macchine diverse

Le due formulazioni a rilascio modificato storicamente rimborsate in Italia sono spesso presentate come equivalenti a parte il rapporto 50:50 contro 30:70. Non lo sono, e la differenza è stata misurata direttamente. Schütz e colleghi, nel 2009, confrontarono in quattordici volontari sani a stomaco pieno Equasym 20 mg e Medikinet 20 mg. L’esposizione totale è sovrapponibile — AUC 35,5 contro 39,2 ng·h/mL — ma la Cmax non è bioequivalente (4,05 contro 5,26 ng/mL) e nemmeno l’esposizione delle prime quattro ore (AUC0–4 9,66 contro 11,72 ng·h/mL, circa il 20% in meno per Equasym). La bioequivalenza si ritrova solo nella finestra 4–24 ore. Il titolo del lavoro è già la conclusione: Lack of bioequivalence. Venti milligrammi di Equasym e venti milligrammi di Medikinet non sono la stessa prescrizione, e lo switch fra i due va gestito come un cambio di dose, non come un cambio di marca.

La seconda differenza è più importante ancora, e riguarda solo Medikinet. Il rivestimento gastroresistente dei suoi pellet è progettato per non sciogliersi nello stomaco e rilasciare il farmaco nel duodeno; è questo a produrre il secondo picco a distanza di ore dal primo. Ma il meccanismo presuppone che i pellet restino nello stomaco abbastanza a lungo, e lo svuotamento gastrico a digiuno è rapido. Haessler e colleghi lo hanno dimostrato nel 2008 in ventotto volontari sani, confrontando Medikinet retard 40 mg e Ritalin LA 40 mg a digiuno e dopo colazione: a stomaco pieno entrambe le formulazioni mostrano il profilo bimodale atteso; a digiuno Medikinet perde il secondo picco e mostra “a steady absorption with a single tmax peak”, mentre Ritalin LA conserva il profilo bimodale in entrambe le condizioni. I numeri sono netti: l’esposizione nella finestra 4–10 ore, quella che dovrebbe coprire il pomeriggio scolastico, scende da 68,0 a 49,3 ng·h/mL, cioè −27,5%; la Cmax della seconda fase da 18,3 a 14,7 ng/mL; l’esposizione totale del 18%.

Grafico 3

Medikinet a digiuno: la seconda fase perde un quarto dell’esposizione

AUC4–10 h (ng·h/mL) dopo 40 mg in 28 volontari sani, crossover. Scala piena = 68,0.

Medikinet retard 40 mg · con colazione68,0
Medikinet retard 40 mg · a digiuno49,3
−27,5% · profilo monofasico, il secondo picco scompare
Ritalin LA 40 mg (= Ritalin effetto prolungato) · con colazione, AUC0–∞ relativa100%
Ritalin LA 40 mg · a digiuno, AUC0–∞ relativa90%
114,1 vs 126,8 ng·h/mL · profilo bimodale conservato in entrambe le condizioni

Le prime due barre sono AUC parziali della seconda fase; le ultime due sono rapporti di esposizione totale e servono al confronto qualitativo. Fonte: Haessler et al., Int J Clin Pharmacol Ther, 2008; valori tabulati in Coghill et al., 2013. Studio in volontari adulti maschi: il dato pediatrico corrispondente non esiste.

La scheda tecnica italiana traduce questo dato in istruzioni e in una controindicazione che pochi conoscono. Sull’assunzione: Medikinet va preso “al mattino a colazione o subito dopo” nei bambini, e “al mattino e ad ora di pranzo con o dopo i pasti” negli adulti, perché “il metilfenidato cloridrato è assorbito molto più velocemente da Medikinet quando il medicinale è assunto a stomaco vuoto. In questo caso, è possibile che il rilascio non sia sostenuto adeguatamente”. Sul pH gastrico, la sezione 4.3 elenca fra le controindicazioni l’“anamnesi positiva per acloridria pronunciata dello stomaco con un valore di pH superiore a 5,5, in terapia con bloccanti dei recettori H2, inibitori di pompa protonica o in terapia antiacida”, e la 4.5 ribadisce che il farmaco “non deve essere assunto insieme” a questi medicinali “perché ciò potrebbe provocare un rilascio più veloce”. La logica è la stessa del digiuno vista dall’altro lato: se il pH gastrico è già alto, il rivestimento enterico si scioglie nello stomaco e la dose “ritardata” diventa immediata.

Riquadro 1 · Medikinet e lo stomaco: che cosa dire alla famiglia
  • Sempre con la colazione, non prima. Una colazione vera, non un bicchiere d’acqua. Il bambino che salta la colazione — evenienza tutt’altro che rara in chi assume stimolanti, che riducono l’appetito — sta di fatto assumendo una formulazione diversa da quella prescritta: più picco al mattino, meno copertura nel pomeriggio.
  • Nessun inibitore di pompa protonica, anti-H2 o antiacido, nemmeno da banco, nemmeno “solo per qualche giorno”. È una controindicazione formale, non un consiglio. Se serve una gastroprotezione, va riconsiderata la formulazione: Equasym, Ritalin effetto prolungato e il rilascio immediato non hanno questa avvertenza.
  • Il pasto grasso non è un problema: ritarda il picco di circa un’ora e mezza senza modificare l’esposizione totale. Il problema è lo stomaco vuoto, non lo stomaco pieno.
  • Equasym fa il contrario: va assunto prima di colazione, perché il pasto grasso ne aumenta Cmax del 30% e AUC del 17%. Le due capsule “a rilascio modificato” rimborsate in Italia hanno istruzioni opposte, e una famiglia che passa dall’una all’altra deve saperlo.
  • Ritalin effetto prolungato è indifferente al cibo e per l’omologo Ritalin LA esiste anche la prova clinica: in 150 bambini randomizzati a colazione minima o standard, l’efficacia sulle scale degli insegnanti è risultata identica (Schulz 2010). Per Medikinet quel trial non è mai stato fatto.
  • Quello che non sappiamo. Non esiste uno studio farmacocinetico pubblicato che abbia misurato l’effetto di un IPP su Medikinet: la controindicazione è dedotta dalla tecnologia farmaceutica, non da un esperimento. E non esiste il dato pediatrico dell’effetto del digiuno: Haessler ha studiato adulti sani. Sono lacune che vanno dichiarate, non aggirate.

