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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · ADHD, narcolessia e promozione della veglia

Lisdexamfetamina

Dexamfetamina con una molecola di lisina attaccata sopra. Finché la lisina è lì, il farmaco è cieco: non vede il trasportatore della dopamina. A staccarla ci pensano i globuli rossi — e lo fanno alla loro velocità, che nessuna siringa può accelerare. In Italia, però, non esiste.

Denominazione comuneLisdexamfetamina dimesilato
Formula brutaC15H25N3O
Peso molecolare263,38 g/mol
Codice ATCN06BA12
⚠ ATTENZIONE — QUESTA MOLECOLA NON È AUTORIZZATA IN ITALIA.

Alla data di verifica (luglio 2026), la ricerca «lisdexamfetamina» nella banca dati AIFA dei medicinali autorizzati restituisce «Nessun risultato». Non esiste, oggi, un RCP italiano. Non esiste un’AIC. Non è prescrivibile — nemmeno off-label, perché l’off-label presuppone un farmaco autorizzato che si usa per un’indicazione diversa. Qui il farmaco, in Italia, semplicemente non c’è.

L’unica via legale è l’importazione dall’estero ai sensi del DM 11 febbraio 1997, con richiesta motivata del medico, a carico del paziente e con tutte le responsabilità che ne discendono.

Allora perché è in questo repertorio? Perché è, nel resto d’Europa, uno dei farmaci più prescritti per l’ADHD dell’adulto — e perché ogni settimana un paziente italiano mi chiede perché lui non può averlo. Merita una scheda seria, costruita su un RCP vero: quello spagnolo dell’AEMPS, l’agenzia regolatoria del farmaco spagnola, che di Elvanse Adultos® ha la ficha técnica pubblica. Tutti i dati che seguono vengono da lì, e non da un RCP italiano che non esiste.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Lisdexamfetamina: la dexamfetamina (a destra) legata da un legame ammidico alla L-lisina (a sinistra). Struttura generata da SMILES canonico; formula e peso molecolare calcolati sulla base libera.
Denominazione comune (INN)Lisdexamfetamina (nel medicinale come dimesilato)
Formula bruta (base libera)C15H25N3O
Peso molecolare (base libera)263,38 g/mol
ClasseProfarmaco della dexamfetamina — simpaticomimetico ad azione centrale
Codice ATCN06BA12
Stato in ItaliaNON autorizzata (nessuna AIC, luglio 2026)
Nomi in EuropaElvanse®, Elvanse Adultos® (Spagna, Germania, Regno Unito); Vyvanse® (Nord America)

2Il profarmaco: perché è la parte più interessante

Dalla ficha técnica AEMPS (§5.1), verbatim (traduzione fedele dallo spagnolo):

«Lisdexamfetamina dimesilato è un profarmaco farmacologicamente inattivo. Dopo somministrazione orale, la lisdexamfetamina viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale e viene idrolizzata principalmente dagli eritrociti in dexamfetamina, che è responsabile dell’attività del farmaco. […] Il profarmaco, la lisdexamfetamina, non si lega ai siti responsabili della ricaptazione di noradrenalina e dopamina in vitro.»
Fermatevi un attimo su questa frase, perché è la più elegante di tutta la parte VIII.

La lisdexamfetamina, di per sé, non fa niente. È dexamfetamina con una molecola di lisina — un aminoacido, roba che mangiate a colazione — attaccata sopra. Finché la lisina è lì, la molecola è cieca: non vede il trasportatore della dopamina, non vede quello della noradrenalina. È farmacologicamente muta.

A staccare la lisina ci pensano i globuli rossi. Non il fegato, non il citocromo P450 — il RCP è esplicito: «la lisdexamfetamina non è metabolizzata dagli enzimi del citocromo P450». Sono gli eritrociti, con la loro attività idrolitica, a liberare la dexamfetamina.

E qui arriva il punto che tutti dovrebbero capire: questa idrolisi ha una velocità sua, che non si può accelerare. Non importa come introducete la molecola nel corpo — se la sniffate, se ve la iniettate — il picco di dexamfetamina arriverà comunque quando i globuli rossi avranno finito di lavorare. Il rush — quel picco ripido che è l’anima stessa della dipendenza da stimolanti — è chimicamente disinnescato.

Non è un caso, è design. Qualcuno si è seduto e ha progettato una molecola che non si può abusare in fretta. E ha funzionato.

I numeri: il Tmax della lisdexamfetamina è di circa 1 ora, quello della dexamfetamina di circa 3,5 ore (a digiuno; ~4,7 ore dopo un pasto ricco di grassi). L’emivita della lisdexamfetamina intatta è inferiore a 1 ora; quella della dexamfetamina è di 11 ore. L’efficacia clinica, negli adulti, si mantiene per 14 ore dopo la somministrazione mattutina.

