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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Psichedelici ed entactogeni

LSD

Una molecola conformazionalmente bloccata: già nella forma che il recettore riconosce, per questo attiva in microgrammi e per questo lunga dodici ore. Ha due fasi 3 positive nell’ansia generalizzata, in studi dove alla dose piena il 100% dei pazienti sapeva di averla ricevuta.

Denominazione comuneLSD (dietilammide dell’acido lisergico; lisergide d-tartrato)
Formula brutaC20H25N3O
Peso molecolare323,44 g/mol
Codice ATC
⚠ ATTENZIONE — QUESTA SCHEDA FUNZIONA DIVERSAMENTE DALLE ALTRE.

Le schede dei farmaci di questo repertorio si basano su un RCP depositato presso AIFA. Qui no. L’LSD è una sostanza stupefacente in tabella I del DPR 309/90: in Italia non è un medicinale, non ha alcuna indicazione terapeutica autorizzata e non esiste alcun contesto in cui possa essere prescritto o assunto legalmente. Quello che leggerete è letteratura scientifica e stato della sperimentazione clinica, valutati criticamente — non un documento regolatorio e non un invito.

Sono qui perché una ricerca clinica seria e in rapida evoluzione merita di essere raccontata con i suoi dati veri, non con l’entusiasmo dei comunicati stampa né con il rifiuto ideologico.

Nel 2026 l’LSD ha prodotto due studi di fase 3 positivi. Non nella depressione resistente, dove tutti guardavano, ma nel disturbo d’ansia generalizzato — e senza psicoterapia obbligatoria.

I numeri sono migliori di quelli della psilocibina: 5,4 punti di differenza sulla scala di Hamilton per l’ansia, 8,1 punti di MADRS nella depressione maggiore, con dose singola. Ed è qui che serve la disciplina, perché la tentazione di dichiarare un vincitore è forte e sarebbe scorretta: popolazioni diverse, campioni molto più piccoli, e nessun braccio a dose attiva bassa.

C’è poi il dettaglio che rende l’LSD il caso di studio perfetto del problema metodologico di tutto il campo: alla dose da 200 µg, nella fase 2b, il 100% dei partecipanti ha riportato alterazioni percettive visive, contro il 10,3% del placebo. Il cieco, qui, non è imperfetto. Non c’è.

1Struttura e dati: una molecola bloccata

Figura 1 — L’LSD, dietilammide dell’acido lisergico: un’ergolina, alcaloide semisintetico derivato dalla segale cornuta, con nucleo indolico incorporato in uno scheletro tetraciclico rigido. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.
Origine Semisintetico, dagli alcaloidi dell’ergot. Nei trial: lisergide d-tartrato
Formula bruta C20H25N3O
Peso molecolare 323,44 g/mol
Classe chimica Ergolina — non è una triptamina, benché ne contenga il frammento
Stereochimica Attivo il solo (+)-LSD, configurazione (6aR,9R); gli altri tre stereoisomeri sono sostanzialmente inattivi
Stato in Italia Tabella I del DPR 309/90. Nessun uso medico legale.

La psilocibina si dosa in milligrammi, l’LSD in microgrammi: tre ordini di grandezza di differenza. Non è un dettaglio da quiz, è una conseguenza diretta della forma della molecola.

Perché una molecola rigida è mille volte più potente

Le triptamine come la psilocina sono flessibili: la catena etilaminica ruota, e solo una frazione delle conformazioni possibili è quella giusta per il recettore. L’LSD no. Il suo scheletro ergolinico incorpora un frammento triptaminico e uno feniletilaminico in una geometria fissa: la molecola è già, permanentemente, nella forma che il recettore riconosce. È «conformazionalmente bloccata», e a questo si deve la potenza estrema. La stessa rigidità spiega anche la durata anomala: l’LSD si stacca dal 5-HT2A con una cinetica lentissima, perché il loop extracellulare del recettore si richiude sopra il ligando come un coperchio e lo intrappola. Otto-dodici ore di effetto contro le quattro-sei della psilocibina non dipendono dall’emivita plasmatica — che è di circa tre ore — ma da quanto tempo la molecola resta attaccata.

Nella tabella I italiana l’LSD compare come «9,10-dideidro-N,N-dietil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide», con le denominazioni alternative lysergide e LSD 25 — il numero progressivo del composto nella serie sintetizzata a Basilea, rimasto attaccato alla molecola come un soprannome. A differenza della psilocibina, l’LSD non è un profarmaco: è attivo così com’è.