Il rilascio immediato non è superato: è diverso

C’è una convinzione diffusa, e comprensibile, secondo cui le formulazioni a rilascio modificato sarebbero “più efficaci” del vecchio Ritalin. I dati in doppio cieco dicono altro. Nel trial di Wolraich e colleghi del 2001, 282 bambini randomizzati a gruppi paralleli per 28 giorni a placebo, metilfenidato immediato tre volte al giorno o Concerta una volta al giorno: entrambi i trattamenti attivi superano il placebo già alla prima settimana, e “IR MPH tid and OROS MPH qd did not differ significantly on any direct comparisons”. Nel crossover di Döpfner del 2004, 79 bambini in aula analogica su otto ore: Medikinet retard una volta al giorno non differisce dalla stessa dose di immediato divisa in due. Nel within-subject di Pelham, Concerta e immediato tid sono equivalenti — con Concerta dosato il 20% in più. L’unico studio che mostra una superiorità del rilascio modificato sull’immediato, quello di Steele del 2006, è in aperto e confronta Concerta con le “cure abituali”: un disegno che favorisce strutturalmente il braccio nuovo e ben supervisionato. Anche nell’adulto la meta-analisi di Faraone e Glatt del 2010, che stratifica gli stimolanti per durata d’azione, non trova “significant differences between short- and long-acting stimulant medications”.

A parità di dose immediata equivalente e di copertura oraria, quindi, il rilascio immediato funziona quanto il rilascio modificato. Ha anche vantaggi propri che le linee guida riconoscono esplicitamente. NICE NG87, nella raccomandazione 1.7.20, dopo aver elencato i motivi per preferire le preparazioni a rilascio modificato, aggiunge che “immediate-release preparations may be suitable if more flexible dosing regimens are needed, or during initial titration to determine correct dosing levels”; e nella 1.7.22 suggerisce di combinare una preparazione modificata al mattino con una immediata in un altro momento della giornata per estendere la durata dell’effetto. È esattamente ciò che Coghill raccomanda di fare quando si cambia formulazione: titolare la componente immediata. E la componente immediata si titola meglio con una compressa da 10 mg divisibile che con una capsula.

Poi c’è il costo, che nella prescrizione a carico del Servizio Sanitario non è un dettaglio privato ma una responsabilità pubblica. Trenta compresse di Ritalin da 10 mg costano 5,96 euro. Trenta capsule di Medikinet o di Equasym da 20 mg costano 40,39 euro. A parità di dose giornaliera di 20 mg, la terapia con l’immediato costa 40 centesimi al giorno, quella con le capsule 1,35 euro, quella con Ritalin effetto prolungato 1,49: un fattore di 3,4–3,8 volte, che su un anno significa circa 145 euro contro 490–545. Non è un argomento per prescrivere l’immediato a tutti: è un argomento per prescrivere le capsule a chi ne ha bisogno, non a chi ne ha bisogno la scheda di dimissione.

Grafico 4

Costo per giorno di terapia a 20 mg di metilfenidato, prezzi al pubblico in classe A

Euro al giorno per la dose giornaliera di 20 mg, calcolati dal prezzo della confezione da 30 unità. Scala piena = 1,49 €.

Ritalin 10 mg × 2 (5,96 € / 30 cpr)0,40 €
Medikinet 20 mg (40,39 € / 30 cps)1,35 €
Equasym 20 mg (40,39 € / 30 cps)1,35 €
Ritalin effetto prolungato 20 mg (44,76 € / 30 cps)1,49 €

Su base annua: circa 145 € contro 491 € e 545 €. Prezzi al pubblico dei medicinali di classe A come pubblicati da AIFA e riportati nelle banche dati farmaceutiche italiane, consultati il 3 settembre 2026; possono variare. Curiosità che dice qualcosa sulla logica dei prezzi: Medikinet 5 mg costa più di Medikinet 10 mg (19,53 contro 17,94 €).

Gli svantaggi dell’immediato sono altrettanto reali, ma sono di un altro tipo: non riguardano quanto funziona quando viene preso, riguardano se viene preso, da chi, e che cosa succede quando finisce.

Aderenza e persistenza. È qui che il rilascio modificato vince, e vince nettamente. Nello studio di Marcus su Medicaid California (2005), la durata media del trattamento nei nuovi utilizzatori è di 140 giorni con il rilascio modificato contro 103 con l’immediato, con un rapporto aggiustato di 1,37 (IC95% 1,32–1,42). Nel database del Québec analizzato da Lachaine (2012), su 15.838 pazienti, l’aderenza definita come copertura di almeno l’80% dei giorni è del 63,0% con gli stimolanti a lunga durata contro il 39,4% con quelli a breve durata, e la persistenza a dodici mesi dell’81,1% contro il 59,6%. Sono dati osservazionali, con il confounding by indication che ogni claims database porta con sé — chi riceve la formulazione più costosa è spesso chi ha un contesto familiare più organizzato — e due degli autori canadesi erano dipendenti Shire. Ma la direzione è la stessa in ogni database, e la spiegazione è banale: una dose al mattino a casa è più facile di tre dosi di cui una a scuola.