3Il potenziale d’abuso — i dati veri, non le impressioni

La ficha técnica riporta uno studio dedicato nell’uomo, in soggetti con storia di dipendenza da sostanze:

«[…] la lisdexamfetamina dimesilato 100 mg ha prodotto risposte soggettive sulla scala degli “effetti piacevoli della droga” (endpoint primario) significativamente inferiori a quelle della dexamfetamina a rilascio immediato 40 mg. Tuttavia, la somministrazione orale di 150 mg di lisdexamfetamina dimesilato ha prodotto aumenti nelle risposte soggettive positive […] comparabili a quelle prodotte da 40 mg di dexamfetamina a rilascio immediato.

La somministrazione endovenosa di 50 mg di lisdexamfetamina […] ha prodotto risposte soggettive positive […] maggiori del placebo ma minori di quelle prodotte da una dose equivalente (20 mg) di dexamfetamina endovenosa
Leggiamolo con onestà, questo dato, perché è il punto in cui la divulgazione di solito scivola.

La versione entusiasta dice: «la lisdexamfetamina non si può abusare». Falso. Il RCP dice tre cose molto più precise:

Uno — a dose terapeutica il piacere soggettivo è significativamente inferiore alla dexamfetamina classica. Vero, documentato, importante.

Due — a 150 mg, cioè al doppio della dose massima, il vantaggio svanisce. La barriera è reale, ma ha un’altezza finita.

Tre — anche per via endovenosa il piacere è minore, ma non è zero.

Ecco: questo è il modo corretto di dire le cose. Non «è sicuro», non «è pericoloso». È: la barriera farmacocinetica esiste, è misurabile, e si può scavalcare aumentando la dose. Il RCP stesso mantiene tutte le avvertenze sull’abuso, la dipendenza e l’uso illecito — e specifica che il rischio di misuso è maggiore negli adulti, soprattutto nei giovani adulti, che nei pazienti pediatrici.

Un farmaco più difficile da abusare non è un farmaco impossibile da abusare. E chi ha una storia di dipendenza da stimolanti va comunque seguito, comunque monitorato, comunque guardato negli occhi.

4Indicazione (RCP spagnolo, Elvanse Adultos®)

«Elvanse Adultos è indicato come parte di un programma di trattamento integrale per il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) negli adulti con sintomi di ADHD preesistenti nell’infanzia

Il RCP aggiunge condizioni che vale la pena leggere per intero, perché sono lo standard diagnostico che dovremmo applicare tutti:

  • Trattamento sotto la supervisione di uno specialista in disturbi del comportamento
  • Diagnosi basata su anamnesi e valutazione complete, secondo DSM o ICD vigenti. «Non si può stabilire la diagnosi unicamente con la presenza di uno o più sintomi»
  • Negli adulti, i sintomi infantili devono essere confermati retrospettivamente (anamnesi, o strumenti e interviste strutturate adeguate)
  • ADHD almeno di intensità moderata, con alterazione funzionale almeno moderata in due o più contesti (sociale, accademico, occupazionale)
  • La decisione deve tenere conto del potenziale di abuso, misuso o uso illecito e della risposta ai trattamenti precedenti

Nella formulazione pediatrica (Elvanse®, dai 6 anni) l’indicazione spagnola è condizionata: quando la risposta al precedente trattamento con metilfenidato è clinicamente inadeguata — cioè è, di fatto, una seconda linea.

Sull’indicazione per il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating). Negli Stati Uniti Vyvanse® ha anche questa indicazione. Nella ficha técnica spagnola non c’è: l’ho cercata parola per parola e non compare. Lo dico perché è esattamente il tipo di dato che viaggia da un articolo all’altro finché diventa «vero». In Europa, oggi, quell’indicazione non è autorizzata.

5Posologia (adulti, RCP spagnolo)

VoceIndicazione del RCP
Dose iniziale30 mg una volta al giorno, al mattino
TitolazioneIncrementi di 20 mg a intervalli di circa una settimana
Dose massima70 mg/die — «dosi superiori non sono state studiate»
SomministrazioneCon o senza cibo. Capsula intera, oppure aperta e mescolata in yogurt, acqua o succo d’arancia, da assumere subito. Non dividere la capsula, non scendere sotto una capsula al giorno.
Dosi pomeridianeDa evitare, per il rischio di insonnia
Non rispostaSe dopo 1 mese di titolazione adeguata i sintomi non migliorano: sospendere
Insufficienza renale graveMassimo 50 mg/die; in dialisi considerare ulteriore riduzione. Non dializzabili.
Uso > 12 mesiRivalutazione dell’utilità almeno una volta l’anno, con periodi di prova senza farmaco

Equivalenze (dimesilato → dexamfetamina): 30 mg → 8,9 mg; 50 mg → 14,8 mg; 70 mg → 20,8 mg.