2Storia: la molecola che nessuno aveva chiesto

L’LSD nasce nel 1938 nei laboratori Sandoz di Basilea, dove Albert Hofmann sta lavorando sui derivati dell’acido lisergico in cerca di analettici circolatori. Il venticinquesimo composto della serie non mostra nulla di interessante e viene archiviato. Cinque anni dopo, nel 1943, Hofmann lo risintetizza per un’intuizione difficile da giustificare in un rapporto di laboratorio — e scopre per contatto accidentale, poi con un’autosperimentazione deliberata, che a dosi di microgrammi produce un’alterazione profonda della coscienza. È probabilmente l’unico caso in cui una molecola psicoattiva viene scoperta due volte dalla stessa persona.

La Sandoz lo commercializza come Delysid, destinato agli psichiatri: come strumento per «comprendere dall’interno» il mondo del paziente psicotico e come coadiuvante della psicoterapia analitica. Negli anni Cinquanta e Sessanta escono centinaia di lavori clinici — sull’alcolismo, sulle nevrosi, sull’ansia del malato terminale — con una qualità metodologica che oggi non supererebbe una revisione tra pari, ma con un’ampiezza che sorprende chi crede che questa ricerca sia cominciata ieri.

Poi la molecola esce dalla clinica e diventa il simbolo farmacologico di un decennio. La Convenzione ONU del 1971 la colloca fra le sostanze prive di uso terapeutico riconosciuto, la Sandoz aveva già ritirato il Delysid, e la ricerca si ferma. Riparte, timidamente, dai gruppi svizzeri di farmacologia clinica negli anni Duemila — a Basilea, di nuovo — con studi di farmacocinetica e di risposta alla dose su volontari sani. Da lì al primo trial di fase 3 sono passati vent’anni.

3Farmacodinamica: lo stesso bersaglio, un profilo più sporco

Come la psilocina, l’LSD è un agonista parziale del recettore 5-HT2A, ed è da lì che passa l’effetto psichedelico. La differenza è la promiscuità: il profilo consolidato in letteratura comprende agonismo su 5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT1D, 5-HT2A, 5-HT2B, 5-HT2C, 5-HT5A, 5-HT6 e 5-HT7, più un’attività dopaminergica D1/D2 e adrenergica che la psilocina non ha.

Qui va fatta una dichiarazione di trasparenza, perché è il tipo di cosa che altrove viene taciuta: per questa scheda non è stato possibile verificare su fonte primaria una tabella completa e affidabile delle costanti di affinità dell’LSD sui singoli sottotipi recettoriali, e quindi non ne riportiamo i valori numerici. Il profilo qualitativo sopra è solido; i numeri, per essere pubblicati qui, andrebbero letti direttamente sul database PDSP. L’unico valore che riportiamo è quello verificato e clinicamente decisivo: Ki al 5-HT2B pari a 0,98 nM. Ci torneremo nella sezione dei rischi, perché è il numero più inquietante di tutta la scheda.

Sul versante della plasticità il modello è lo stesso della psilocibina: agonismo 5-HT2A, segnalazione su mTOR e BDNF/TrkB, aumento delle spine dendritiche. L’LSD è anzi fra i composti su cui è stata dimostrata l’attivazione dei recettori 5-HT2A intracellulari, quelli che la serotonina endogena non raggiunge perché non attraversa la membrana. E vale anche qui il richiamo alla realtà: nell’uomo il BDNF ematico non aumenta — sette studi sull’LSD, SMD 0,01, p = 0,93, in una meta-analisi del 2024. La plasticità è ben documentata nel roditore; il biomarcatore periferico umano è negativo, e va detto.

L’LSD è anche il caso più istruttivo del dibattito su quanto serva l’esperienza psichedelica. Il composto JRT è un suo analogo ottenuto trasponendo due atomi: stesso peso molecolare, stessa forma d’insieme, farmacologia diversa — potente e selettivo sul 5-HT2A, aumenta nel topo la densità delle spine dendritiche del 46% e quella sinaptica del 18% in corteccia prefrontale senza comportamenti allucinogeno-simili. Lo stanno sviluppando come candidato per la schizofrenia, cioè per l’indicazione in cui somministrare LSD sarebbe impensabile. Due atomi spostati separano una sostanza proibita da un potenziale antipsicotico: se cercate un’immagine di che cosa sia davvero la chimica farmaceutica, è questa.