Grafico 5

Dove il rilascio modificato vince davvero: aderenza e persistenza

Québec, 15.838 pazienti con ADHD, 2004–2009. Stimolanti a lunga durata contro stimolanti a breve durata.

Persistenza a 12 mesi · lunga durata81,1%
Persistenza a 12 mesi · breve durata59,6%
Aderenza (copertura ≥ 80% dei giorni) · lunga durata63,0%
Aderenza (copertura ≥ 80% dei giorni) · breve durata39,4%

Entrambi i confronti p < 0,001. Dato osservazionale su database amministrativo: misura le prescrizioni ritirate, non le compresse assunte, e non elimina il confondimento da indicazione. Fonte: Lachaine et al., Postgrad Med, 2012.

Misuso e diversione. La revisione sistematica di Wilens del 2008, su 21 studi e 113.104 soggetti, stima che il 5–9% degli studenti delle scuole primarie e secondarie e il 5–35% degli universitari abbia usato stimolanti non prescritti nell’ultimo anno, e che il 16–29% degli studenti con prescrizione sia stato sollecitato a cedere, vendere o scambiare il proprio farmaco. Fra i fattori di rischio identificati c’è l’uso di preparazioni a rilascio immediato. Il razionale farmacologico è stato dimostrato con la PET da Spencer nel 2006: a parità di concentrazione plasmatica di picco — ottenuta con 40 mg di immediato contro 90 mg di Concerta — la formulazione osmotica produce un’occupazione del trasportatore della dopamina più lenta e nessuna “likeability”, mentre l’immediato sì. “The abuse potential of oral methylphenidate is strongly influenced by the rate of delivery”, non dalla concentrazione raggiunta. Parasrampuria, in consumatori ricreazionali, ha confermato effetti soggettivi inferiori con 108 mg di Concerta rispetto a 60 mg di immediato. Due cautele obbligatorie: entrambi gli studi sono stati pagati dal produttore di Concerta, ed entrambi hanno testato solo l’osmotico contro l’immediato. Se il fattore decisivo è la velocità di salita, allora Medikinet e Ritalin effetto prolungato — che al mattino salgono come un immediato — dovrebbero avere una likeability intermedia. Non è mai stata misurata.

Il rebound. Il peggioramento comportamentale al calare del farmaco è il motivo per cui molte famiglie chiedono di passare al rilascio modificato, e merita una precisazione onesta. Carlson e Kelly, nel 2003, osservarono in 149 bambini ricoverati e trattati con stimolanti a breve durata un deterioramento serale nel 30% dei casi su almeno una dose, ma abbastanza grave da far sospendere il trattamento solo nell’8,7%, e senza che i bambini con rebound differissero clinicamente dagli altri. Lo studio non aveva un braccio a rilascio modificato: che le capsule riducano il rebound è farmacologicamente plausibile, perché la discesa plasmatica è più graduale, ma non è mai stato dimostrato in un confronto diretto. Lo stesso vale per il sonno: la meta-analisi di Kidwell del 2015 trova che gli stimolanti allungano la latenza di addormentamento (effect size 0,54) e che il numero di somministrazioni giornaliere è un moderatore significativo, il che è indiretto e coerente, ma non esiste un trial che confronti le formulazioni sull’insonnia.

Le due novità del 2026: Ritalin effetto prolungato e il generico di Concerta

Il panorama italiano è cambiato in pochi mesi, e vale la pena registrarlo perché molti colleghi non ne sono ancora al corrente. Ritalin effetto prolungato, autorizzato nell’agosto 2025 e rimborsato in classe A dal 30 maggio 2026 con determina AIFA PRES/682/2026, è la versione italiana di Ritalin LA. Rispetto a Medikinet condivide il rapporto 50:50 ma ne differisce nel meccanismo: la seconda metà non è gastroresistente, viene rilasciata “dopo circa quattro ore” indipendentemente dal pH e dal cibo. Nello studio di Haessler è la formulazione che conserva il profilo bimodale anche a digiuno; nel crossover di Schulz su 147 bambini è risultata non inferiore a Medikinet fra 1,5 e 4,5 ore, ed è superiore al placebo con p < 0,0001; nel confronto di Lopez con Concerta ha mostrato la stessa firma del 50:50, cioè superiorità nelle prime quattro ore che si attenua a otto. Nel database di Marcus, però, Ritalin LA aveva la persistenza più bassa fra le tre formulazioni a rilascio modificato: 101 giorni contro 113 di Metadate CD e 147 di Concerta. La conversione dall’immediato è 1:1 sulla dose giornaliera. L’indicazione è pediatrica, dai sei anni. In pratica, è Medikinet senza il problema della colazione e senza la controindicazione agli inibitori di pompa, al prezzo di circa il 10% in più.

