Parte VIII · Psicofarmaci in Italia
ADHD, narcolessia e promozione della veglia
In questa sezione convivono due problemi clinici che non hanno quasi niente in comune, tenuti insieme da un fatto farmacologico: agiscono entrambi sulla trasmissione catecolaminergica. Da una parte l’ADHD, con il metilfenidato e la lisdexamfetamina fra gli stimolanti, l’atomoxetina fra i non stimolanti e la centanafadina che è l’arrivo più recente. Dall’altra i disturbi della veglia — narcolessia, apnea ostruttiva — con il modafinil, il pitolisant che libera i neuroni istaminergici bloccandone l’autorecettore, e il solriamfetol. Il malinteso più duro da smontare riguarda gli stimolanti nell’ADHD: sono fra i farmaci più efficaci di tutta la psichiatria, con effect size che nessun antidepressivo si sogna, e sono anche quelli su cui il dibattito pubblico è più scollegato dai dati. Le schede riportano quei dati, comprese le controindicazioni cardiologiche, che esistono e vanno prese sul serio.
Le schede raccontano le singole molecole. Come funziona la classe nel suo insieme — meccanismi, scelta del farmaco, gestione clinica — sta in ADHD e psicostimolanti.