4Farmacocinetica: tre ore di emivita, dodici di effetto

Tabella 1 — Parametri farmacocinetici dell’LSD, prevalentemente da modellizzazione pubblicata nel 2025 sugli studi del gruppo di Basilea. I dati dose-per-dose dello studio di riferimento non sono stati consultabili per questa scheda e non vengono riportati.
Parametro Valore
Via Orale; nei trial di fase 3, compressa orodispersibile
Esordio 0,4-1,0 h (range 0,1-1,8 h)
Tmax 1,1-1,7 h
Emivita di eliminazione ~3,1 h (in letteratura riportato anche 3,6-8,9 h a seconda del metodo)
Biodisponibilità orale ~71-80%
Clearance 7,78 L/h/70 kg
Volume di distribuzione 32,9 L/70 kg
Durata dell’effetto 7-12 h tipiche (range 4-22 h), dose-dipendente

Il confronto fra le ultime due righe è la lezione della sezione: tre ore di emivita, fino a dodici ore di effetto. Una discrepanza che non si spiega con la farmacocinetica ma con la cinetica di dissociazione dal recettore. Chi ragiona sull’emivita per prevedere la durata di una seduta sbaglia di un fattore quattro.

Il metabolismo è epatico e passa dal citocromo P450 — CYP2D6, CYP1A2, CYP3A4 e CYP2E1 — con formazione del 2-osso-3-idrossi-LSD, inattivo ma utile in tossicologia forense per la finestra di rilevamento più lunga. È la differenza farmacologicamente più rilevante rispetto alla psilocibina, che il P450 lo evita del tutto. E ha una conseguenza concreta e verificata: il genotipo CYP2D6 influenza in modo significativo sia la farmacocinetica sia gli effetti soggettivi acuti, con esposizione ed effetti maggiori e più prolungati nei poor metabolizer. Tradotto in psichiatria pratica: i pazienti in fluoxetina, paroxetina o bupropione — tutti inibitori del CYP2D6 — sono, potenzialmente, esposti diversamente. È un’interazione plausibile e poco studiata.

Sul piano organizzativo, la durata è il vincolo principale. Nei due studi di fase 3 i criteri di fine seduta erano soddisfatti in media a 6,4 ore nell’ansia generalizzata e a 5,8 ore nella depressione, con il 92% dei pazienti dimissibile entro l’ottava ora. È meno di quanto molti temevano, ma resta una giornata clinica per paziente: la ragione per cui composti a durata ultrabreve — la mebufotenina inalatoria dura in mediana undici minuti — restano competitivi anche con numeri di efficacia inferiori.

5Che cosa dicono davvero gli studi

Lo studio che ha cambiato la traiettoria dell’LSD è una fase 2b su 198 adulti con disturbo d’ansia generalizzato, pubblicata su JAMA il 4 settembre 2025. È un disegno a quattro dosi più placebo, ed è raro trovarne di così leggibili.

Tabella 2 — Fase 2b nel disturbo d’ansia generalizzato: differenza rispetto al placebo sulla scala HAM-A a 4 settimane, e alterazioni percettive nel giorno di somministrazione. Studio pubblicato su JAMA, settembre 2025 (N=198).
Dose Differenza HAM-A vs placebo IC 95% Alterazioni percettive visive
25 µg −1,2 −6,0 / +3,5 — ns 46,2%
50 µg −1,8 −7,6 / +4,0 — ns 75,0%
100 µg −5,0 −9,6 / −0,4 — significativa 92,5%
200 µg −6,0 −9,8 / −2,0 — significativa 100%
Placebo 10,3%

La colonna di sinistra mostra una relazione dose-risposta pulita, che è esattamente ciò che un’agenzia regolatoria vuole vedere: le dosi basse non fanno nulla, le alte funzionano. A 100 µg la risposta a dodici settimane era del 65% e la remissione del 48%, con il punteggio CGI-S sceso da 4,8 («marcatamente malato») a 2,2 («borderline»). Sono numeri notevoli per una singola somministrazione.

La colonna di destra racconta l’altra metà della storia, e va letta con la stessa attenzione.

