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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · ADHD, narcolessia e promozione della veglia

Solriamfetol

Il RCP ammette di non sapere del tutto come funzioni: e questa è buona scienza, non cattiva farmacologia. È l unico promotore della veglia autorizzato nell OSA — ma non cura l apnea, e chi lo dimentica rischia di togliere al paziente il sintomo che lo teneva attaccato alla CPAP.

Denominazione comuneSolriamfetol cloridrato
Formula brutaC10H14N2O2
Peso molecolare194,23 g/mol
Codice ATCN06BA14
Il solriamfetol è un DNRI: inibisce la ricaptazione di dopamina e noradrenalina. Detto così, sembra uno stimolante. E in parte lo è — ma senza rilascio attivo di monoamine, e con un potenziale d’abuso che il RCP definisce basso.

La cosa più interessante, però, è un’altra: il RCP ammette di non sapere come funzioni davvero. Testuale: «i meccanismi attraverso cui solriamfetol migliora lo stato di veglia […] non sono stati pienamente definiti».

Ecco: questa è la frase che dovremmo leggere più spesso, nei foglietti illustrativi. Un’agenzia regolatoria che scrive nero su bianco «non lo sappiamo del tutto» sta facendo buona scienza, non cattiva farmacologia.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Struttura del solriamfetol: un carbammato della fenilalaninolo, con stereochimica R. Struttura generata da SMILES canonico; formula e peso molecolare calcolati.
Denominazione comune (INN)Solriamfetol (come cloridrato)
Formula bruta (base libera)C10H14N2O2
Peso molecolare (base libera)194,23 g/mol
ClasseDNRI — inibitore della ricaptazione di dopamina e noradrenalina
Codice ATCN06BA14
AIC048446 (Sunosi®)

Notate l’ATC: N06BA — la stessa famiglia delle amfetamine e del metilfenidato. La parentela chimica c’è, e il nome stesso — solriamfetol — non la nasconde.

2Indicazioni autorizzate in Italia

Dal RCP di Sunosi® (§4.1), verbatim — e sono due:

«Sunosi è indicato per migliorare lo stato di veglia e ridurre la sonnolenza diurna eccessiva in pazienti adulti affetti da narcolessia (con o senza cataplessia).

Sunosi è indicato per migliorare lo stato di veglia e ridurre la sonnolenza diurna eccessiva (EDS) in pazienti adulti affetti da apnea ostruttiva del sonno (OSA) nei quali l’EDS non è stata trattata in modo soddisfacente con la terapia primaria per l’OSA, ad esempio la CPAP.»
Questa seconda indicazione va letta con estrema attenzione, perché è dove si annida l’errore clinico più pericoloso di tutta la sezione.

Il RCP è esplicito: «Sunosi non è una terapia per la sottostante ostruzione delle vie aeree nei pazienti affetti da OSA. In questi pazienti deve essere mantenuta la terapia primaria per l’OSA

Tradotto: il solriamfetol non cura l’apnea. Le apnee continuano, la desaturazione notturna continua, il rischio cardiovascolare continua. Il farmaco toglie la sonnolenza — cioè toglie il sintomo che spinge il paziente a mettersi la CPAP.

Capite il rischio? Se un paziente smette la CPAP perché «tanto con la pastiglia non ho più sonno», il solriamfetol è diventato il farmaco che gli maschera la malattia mentre la malattia lo uccide. Il RCP lo dice, e va detto. È un add-on, non un sostituto. Punto.

Ricordate il modafinil? L’EMA gli revocò l’indicazione OSAS proprio perché il rapporto rischio/beneficio non reggeva. Il solriamfetol ce l’ha — ma incastonata in una condizione precisa: solo dopo che la CPAP ha fallito sul sintomo, e solo mantenendo la CPAP.

3Posologia

Il trattamento deve essere iniziato da un operatore sanitario esperto nel trattamento della narcolessia o dell’OSA. Assunzione una volta al giorno, al risveglio.

IndicazioneDose inizialeTitolazioneMassimo
Narcolessia75 mg/die (150 mg se sonnolenza più severa)Raddoppio della dose a intervalli di almeno 3 giorni150 mg/die
OSA37,5 mg/die
La regola delle 9 ore. Il RCP è testuale: «Deve essere evitata l’assunzione di Sunosi meno di 9 ore prima di coricarsi, perché può influire sul sonno notturno.»