NOKU merita una considerazione diversa. È un generico di Concerta, e Concerta è la formulazione con più evidenza al mondo, ma i generici a rilascio prolungato sono una categoria in cui l’equivalenza va guadagnata, non presunta. Nel 2014 la FDA riclassificò due generici americani di Concerta da “AB” a “BX”, cioè non automaticamente sostituibili, perché “may deliver drug in the body at a slower rate during the 7- to 12-hour range”; una piccola serie clinica di quattordici pazienti passati dal generico all’originale alla stessa dose descrisse un miglioramento medio di 23 punti T sulla scala di disattenzione. In Europa l’EMA affrontò un caso analogo con il referral su Methylphenidate Sandoz e concluse invece per l’autorizzazione. L’RCP italiano di NOKU riporta i parametri del riferimento — picco a 6–8 ore, effetti fino a 12 ore, assenza di dose dumping con il pasto grasso — ma non descrive la tecnologia come osmotica, e non ho trovato dati di bioequivalenza pubblicati. È l’unica opzione a dodici ore disponibile in Italia, è indicata anche nell’adulto, e al momento è a carico del paziente. Per un adolescente che studia fino a sera o per un adulto con una giornata lavorativa lunga è una possibilità concreta; va prescritta sapendo che il profilo ascendente significa meno effetto alle nove del mattino rispetto a un 50:50 di pari dose, per costruzione.

L’adulto: in Italia la scelta è quasi obbligata, e l’evidenza è più fragile di quanto sembri

Chi tratta adulti con ADHD in Italia deve conoscere una geografia regolatoria che non coincide con la farmacologia. Medikinet è indicato “in bambini a partire dai 6 anni di età e negli adulti”: la determina AIFA 1264/2021 ne aveva ammesso la rimborsabilità nell’adulto solo in continuazione dalla adolescenza, specificando che “l’inizio del trattamento con Medikinet negli adulti non è appropriato”; la determina AAM/PPA 659/2023, in vigore dal 19 ottobre 2023, ha esteso l’indicazione rimborsata all’adulto di nuova diagnosi. Il piano terapeutico prevede una dose iniziale di 10 mg al giorno, incrementi settimanali di 10 mg, somministrazione in due dosi — al mattino e a mezzogiorno, con i pasti — fino a un massimo di 1 mg/kg e comunque non oltre 80 mg al giorno. Ritalin compresse non è autorizzato nell’adulto: la scheda dice testualmente che “il metilfenidato non è autorizzato per l’uso in adulti con ADHD”, e la sua erogazione a carico del Servizio Sanitario oltre i 18 anni è possibile solo attraverso la Legge 648/96, per la sola formulazione a rilascio immediato, in continuità di un trattamento iniziato prima della maggiore età (determina 149900/2021). Equasym è autorizzato dai 6 ai 17 anni e il piano terapeutico web ne blocca la prescrizione dai 18. Ritalin effetto prolungato è pediatrico. NOKU è indicato anche nell’adulto ma non è rimborsato.

Ne consegue che, per un adulto con ADHD diagnosticato dopo i 18 anni, l’unico metilfenidato prescrivibile a carico del Servizio Sanitario è Medikinet, con tutte le implicazioni pratiche viste sopra: due assunzioni al giorno, con i pasti, e attenzione alla gastroprotezione — che nell’adulto è molto più comune che nel bambino. È una scelta che il clinico non fa: la trova fatta.

Quanto all’evidenza che sostiene quella scelta, va detta con la stessa franchezza. I due trial registrativi di Medikinet nell’adulto sono entrambi di Medice. Rösler, nel 2009, su 359 adulti per 24 settimane: responder 61% contro 42% con placebo, dose media 0,55 mg/kg, con gli autori stessi che segnalano il range di dose basso, l’alto drop-out e una risposta placebo insolitamente elevata. Retz, nel 2012, su 162 adulti per 8 settimane, dosi fino a 1 mg/kg: responder 50% contro 18%. Che lo stesso farmaco, dello stesso sponsor, produca una risposta placebo del 42% in un trial e del 18% nell’altro dice molto sulla fragilità delle stime in questa popolazione. La revisione Cochrane di Boesen del 2022 sul metilfenidato a rilascio prolungato nell’adulto — 24 trial, 5.066 partecipanti, durata mediana otto settimane — colloca l’effetto sui sintomi auto-riferiti a SMD −0,37 (IC95% −0,43 a −0,30), sulla qualità di vita a −0,15, sui giorni di lavoro persi a zero (differenza media −0,15 giorni, IC95% −2,11 a 1,81), con certezza GRADE “very low” per ogni esito, 20 trial su 24 ad alto rischio di bias e nessun trial esente da problemi di generalizzabilità. Conclusione testuale: “The benefits and harms of extended-release methylphenidate therefore remain uncertain.” La Cochrane gemella sull’immediato nell’adulto (Cândido 2021) poggia su dieci trial e 497 pazienti, con l’esito primario auto-riferito non significativo. La network meta-analysis di Cortese su Lancet Psychiatry stima per il metilfenidato nell’adulto un effect size di −0,49 secondo i clinici, inferiore a quello delle anfetamine (−0,79) — ma lavora per molecola, non per formulazione, e non dice nulla su Ritalin contro Medikinet.

Il punto, per il prescrittore — e l’ho argomentato altrove a proposito dell’efficacia per età — è che nell’adulto non esiste alcuna base empirica per preferire una formulazione all’altra sul piano dell’efficacia: Boesen include soltanto due trial con comparatore attivo, per 314 pazienti in tutto. La scelta italiana di rimborsare solo Medikinet è una scelta regolatoria, storicamente determinata dal fatto che Medice ha condotto i trial registrativi nell’adulto e ha chiesto l’estensione di indicazione. Non è una scelta scientifica, e non va presentata al paziente come tale.