Il cieco, qui, non è imperfetto: non c’è

Alla dose efficace da 200 µg, il 100% dei partecipanti ha riportato alterazioni percettive visive. Nel gruppo placebo, il 10,3%. La nausea segue lo stesso gradiente: dal 7,7% al 60%. Questo è functional unblinding allo stato puro, e questi numeri sono probabilmente la sua migliore documentazione quantitativa in tutta la letteratura psichedelica. Ogni paziente sapeva. Ogni clinico che lo aveva davanti sapeva. Che cosa significa? Non che i risultati siano falsi — significa che una quota non misurata dell’effetto osservato è attribuibile all’aspettativa, e che finché non la si misura non sappiamo quanto sia grande. È una posizione scomoda, ma è l’unica onesta: né «funziona» né «è tutto placebo», bensì «funziona di una quantità che non conosciamo con precisione». L’unico modo per uscirne è confrontare la dose piena con una dose intermedia che produca effetti percettivi simili ma efficacia presumibilmente inferiore. È esattamente quello che fa lo studio Panorama, con il suo braccio da 50 µg inserito proprio per stimare l’unblinding: il tentativo metodologico più serio dell’intero campo, i cui risultati erano attesi per settembre 2026 e alla fine di agosto non erano ancora stati annunciati.

Tabella 3 — I due studi di fase 3 con esito positivo. Dati da comunicati aziendali del 2026: nessuno dei due studi risulta pubblicato in una rivista peer-reviewed ad agosto 2026.
Studio N Endpoint primario Risultato Response / remissione
VOYAGE (ansia generalizzata), 12 agosto 2026 214 HAM-A a settimana 12 −11,6 vs −6,2; differenza −5,4, p<0,0001, d = 0,81 43% vs 16% / 14% vs 4%
EMERGE (depressione maggiore), 22 giugno 2026 149 MADRS a settimana 6 −13,3 vs −5,2; differenza −8,1, p<0,0001 35% vs 7% / 24% vs 3%

In entrambi gli studi l’effetto compariva già alla prima settimana e gli eventi avversi erano lievi-moderati, transitori e concentrati nel giorno di somministrazione, senza segnali di suicidalità. E qui arriva la tentazione: gli 8,1 punti MADRS di Emerge sono più del doppio dei 3,6-3,8 delle fasi 3 sulla psilocibina. Titolo pronto. Ed è un confronto che non si può fare. Le popolazioni sono diverse in modo determinante — depressione maggiore contro depressione resistente, cioè pazienti che hanno già fallito almeno due trattamenti — i campioni sono incomparabili (149 contro 581, e sappiamo che gli studi piccoli producono sistematicamente effetti maggiori), e nella fase 3 sull’LSD il confronto è con placebo inerte, senza braccio a dose attiva bassa. Finché non si legge Panorama, dire che l’LSD è superiore alla psilocibina è una scorciatoia giornalistica, non una conclusione.

Perché l’ansia, e non la depressione

La scelta dell’indicazione sembra un dettaglio strategico e invece ha un razionale farmacologico. Il profilo dell’LSD non è quello della psilocina: comprende un agonismo 5-HT1A — l’asse su cui lavora il buspirone e su cui si ritiene passi buona parte dell’effetto ansiolitico degli SSRI — accanto al 5-HT2A. In un disturbo d’ansia generalizzato, che è una condizione cronica di preoccupazione anticipatoria, un composto che agisce su entrambi gli assi con una somministrazione singola e un effetto che persiste a dodici settimane è qualcosa che la farmacologia dell’ansia non ha mai avuto: sarebbe il primo nuovo meccanismo approvato per il GAD dal 2007. Va detto con chiarezza che questo è un razionale, non un dato: nessuno studio ha dimostrato che l’effetto ansiolitico dell’LSD dipenda dal 5-HT1A. C’è però anche una ragione storica, e non meno seria: negli anni Sessanta l’LSD fu studiato soprattutto per l’ansia, non per la depressione. Il campo, in un certo senso, è tornato dove aveva cominciato.

Un’ultima nota, sul microdosing, perché la maggior parte di chi cerca informazioni sull’LSD cerca questo. Le prove controllate sono deludenti. Nello studio self-blinding più citato — 191 partecipanti, dieci settimane — il gruppo microdose migliorava rispetto al basale, ma non c’era alcuna differenza significativa fra i gruppi né a cinque né a nove settimane: il placebo migliorava allo stesso modo, e le prestazioni cognitive non differivano affatto. I partecipanti indovinavano la capsula nel 72% dei casi, e i punteggi seguivano ciò che credevano di aver preso in 21 confronti su 22. Una revisione del 2024 raccoglie i risultati di dieci esperimenti indipendenti da sei laboratori, in gran parte sull’LSD, e il quadro è misto: qualche modificazione neurobiologica all’imaging e un aumento della tolleranza al dolore, ma nessun miglioramento consistente della creatività, effetti cognitivi limitati, nessun beneficio sulla salute mentale in popolazioni sane, nessun effetto su sonno e attività fisica. La stessa revisione cita un aumento del BDNF che la meta-analisi umana del 2024 non trova: le due fonti sono in conflitto diretto. Chi promette lucidità e creatività con 10 µg tre volte a settimana sta vendendo un’aspettativa, e come vedremo la sta vendendo con un rischio annesso.