Nove ore. Non tre, non cinque. È la finestra più lunga fra tutti i farmaci di questa sezione — e dice due cose: che l’effetto dura molto, e che curare la sonnolenza diurna può rovinare il sonno notturno, cioè peggiorare la causa. Il paradosso classico dei promotori della veglia.

4Controindicazioni — è una scheda cardiologica

Dal RCP (§4.3), verbatim e per intero:

  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
  • Infarto miocardico nell’ultimo anno, angina pectoris instabile, ipertensione non controllata, aritmie cardiache gravi e altri problemi cardiaci gravi
  • Uso concomitante di IMAO, o nei 14 giorni successivi alla loro interruzione
Tre controindicazioni su tre sono, nella sostanza, cardiovascolari o pressorie. E infatti il RCP prescrive che pressione arteriosa e frequenza cardiaca siano valutate PRIMA di iniziare e monitorate periodicamente, «in particolare dopo un aumento della dose». L’ipertensione preesistente deve essere controllata prima di cominciare.

E se pressione o frequenza salgono e non si riesce a gestirle con una riduzione di dose? Il RCP dice di considerare l’interruzione.

Il solriamfetol non è un farmaco che si dà e ci si dimentica. È un farmaco che si sorveglia con lo sfigmomanometro in mano — soprattutto negli anziani, nei cardiopatici, nei cerebrovascolari.

Nella compromissione renale moderata o severa l’emivita si prolunga: rischio maggiore di aumento di pressione e frequenza.

5Meccanismo d’azione — e l’onestà del RCP

«Il meccanismo o i meccanismi attraverso cui solriamfetol migliora lo stato di veglia nei pazienti con sonnolenza diurna eccessiva associata a narcolessia o apnea ostruttiva del sonno non sono stati pienamente definiti. Tuttavia, l’efficacia potrebbe essere mediata attraverso la sua attività come inibitore della ricaptazione della dopamina e della norepinefrina (noradrenalina) (DNRI)

Sul potenziale d’abuso, il RCP riporta uno studio dedicato nell’uomo: solriamfetol ha dimostrato un basso potenziale di abuso.

6I tre promotori della veglia, a confronto

Chiudiamo la sezione mettendo in fila i tre farmaci, perché è così che si sceglie davvero.

Modafinil — Solo narcolessia, solo adulti. Teratogeno sospetto, interferisce con la contraccezione ormonale, rischio di reazioni cutanee gravi. Il più vecchio, il più prescritto, il più problematico.

Pitolisant — Dai 6 anni. Tratta anche la cataplessia. Nessun potenziale d’abuso, nessuna tabella. Il più «pulito», il più lento.

Solriamfetol — Solo adulti. L’unico con un’indicazione nell’OSA. Sorveglianza cardiovascolare obbligatoria. Non tratta la cataplessia. La finestra delle 9 ore.

Sono tre farmaci per lo stesso sintomo — la sonnolenza — che non sono intercambiabili. E questa, se ci pensate, è la lezione di tutta la parte VIII: la classe farmacologica non è l’indicazione. È il RCP che decide. Sempre.
Nota metodologica. Indicazioni (narcolessia e OSA con EDS non controllata dalla CPAP, entrambe solo negli adulti), posologia (narcolessia 75 mg, OSA 37,5 mg; raddoppio a intervalli di almeno 3 giorni; massimo 150 mg/die; regola delle 9 ore prima di coricarsi), controindicazioni (IMA nell’ultimo anno, angina instabile, ipertensione non controllata, aritmie gravi, IMAO entro 14 giorni), l’obbligo di monitoraggio di pressione arteriosa e frequenza cardiaca prima e durante il trattamento, e le citazioni verbatim del §5.1 sul meccanismo DNRI e sul basso potenziale di abuso sono estratti dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Sunosi® depositato presso AIFA (documento reso disponibile il 13/02/2025) e consultabile al link in testa alla pagina. Il confronto con modafinil e pitolisant si basa sui rispettivi RCP, verificati separatamente. Il richiamo alla revoca EMA 2011 dell’indicazione OSAS per modafinil è documentato nella scheda del modafinil. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica della base libera. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico né il foglio illustrativo. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.