Tabella 3 · La geografia regolatoria italiana del metilfenidato (settembre 2026)
Formulazione Titolare Indicazione autorizzata Rimborsabilità Prezzo confezione da 30 (classe A) Note prescrittive
Ritalin cpr 10 mgInfectoPharmADHD ≥ 6 anni e adolescenti. Non autorizzato nell’adultoClasse A con PT web. Adulti: solo L. 648/96 in continuità (Det. 149900/2021)5,96 €Unico rilascio immediato in Italia; compressa divisibile per la titolazione
Medikinet cps RM 5–40 mgMediceADHD ≥ 6 anni e adulti, anche di nuova diagnosi (Det. 659/2023)Classe A con PT web, bambini e adulti5 mg 19,53 · 10 mg 17,94 · 20 mg 40,39 · 30 mg 52,92 · 40 mg 69,09 €Adulto: 2 dosi (mattino e pranzo) con i pasti, max 1 mg/kg e ≤ 80 mg/die. Controindicato con IPP/anti-H2/antiacidi
Equasym cps RM 10–30 mgTakedaADHD 6–17 anniClasse A con PT web; il PT blocca la prescrizione ≥ 18 anni10 mg 17,94 · 20 mg 40,39 · 30 mg 52,92 €Prima di colazione; dosaggio massimo disponibile 30 mg (60 mg = 2 capsule)
Ritalin effetto prolungato cps RM 10–60 mgInfectoPharmADHD ≥ 6 anni (pediatrico)Classe A con PT web dal 30/05/2026 (Det. PRES/682/2026) per 10–40 mg; 60 mg e confezioni da 100 in classe C10 mg 19,87 · 20 mg 44,76 · 30 mg 58,64 · 40 mg 76,56 €Con o senza cibo; conversione 1:1 dall’IR
NOKU cpr RP 18–72 mgExeltis ItaliaADHD ≥ 6 anni e adulti (RCP allineato a Concerta)Non in classe A: a carico del paziente; non incluso nel PT web—Unica opzione a 10–12 h; ricetta a ricalco comunque obbligatoria
Riquadro 2 · Che cosa serve, materialmente, per prescrivere metilfenidato in Italia
  • Ricetta ministeriale a ricalco (RMR). Il metilfenidato è nella sezione A della Tabella dei medicinali: la ricetta è quella in triplice copia autocopiante, per un solo medicinale, per una terapia non superiore a 30 giorni. La circolare MEF-Salute del 14 maggio 2020 sulla ricetta dematerializzata lo dice esplicitamente: restano escluse dalla dematerializzazione le prescrizioni di medicinali della sezione A su ricettario a ricalco, con la sola eccezione della terapia del dolore. Non esiste, a oggi, la ricetta elettronica per il metilfenidato.
  • Piano terapeutico web AIFA, compilato sulla piattaforma dei registri di monitoraggio dal centro prescrittore: registrazione del paziente, scheda di eleggibilità, piano terapeutico con dose e formulazione, rivalutazioni periodiche. Il PT comprende Ritalin, Medikinet, Equasym e, dal 2026, Ritalin effetto prolungato. La prescrizione è di norma riservata ai centri di riferimento individuati dalle Regioni; il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta possono proseguirla sulla base del piano attivo.
  • Diagnosi secondo DSM o ICD, con la formula che AIFA ripete in ogni determina: non può basarsi sulla sola presenza dei sintomi, e il trattamento farmacologico è “parte di un programma di trattamento completo” quando gli interventi psicosociali da soli si dimostrano insufficienti.
  • Monitoraggio: peso e altezza (con Z-score) nel bambino, pressione arteriosa e frequenza cardiaca a ogni rivalutazione. Nell’unico studio in cieco di un anno nell’adulto (COMPAS), il metilfenidato ha prodotto più palpitazioni (13% contro 3%), tachicardia e iperidrosi rispetto al placebo, senza differenze negli eventi gravi; nel registro svedese di Zhang, l’uso cumulativo oltre i tre anni si associa a un aumento del rischio cardiovascolare del 23–27% e del rischio di ipertensione del 72–80%, indipendentemente dalla formulazione.
  • Nell’adulto: Medikinet è l’unica formulazione con PT attivabile ex novo. Il Ritalin è possibile solo in continuità, in regime 648.

Una variabile che nessuna formulazione controlla: l’enzima

Prima di arrivare alla griglia decisionale, una nota che riguarda tutte le formulazioni allo stesso modo e che ho già toccato parlando di farmacogenomica: la variabilità interindividuale nell’esposizione al metilfenidato è enorme, e dipende in buona parte dalla carbossilesterasi 1. Il caso indice descritto da Zhu nel 2008 — un volontario con concentrazioni plasmatiche “profoundly elevated” e alterazioni emodinamiche durante uno studio di farmacocinetica — portò all’identificazione della variante G143E, presente nel 3,7% degli europei, che abolisce l’attività idrolitica dell’enzima verso il metilfenidato. Nello studio danese di Stage del 2017, i portatori hanno un’esposizione al d-metilfenidato 2,5 volte superiore ai controlli (AUC mediana 53,3 contro 21,4 ng·mL⁻¹·h, p < 0,0001), e nella coorte ungherese di Nemoda i responder portatori richiedevano dosi inferiori (0,41 contro 0,57 mg/kg). Non c’è un test di routine, e la stessa revisione di Her e Zhu ammette che G143E e l’alcol — l’unico inibitore potente di CES1, con cui il metilfenidato forma etilfenidato — spiegano solo una piccola parte della variabilità complessiva. Ma il punto pratico è questo: quando un paziente risponde in modo anomalo a una dose “standard”, prima di cambiare formulazione conviene sospettare la farmacocinetica individuale. Un metabolizzatore lento di CES1 risponderà in modo anomalo a Ritalin, a Medikinet e a Equasym allo stesso modo, e nessuna tecnologia di rilascio lo correggerà.

Che cosa non regge

La parte più utile di una revisione è spesso l’elenco di ciò che non si può dire. Lo scrivo in forma di elenco perché è così che va consultato.