6Chi lo sta sviluppando

Sull’LSD, a differenza della psilocibina, il quadro è semplice: c’è un’azienda sola. E se avete letto qualcosa prima del 2026 non la conoscete con questo nome. MindMed è diventata Definium Therapeutics fra il 9 e il 12 gennaio 2026, con passaggio del ticker Nasdaq da MNMD a DFTX il 15 gennaio; il composto MM120 si chiama ora DT120 e MM402 è DT402. Il rebranding è avvenuto nella stessa stagione in cui Cybin è diventata Helus Pharma e atai si è fusa con Beckley in AtaiBeckley: un settore che smette di presentarsi come psichedelico e comincia a presentarsi come neuropsichiatria.

Tabella 4 — Il programma clinico sull’LSD, stato ad agosto 2026. Tutti i dati di fase 3 provengono da comunicati aziendali; la fase 2b è pubblicata su JAMA. Fra parentesi i nomi precedenti.
Azienda Composto Indicazione Fase Stato al 2026
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT120 ODT (ex MM120) Ansia generalizzata — VOYAGE Fase 3 Positivo, 12 agosto 2026: −5,4 punti HAM-A a 12 settimane (n=214)
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT120 ODT Depressione maggiore — EMERGE Fase 3 Positivo, 22 giugno 2026: −8,1 punti MADRS a 6 settimane (n=149)
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT120 ODT Ansia generalizzata — PANORAMA Fase 3 N=245, randomizzazione 2:1:2 con braccio da 50 µg per stimare l’unblinding; topline attesa settembre 2026, non ancora annunciata
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT120 ODT Depressione maggiore — ASCEND Fase 3, in arruolamento ~165 partecipanti, stesso disegno con dose-control; topline attesa 2027
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT120 ODT PTSD — HAVEN Fase 3, pianificata ~200 partecipanti, avvio previsto 2027; endpoint primario CAPS-5 a 8 settimane
Definium Therapeutics (ex MindMed) DT402 (ex MM402), DT4023 Disturbo dello spettro autistico Fase 2a / stadio iniziale Dati iniziali attesi nel 2026; risultati non reperiti ad agosto 2026

Il quadro nel suo insieme dice due cose. La prima è che l’LSD ha dati migliori di quanto la sua posizione regolatoria suggerisca: due fasi 3 positive, una Breakthrough Therapy Designation ottenuta il 7 marzo 2024 per l’ansia generalizzata, e nessuna delle facilitazioni concesse alla psilocibina nell’aprile 2026 — al 30 agosto 2026 non risulta alcun voucher prioritario FDA concesso a Definium. In termini di percorso registrativo, l’LSD è due o tre anni indietro rispetto alla psilocibina, con numeri che a prima vista sono migliori.

La seconda è che concentrare un intero programma in un’unica azienda è una fragilità. Se Panorama fosse negativo — ed è lo studio disegnato apposta per essere il più difficile da superare — non ci sarebbe nessun altro programma di fase 3 sull’LSD a raccogliere il testimone. Il fatto che il suo topline fosse atteso a settembre 2026 e non risultasse annunciato alla fine di agosto non significa nulla di per sé. Ma è il dato da tenere d’occhio nei prossimi mesi.

7Rischi, e non sono teorici

Nei trial di fase 3 il profilo di sicurezza è buono: nel 99% dei casi eventi avversi lievi-moderati e transitori, concentrati nel giorno di somministrazione, nessun evento avverso grave correlato, nessun segnale di suicidalità. Come per la psilocibina, però, quel dato descrive una popolazione selezionata — i trial escludono anamnesi di psicosi, bipolare I e suicidalità severa — e i rischi veri dell’LSD stanno altrove: nelle interazioni, nel lungo periodo, e nell’uso ripetuto.