6Controindicazioni (RCP spagnolo, elenco completo)

  • Ipersensibilità alle amine simpaticomimetiche o agli eccipienti
  • Uso concomitante di IMAO, o nei 14 giorni successivi (rischio di crisi ipertensiva)
  • Ipertiroidismo o tireotossicosi
  • Stati di agitazione
  • Malattia cardiovascolare sintomatica
  • Arteriosclerosi avanzata
  • Ipertensione moderata o grave
  • Glaucoma
  • Feocromocitoma

7Avvertenze principali

AmbitoContenuto del RCP
Morte improvvisaNegli adulti sono stati segnalati ictus, infarto miocardico e morte improvvisa associati agli stimolanti alle dosi abituali per l’ADHD. Gli adulti con anomalie cardiache strutturali gravi, cardiomiopatie, aritmie gravi o coronaropatia in generale non devono essere trattati con stimolanti.
Pressione e frequenzaAumento medio di 2–4 mmHg e 3–6 bpm; singoli pazienti possono avere aumenti maggiori. Pressione e polso vanno registrati a ogni aggiustamento di dose e poi almeno ogni sei mesi.
QTcLa lisdexamfetamina prolunga il QTc in alcuni pazienti: cautela con farmaci QT-prolunganti, cardiopatie o alterazioni elettrolitiche
CardiomiopatiaSegnalata con l’uso cronico di anfetamine, e anche con lisdexamfetamina
Disturbo bipolareRischio di indurre episodi misti/maniacali. Prima di iniziare, i pazienti con sintomi depressivi comorbidi devono essere sottoposti a screening per il rischio di bipolarità, con anamnesi familiare di suicidio, disturbo bipolare e depressione
Psicosi / mania de novoGli stimolanti, a dosi abituali, possono provocare allucinazioni, pensiero delirante o mania anche in chi non ha storia psicotica
AggressivitàMonitorare la comparsa o il peggioramento di comportamento aggressivo e ostilità
TicGli stimolanti esacerbano tic motori e vocali e la sindrome di Tourette: valutazione clinica prima di iniziare
ConvulsioniPossono abbassare la soglia convulsiva. Se compaiono crisi nuove o peggiorate: sospendere
PesoPerdita di peso: monitoraggio regolare; può rendersi necessaria la sospensione
VistaDifficoltà di accomodazione e visione offuscata
AstinenzaSegnalati fatica e depressione alla sospensione

8Perché in Italia no?

Domanda da un milione di dollari — e la risposta onesta è: non lo so, e nessuno che ve lo dica con certezza lo sa davvero.

Quello che posso dirvi è quello che è documentato. In Italia, per l’ADHD dell’adulto, l’unica molecola con un’indicazione autorizzata esplicita è il metilfenidato in una sola specialità — e l’ho verificato leggendo i RCP uno per uno: il Ritalin® scrive nero su bianco che «il metilfenidato non è autorizzato per l’uso in adulti con ADHD», mentre il Medikinet® include gli adulti. Stessa molecola, due indicazioni diverse. È il paradosso che ho raccontato nella scheda del metilfenidato.

E nel resto d’Europa, intanto, un adulto con ADHD ha a disposizione lisdexamfetamina, dexamfetamina, atomoxetina, guanfacina. Da noi, molto meno.

Non voglio fare l’apologia dello stimolante — avete letto la sezione 7, il profilo di rischio c’è ed è serio. Voglio solo che si guardi in faccia una cosa: la mancanza di un farmaco non è una scelta clinica, è una situazione regolatoria e di mercato. E quando un paziente italiano legge su un forum tedesco di un farmaco che gli cambierebbe la vita e scopre che qui non esiste, quella non è prudenza scientifica che lo protegge. È una frontiera.

Le cose, in farmaco-regolazione, cambiano. Ho scritto questa scheda anche perché, se e quando cambieranno, ci troveremo pronti — con i dati in mano e non con l’entusiasmo.
Nota metodologica — LEGGERE CON ATTENZIONE. La lisdexamfetamina NON è autorizzata in Italia. La ricerca nella banca dati AIFA dei medicinali (luglio 2026) restituisce «Nessun risultato»: non esiste un RCP italiano, non esiste un’AIC, il farmaco non è prescrivibile né in indicazione né off-label. Questa scheda non descrive un farmaco italiano: descrive un farmaco europeo, e tutti i dati riportati — indicazione, posologia (30 mg iniziali, incrementi di 20 mg settimanali, massimo 70 mg/die), le nove controindicazioni, le avvertenze, le equivalenze in dexamfetamina, e le citazioni verbatim sul profarmaco idrolizzato dagli eritrociti e sugli studi di potenziale d’abuso — sono estratti dalla ficha técnica di Elvanse Adultos® depositata presso l’AEMPS (Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios), nn. di autorizzazione 82336/82337/82338, revisione del testo 12/2025, consultabile al link in testa alla pagina. Le citazioni sono tradotte fedelmente dallo spagnolo. Un RCP spagnolo non ha valore normativo in Italia: è riportato qui a scopo informativo e di confronto, non prescrittivo. L’affermazione che il binge eating disorder non è indicazione autorizzata in Spagna deriva da ricerca testuale integrale sul documento. Il confronto con i RCP italiani di Ritalin® e Medikinet® è documentato nella scheda del metilfenidato. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica della base libera. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico. Nessuna parte di questa scheda deve essere intesa come indicazione a prescrivere o procurarsi un farmaco non autorizzato in Italia.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.