  • “La formulazione X è più efficace.” Non esiste una meta-analisi con effect size aggregati per formulazione. Coghill 2013 è una revisione sistematica senza meta-analisi e conclude che nessuna è chiaramente superiore; Cortese 2018 lavora per molecola; Faraone 2010 per classe di durata e non trova differenze. Su 15.295 riferimenti, i confronti testa a testa randomizzati e in doppio cieco con esiti clinici si contano sulle dita di una mano.
  • “Equasym contro Concerta: gli studi dicono che…” C’è uno studio, il COMACS, pubblicato in quattro articoli che vengono spesso citati come quattro studi indipendenti. Non lo sono.
  • “Medikinet ed Equasym sono equivalenti.” Nessuno studio clinico di efficacia li ha mai confrontati. L’unico dato diretto è la non-bioequivalenza farmacocinetica di Schütz 2009, in quattordici volontari.
  • “Il rilascio modificato è più efficace dell’immediato.” Falso nei due trial in doppio cieco (Wolraich 2001, Döpfner 2004). Vero solo in uno studio in aperto contro le cure abituali. Il vantaggio è di aderenza, praticità e diversione, non di potenza.
  • “Le capsule riducono il rebound e l’insonnia.” Plausibile, mai dimostrato in un confronto diretto. Carlson 2003 non ha un braccio a rilascio modificato; Kidwell 2015 offre un moderatore indiretto; Storebø 2015 dà un rischio relativo di problemi di sonno di 1,60 per il metilfenidato nel suo insieme, senza stratificazione.
  • “Il rischio cardiovascolare dipende dalla formulazione.” Nessun dato. Zhang 2024 modella la durata cumulativa dell’esposizione (odds ratio aggiustato 1,04 per ogni anno in più, 1,23–1,27 oltre i tre anni), non il profilo di rilascio.
  • “Le formulazioni a rilascio modificato hanno meno potenziale d’abuso.” Dimostrato solo per l’osmotico contro l’immediato, in dodici volontari sani e in un crossover in consumatori ricreazionali, entrambi pagati dal produttore dell’osmotico. Per i 50:50 il dato non esiste.
  • “Nell’adulto la formulazione fa differenza.” Nessuna evidenza: due trial con comparatore attivo su 314 pazienti in tutta la letteratura Cochrane.
  • “Il pasto grasso non altera l’esposizione a Equasym.” Falso secondo l’RCP: Cmax +30%, AUC +17%.
  • “Gli inibitori di pompa interferiscono con Medikinet.” Vero come controindicazione regolatoria dedotta dalla tecnologia; mai misurato in uno studio farmacocinetico pubblicato. Va rispettato, ma va detto per quello che è.
  • “Esiste una tabella di conversione ufficiale fra formulazioni.” NICE NG87 non ne contiene alcuna. Le uniche indicazioni sono quelle degli RCP (Medikinet e Ritalin effetto prolungato: 1:1 sulla dose giornaliera dell’immediato), quella di Pelham 2001 per l’osmotico (+20% rispetto all’immediato tid) e la raccomandazione metodologica di Coghill di titolare la componente immediata.

Come scegliere: una griglia decisionale

Se la letteratura non consente una classifica, consente però una mappa: date le caratteristiche del paziente e della sua giornata, quale profilo di rilascio ha più probabilità di funzionare e meno probabilità di creare problemi. Quella che segue è la mia sintesi; ogni casella rimanda a un dato discusso sopra, e dove il dato non esiste lo dico.

Figura 6 · Griglia decisionale

Dal problema clinico al profilo di rilascio

Ogni riquadro parte da una situazione concreta e indica la formulazione più coerente con i dati disponibili in Italia a settembre 2026.

Fase di titolazione, risposta da verificare
Iniziare con l’immediato, che consente di trovare la dose e di osservare l’orario in cui il paziente ne ha bisogno. Poi convertire.

NICE 1.7.20; costo minimo; compressa divisibile.
Bambino, giornata scolastica di 8 ore, serve forza al mattino
Un 50:50: Medikinet a colazione o Ritalin effetto prolungato. Bolo immediato più alto, effetto precoce più intenso.

COMACS, Döpfner 2011, Lopez 2003.
Bambino che salta la colazione, appetito già ridotto
Non Medikinet. Equasym prima di colazione, oppure Ritalin effetto prolungato, indifferente al cibo.

Haessler 2008; RCP; Schulz 2010 sulla colazione minima.
Paziente in terapia con IPP, anti-H2 o antiacidi
Medikinet è controindicato. Qualsiasi altra formulazione. Nell’adulto, dove la gastroprotezione è frequente, questo vincolo si scontra con la rimborsabilità.

RCP Medikinet §4.3–4.5.
Picco mattutino eccessivo: irritabilità, tic, ansia nelle prime ore
Ridurre la frazione immediata: dal 50:50 al 30:70 (Equasym), o a un profilo ascendente (NOKU) se il costo è sostenibile.

Regola del bolo; Sonuga-Barke 2008 sull’eterogeneità individuale.
Serve copertura fino a sera: compiti, sport, adolescente che studia tardi
Un 8 ore non basta. Aggiungere una dose di immediato nel primo pomeriggio (NICE 1.7.22) oppure passare al 12 ore (NOKU, non rimborsato).

COMACS a 12 h; Pelham 2001.
Rischio di diversione: adolescente, contesto scolastico o universitario a rischio
Evitare l’immediato come unica terapia. Le capsule non si sniffano e non si scambiano con la stessa facilità; per l’osmotico il minor potenziale d’abuso è misurato, per i 50:50 è solo plausibile.