Tabella 5 — Affinità per il recettore 5-HT2B (Ki, nM) e valvulopatia documentata. Gli agonisti 5-HT2B associati a fibrosi valvolare hanno tipicamente Ki inferiore a 15 nM. Dati da analisi pubblicata sul Journal of Psychopharmacology, 2024.
Sostanza Ki 5-HT2B (nM) Valvulopatia documentata
LSD 0,98 Sconosciuta
Cabergolina 1,18
Psilocina 4,6 Sconosciuta
Pergolide 7,08 — ritirato dal mercato
Norfenfluramina 52,1 — ritirata dal mercato

Guardate la prima riga. L’LSD ha per il 5-HT2B l’affinità più alta di tutte le sostanze confrontate, superiore a quella della cabergolina e sette volte superiore a quella del pergolide, ritirato dal mercato proprio per fibrosi valvolare. La domanda ovvia è: perché non vediamo valvulopatie negli utilizzatori? Perché il fattore che conta non è l’affinità ma la durata dell’esposizione. Con una dose singola supervisionata, l’esposizione è di poche ore; con il microdosing la concentrazione di picco per 10 µg è di 0,28 ng/mL e non è più rilevabile dopo sei-otto ore, ma l’assunzione si ripete per mesi o anni. Gli autori dell’analisi lo dicono con la cautela dovuta: è possibile che il microdosing cronico comporti un rischio di fibrosi e di valvulopatia, e andrebbe valutato in studi dedicati. Nessuno lo sta valutando, e nessuno sta facendo ecocardiogrammi a chi microdosa da tre anni. Questa è, in tutta la scheda, l’asimmetria di rischio più grande: l’uso con le prove di efficacia più deboli è anche quello con il rischio d’organo più plausibile.

Litio: con l’LSD il rischio è il più alto documentato

In un’analisi di 96 report di esperienza sulla co-somministrazione con stabilizzanti, i casi che coinvolgevano LSD e litio erano convulsioni in 27 casi su 55, cioè nel 49,1% — la percentuale più alta di tutte le combinazioni esaminate, contro il 33,3% osservato con la psilocibina. Il 39% dei casi con litio ha richiesto trattamento medico d’emergenza. Il confronto interno è quello che convince: con la lamotrigina, zero convulsioni su 34 casi. Va detto con precisione che cosa sono questi dati — report online autoriferiti, non una casistica clinica prospettica: c’è un bias di segnalazione verso gli eventi drammatici e manca un denominatore reale, quindi il 49,1% non è un tasso di incidenza. Ma la direzione del segnale è coerente e la conclusione degli autori è netta: il litio va considerato una controindicazione. Per un paziente in stabilizzazione con litio che sta pensando a un ritiro all’estero, questa è l’informazione più importante di tutta la scheda.

Sul lungo periodo, l’LSD è la sostanza su cui si concentrano i due segnali peggiori della categoria. L’HPPD — la persistenza di alterazioni percettive dopo l’uso di allucinogeni — è stata caratterizzata nel 2026 su una rete sanitaria che copre circa 150 milioni di individui, con 25.778 casi diagnosticati, e quello studio riguarda prevalentemente l’LSD. Il profilo di comorbidità è inatteso: depressione 29,2%, ansia 26,2%, dolore cronico 15,9%, cefalee 14,7%, fatica post-virale 12,3%, fibromialgia 6,7%; ansia e fatica post-virale risultano predittori di HPPD negli utilizzatori. Gli autori ipotizzano che l’HPPD appartenga al cluster delle sindromi somatiche funzionali più che essere un danno neurotossico diretto — ipotesi nuova e interessante, che va presentata come ipotesi. Il secondo segnale riguarda le difficoltà psicologiche prolungate: in uno studio su 608 persone, LSD, ayahuasca e DMT risultavano associati alle durate medie maggiori, più della psilocibina. Il campione era auto-selezionato e la prevalenza è quasi certamente sovrastimata, ma la differenza fra sostanze è coerente con la durata dell’esperienza acuta.

Restano il rischio psicotico — gli stessi dati che valgono per la psilocibina, con un’incidenza dello 0,6% negli RCT su popolazioni selezionate e un 13,1% di conversione a schizofrenia dopo un episodio psicotico indotto — e l’interazione con gli inibitori del CYP2D6, che nei poor metabolizer aumenta esposizione e durata degli effetti. Sul disturbo bipolare, per l’LSD non esistono dati controllati di alcun tipo: resta una controindicazione, e non per prudenza formale.

8Stato regolatorio: dove siamo in Italia e nel mondo

In Italia, e quasi ovunque, non esiste alcun uso legale

L’LSD è iscritto nominativamente nella Tabella I del DPR 309/90 come «9,10-dideidro-N,N-dietil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide», con le denominazioni alternative (+)-lysergide e LSD 25. L’ultimo aggiornamento tabellare, il decreto ministeriale dell’8 maggio 2025, non ha modificato nulla che lo riguardi. In Italia non esiste alcun percorso terapeutico, compassionevole o sperimentale: né prescrizione, né uso compassionevole, né trial registrativi nazionali. E a differenza della psilocibina, l’LSD è escluso anche da tutte le aperture straniere: non è compreso nella riclassificazione australiana del 2023, che riguarda solo psilocibina e MDMA; non è compreso nei programmi di Oregon e Colorado; non è compreso nel programma compassionevole tedesco, che usa psilocibina. L’unica eccezione al mondo è il programma svizzero di uso medico limitato istituito nel 2014, che prevede autorizzazioni eccezionali caso per caso e i cui numeri non sono stati verificati per questa scheda.