Wilens 2008; Spencer 2006.
Aderenza problematica, famiglia disorganizzata, nessuno che dia la dose a scuola
Rilascio modificato, senza esitazioni: è l’unico esito su cui le capsule battono l’immediato in modo consistente.

Marcus 2005; Lachaine 2012.
Adulto, nuova diagnosi
Medikinet, due dosi con i pasti: è l’unica opzione rimborsata. Verificare la gastroprotezione. L’evidenza di efficacia è di certezza molto bassa per tutta la classe.

Det. 659/2023; Boesen 2022.
Risposta anomala a dosi standard
Prima di cambiare formulazione, pensare alla farmacocinetica individuale (CES1, alcol) e alla concomitanza di cibo o antiacidi. Nessuna tecnologia di rilascio corregge un enzima lento.

Stage 2017; Zhu 2008.

Elaborazione originale dell’autore. I riquadri con bordo tratteggiato indicano situazioni in cui la scelta è determinata più dalla regolazione o dalla farmacocinetica individuale che dal confronto fra formulazioni.

Tabella 4 · Passare da una formulazione all’altra: che cosa sostengono le fonti
Da → a Regola supportata Fonte Che cosa controllare nella prima settimana
Immediato bid → Medikinet1:1 sulla dose giornaliera totale (10 + 10 mg → 20 mg)RCP Medikinet; Döpfner 2004Che la capsula sia presa con la colazione; copertura del primo pomeriggio
Immediato bid → Ritalin effetto prolungato1:1 sulla dose giornaliera totaleRCP Ritalin effetto prolungatoCopertura fra la quarta e la sesta ora (il secondo rilascio è a ~4 h)
Immediato tid → profilo osmotico (NOKU)Dose giornaliera +20%: 5/10/15 mg × 3 → 18/36/54 mgPelham 2001; Wolraich 2001Efficacia nelle prime due ore (bolo del 22%): può servire un immediato al mattino
Medikinet ↔ EquasymNon intercambiabili mg per mg. Titolare sulla componente immediata: Medikinet 20 eroga subito 10 mg, Equasym 20 ne eroga 6, Equasym 30 ne eroga 9Schütz 2009; Coghill 2013Primo picco (mattino) e istruzioni sulla colazione, che si invertono
Equasym → profilo osmoticoFra 1,5 e 6 h Equasym 20/40 ≈ osmotico 36/54; a 7,5–12 h osmotico 18/36 ≈ Equasym 40/60. Nessuna equivalenza unicaSonuga-Barke 2004Decidere prima quale fascia oraria si vuole privilegiare
Qualsiasi → immediatoRicostruire il regime per fasce orarie partendo dalla componente immediata della formulazione precedenteCoghill 2013; NICE 1.7.20Orario delle dosi successive; rebound serale
Riquadro 3 · Le tre regole dello switch
  1. Si titola la componente immediata, non la dose totale. Il numero da tenere a mente non è “20 mg” ma “quanti milligrammi arrivano nella prima ora”: 20 con Ritalin 20, 10 con Medikinet 20 o Ritalin effetto prolungato 20, 6 con Equasym 20, 4 con NOKU 18.
  2. Ogni cambio di formulazione è un cambio di istruzioni. Con la colazione, prima della colazione, indifferente: la famiglia va rieducata ogni volta, e va chiesto esplicitamente se assume antiacidi.
  3. Si cambia una variabile alla volta. Cambiare formulazione e dose insieme rende impossibile capire che cosa abbia funzionato. Se il problema è l’orario, si cambia il profilo a parità di bolo; se il problema è l’intensità, si cambia il bolo a parità di profilo.

Il punto: non esiste la formulazione migliore, esiste il profilo giusto

Ricapitolo, perché la conclusione è meno spettacolare di un vincitore e più utile. Il metilfenidato è una molecola con un’emivita di due ore e una tolleranza acuta che si instaura nell’arco della giornata. Tutte le formulazioni sono tentativi di aggirare questi due fatti distribuendo la dose nel tempo, e ogni distribuzione è un compromesso: ciò che si guadagna al mattino lo si perde la sera, e viceversa. La variabile che governa il compromesso non è la marca né la tecnologia, ma la frazione della dose che arriva subito, come il COMACS ha dimostrato con una correlazione di 0,9 e due effect size identici a bolo identico.

In Italia questo compromesso si declina in cinque prodotti: un immediato economico e flessibile, che funziona quanto gli altri ma viene assunto meno e ceduto di più; due 50:50 da otto ore, di cui uno legato alla colazione e incompatibile con la gastroprotezione e l’altro, nuovo, che non ha questi vincoli; un 30:70 da assumere a stomaco vuoto, più dolce al mattino; e un profilo ascendente da dodici ore, non rimborsato. Nell’adulto, la scelta l’ha fatta AIFA. Nessuno di questi prodotti è stato confrontato con gli altri da qualcuno che non avesse interesse nel risultato, e tutti i confronti sono stati fatti misurando la variabile sbagliata.

Da qui una regola che vale più di ogni tabella di equivalenza: prima si decide quale ora del giorno bisogna coprire, poi si sceglie la frazione immediata, poi si sceglie il prodotto, e infine si spiega alla famiglia come e quando prenderlo. Fatto in quest’ordine, il confronto fra formulazioni smette di essere una disputa fra marchi e diventa quello che dovrebbe essere: farmacocinetica applicata a una giornata reale.