Negli Stati Uniti l’LSD resta Schedule I. La FDA ha concesso a MM120 — oggi DT120 — la Breakthrough Therapy Designation il 7 marzo 2024 per il disturbo d’ansia generalizzato, il che accelera le interlocuzioni ma non anticipa nulla sull’esito. L’Executive Order presidenziale del 18 aprile 2026 ha previsto voucher prioritari per i farmaci psichedelici già titolari di Breakthrough Therapy, e l’LSD sarebbe astrattamente eleggibile: i tre concessi il 24 aprile 2026 sono però andati a due programmi su psilocibina e a uno sul metilone, e al 30 agosto 2026 non risulta alcun voucher concesso a Definium. Vale la precisazione già fatta altrove, perché è quella su cui si sbaglia di più: l’Executive Order non ha riprogrammato nulla, e il rescheduling resta un’azione futura condizionata a un’approvazione FDA che non è avvenuta.

In Unione Europea non è stata depositata alcuna domanda di autorizzazione e non esiste alcun prodotto autorizzato; lo studio Panorama arruola anche in Europa, ma un trial non è un percorso di accesso. La sintesi è netta e vale la pena scriverla senza attenuazioni: fuori dai trial clinici e dal programma svizzero, al mondo non esiste alcun modo legale di ricevere LSD in un contesto terapeutico. Non nel 2026, e non nell’immediato futuro.

Nota metodologica — SCHEDA A REGOLE DIVERSE. L’LSD non è un medicinale autorizzato in Italia e non ha alcuna indicazione terapeutica registrata: non esiste un Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto da cui ricavare posologia, controindicazioni o avvertenze validate. Il contenuto di questa scheda deriva da letteratura scientifica peer-reviewed, registri di sperimentazione clinica pubblici e comunicazioni delle aziende sviluppatrici, ed è elaborazione critica dell’autore. Fonti principali — efficacia: lo studio di fase 2b su MM120 nel disturbo d’ansia generalizzato pubblicato su JAMA il 4 settembre 2025 (N=198); i comunicati Definium Therapeutics del 22 giugno 2026 (EMERGE) e del 12 agosto 2026 (VOYAGE) e il resoconto trimestrale del secondo trimestre 2026 per lo stato della pipeline. Farmacologia e farmacocinetica: Morse et al., J Psychopharmacol 2025 (modellizzazione PK); Vizeli P, Liechti ME et al., Scientific Reports 2021;11:10851 (polimorfismo CYP2D6); Vargas MV et al., Science 2023 (recettori 5-HT2A intracellulari); meta-analisi sul BDNF in Molecular Psychiatry 2024; Tuck JR, Dunlap LE, Olson DE et al., PNAS 2025 (analogo JRT). Sicurezza: Rouaud A, Calder AE, Hasler G, J Psychopharmacol 2024 (affinità 5-HT2B e valvulopatia); Nayak SM, Gukasyan N, Barrett FS et al., Pharmacopsychiatry 2021 (litio); Butler M et al., Translational Psychiatry 2026 (HPPD); Evans J, Robinson OC et al., PLOS ONE 2023 (difficoltà prolungate); Kirschner M et al., Molecular Psychiatry 2025;30:1223-1255 (psicosi); Szigeti B et al., eLife 2021 e Polito V & Liknaitzky P, J Psychopharmacol 2024 (microdosing). Regolatorio: testo coordinato della Tabella I del DPR 309/90 e aggiornamento ISS del DM 8 maggio 2025; fact sheet della Casa Bianca sull’Executive Order del 18 aprile 2026; documentazione FDA sulla Breakthrough Therapy Designation del 7 marzo 2024; report del workshop EMA 2024. I codici NCT di VOYAGE, EMERGE, PANORAMA, ASCEND e HAVEN non sono divulgati nei comunicati consultati e non vengono quindi riportati. Per l’affinità dell’LSD sui singoli sottotipi recettoriali non è stato possibile verificare una tabella completa su fonte primaria: i valori numerici non sono riportati, con la sola eccezione del Ki al 5-HT2B; la fonte da consultare è il database PDSP. Analogamente, i dati farmacocinetici dose-per-dose degli studi di riferimento non sono stati consultabili e non sono riportati. La ricostruzione storica si basa sulla letteratura storica consolidata. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica. I dati sulle fasi di sperimentazione sono aggiornati ad agosto 2026 e cambiano rapidamente: questa scheda va riletta come una fotografia datata, non come uno stato permanente. Nulla di quanto riportato costituisce indicazione all’uso. Queste sostanze non sono terapie disponibili, l’assunzione fuori da un protocollo di ricerca autorizzato è illegale e potenzialmente pericolosa, e nessuna di esse sostituisce un trattamento psichiatrico in corso.