Domande frequenti

Medikinet ed Equasym sono la stessa cosa?
No. Medikinet rilascia subito il 50% della dose e il resto con pellet gastroresistenti, va assunto con la colazione ed è controindicato con inibitori di pompa, anti-H2 e antiacidi. Equasym rilascia subito il 30% e il resto per diffusione, va assunto prima di colazione. A parità di milligrammi non sono bioequivalenti: la Cmax e l’esposizione delle prime quattro ore differiscono di circa il 20%.

Il Ritalin a rilascio immediato è meno efficace delle capsule?
No. Nei trial in doppio cieco, l’immediato in due o tre dosi funziona quanto le formulazioni a rilascio modificato a dose equivalente. Le capsule vincono su aderenza, praticità e minore rischio di diversione, e costano 3–4 volte di più.

Qual è l’unico metilfenidato rimborsato nell’adulto in Italia?
Medikinet, anche per l’inizio del trattamento dal 19 ottobre 2023, in due dosi con i pasti fino a 1 mg/kg (massimo 80 mg/die). Ritalin è rimborsato nell’adulto solo in continuità di una terapia iniziata da minorenne, tramite la Legge 648/96. Equasym e Ritalin effetto prolungato sono pediatrici; NOKU è indicato nell’adulto ma non rimborsato.

Che cos’è Ritalin effetto prolungato?
La versione italiana di Ritalin LA: capsule 50:50 in cui la seconda metà della dose viene rilasciata dopo circa quattro ore, indipendentemente da cibo e pH gastrico, per una copertura di circa otto ore. È rimborsato dal 30 maggio 2026 per bambini dai sei anni.

Come si passa da una formulazione all’altra?
Dall’immediato a Medikinet o a Ritalin effetto prolungato la conversione è 1:1 sulla dose giornaliera; verso un profilo osmotico serve circa il 20% in più. Fra Medikinet ed Equasym non esiste un’equivalenza in milligrammi: si titola sulla componente immediata e si cambia una variabile alla volta.

Serve la ricetta elettronica?
No: serve la ricetta ministeriale a ricalco, per un solo medicinale e per non più di 30 giorni, insieme al piano terapeutico web AIFA compilato dal centro prescrittore. Il metilfenidato è escluso dalla dematerializzazione.

Nota metodologica e dichiarazioni

Questo articolo è una revisione narrativa critica aggiornata al 3 settembre 2026. Sono state privilegiate le fonti primarie: i riassunti delle caratteristiche del prodotto italiani (Ritalin, Medikinet, Equasym, Ritalin effetto prolungato, NOKU) come pubblicati nella Banca Dati Farmaci AIFA e riprodotti nelle banche dati farmaceutiche italiane; le determine AIFA e le circolari ministeriali citate; gli studi farmacocinetici e i trial clinici testa a testa, identificati a partire dalla revisione sistematica di Coghill e colleghi (2013) e integrati con ricerca su MEDLINE fino al 2026; le revisioni Cochrane e le meta-analisi disponibili. Tutte le citazioni bibliografiche sono state verificate contro i record MEDLINE originali. I prezzi sono quelli al pubblico dei medicinali di classe A alla data indicata e possono variare.

Limiti dichiarati. La “regola del bolo” è una sintesi didattica dell’autore, derivata dal modello farmacocinetico-farmacodinamico del COMACS e dalla raccomandazione metodologica di Coghill; non è una raccomandazione di linea guida. La griglia decisionale è un’elaborazione dell’autore e non è stata validata. La quasi totalità dei confronti testa a testa citati è stata finanziata da un produttore in gara; le attribuzioni di sponsor riportate in Tabella 2 derivano dalle dichiarazioni contenute negli articoli e dalla revisione di Coghill 2013. Gli studi in aula analogica misurano l’efficacia in condizioni artificiali, su bambini già responder al metilfenidato, in una singola giornata: la loro validità esterna è limitata. I dati sull’effetto del cibo su Medikinet provengono da 28 volontari adulti maschi; il dato pediatrico corrispondente non esiste. L’interazione fra Medikinet e inibitori di pompa protonica è una controindicazione regolatoria dedotta dalla tecnologia farmaceutica, non misurata sperimentalmente. Per NOKU non sono stati reperiti dati di bioequivalenza pubblicati; i parametri riportati sono quelli dell’RCP, allineato al medicinale di riferimento. Per Ritalin effetto prolungato l’evidenza clinica citata è quella dell’omologo Ritalin LA. Non esiste una linea guida italiana dell’Istituto Superiore di Sanità sull’ADHD; la guida pratica SINPIA 2026 e NICE NG87 sono state consultate come riferimenti di indirizzo. La situazione regolatoria descritta è quella vigente alla data di pubblicazione e va sempre riverificata sulle fonti AIFA al momento della prescrizione.

Conflitti di interesse: l’autore dichiara l’assenza di conflitti di interesse pertinenti a questo articolo, e in particolare di non avere alcun rapporto economico, di consulenza o di ricerca con InfectoPharm, Medice, Takeda, Exeltis, Novartis, Janssen o altri titolari di medicinali a base di metilfenidato. Finanziamenti: nessuno. Approvazione etica: non applicabile, l’articolo non presenta dati originali su partecipanti umani o animali. Disponibilità dei dati: non applicabile, tutte le fonti utilizzate sono indicate in bibliografia.

L’articolo ha finalità scientifico-divulgative ed è rivolto in primo luogo ai professionisti sanitari. Non costituisce indicazione terapeutica. Il metilfenidato è un medicinale stupefacente soggetto a prescrizione specialistica e piano terapeutico: nessuna delle considerazioni qui esposte autorizza a iniziare, modificare, sostituire o sospendere autonomamente una terapia, né a cambiare formulazione senza il medico prescrittore.

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