9Domande frequenti

Che cos’è l’LSD e come funziona?

È la dietilammide dell’acido lisergico (C20H25N3O, 323,44 g/mol), un’ergolina semisintetica derivata dagli alcaloidi della segale cornuta. Non è una triptamina, anche se ne contiene il frammento incorporato in uno scheletro tetraciclico rigido. Farmacologicamente è un agonista parziale del recettore 5-HT2A, come la psilocina, ma con un profilo molto più promiscuo: agisce anche su 5-HT1A, 5-HT1B, 5-HT1D, 5-HT2B, 5-HT2C, 5-HT5A, 5-HT6, 5-HT7, e ha un’attività dopaminergica D1/D2 che la psilocina non possiede. Due caratteristiche lo distinguono da tutti gli altri psichedelici. La prima è la potenza: si dosa in microgrammi, tre ordini di grandezza sotto la psilocibina, perché la sua molecola rigida è già permanentemente nella forma che il recettore riconosce. La seconda è la durata: 7-12 ore di effetto contro un’emivita plasmatica di sole tre ore, perché il ligando si stacca dal recettore con cinetica lentissima. A differenza della psilocibina l’LSD non è un profarmaco: è attivo così com’è. Il metabolismo è epatico e passa dal citocromo P450.

L’LSD è legale in Italia?

No, in nessuna forma e in nessun contesto. L’LSD è iscritto nominativamente nella Tabella I del DPR 309/90 come «9,10-dideidro-N,N-dietil-6-metilergolina-8-beta-carbossamide», con le denominazioni alternative (+)-lysergide e LSD 25: è cioè classificato fra le sostanze stupefacenti prive di uso terapeutico riconosciuto. Non è un medicinale, non ha un Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, non ha indicazioni autorizzate né codice ATC. L’ultimo aggiornamento delle tabelle, il decreto ministeriale dell’8 maggio 2025, non ha modificato nulla che lo riguardi. In Italia non esiste alcun percorso di accesso terapeutico, compassionevole o sperimentale, e non risultano trial registrativi nazionali. Va aggiunta una cosa che quasi nessuno sa: l’LSD è escluso anche da tutte le aperture regolatorie estere di cui si sente parlare. Non è compreso nella riclassificazione australiana del 2023, che riguarda solo psilocibina e MDMA; non è compreso nei programmi di Oregon e Colorado; non è compreso nel programma compassionevole tedesco autorizzato nel 2025, che usa psilocibina. L’unica eccezione al mondo è il programma svizzero di uso medico limitato, con autorizzazioni eccezionali caso per caso. Fuori dai trial clinici e da quel programma, non esiste al mondo alcun modo legale di ricevere LSD a scopo terapeutico.

Quando potrebbe diventare un farmaco?

Non a breve, e comunque dopo la psilocibina. Il programma è uno solo al mondo: quello di Definium Therapeutics (fino al gennaio 2026 MindMed) con DT120, già noto come MM120, una compressa orodispersibile di lisergide d-tartrato. Ha ottenuto la Breakthrough Therapy Designation FDA il 7 marzo 2024 per il disturbo d’ansia generalizzato e ha prodotto due studi di fase 3 positivi nel 2026: EMERGE nella depressione maggiore a giugno e VOYAGE nell’ansia generalizzata ad agosto. Mancano però ancora due letture decisive — PANORAMA, il cui topline era atteso per settembre 2026, e ASCEND, atteso nel 2027 — e non risulta depositata alcuna domanda di registrazione. In termini di percorso regolatorio l’LSD è due o tre anni indietro rispetto alla psilocibina, nonostante numeri di efficacia a prima vista migliori: l’Executive Order statunitense dell’aprile 2026 ha concesso i voucher prioritari a due programmi su psilocibina e a uno sul metilone, e al 30 agosto 2026 nessun voucher risulta concesso a Definium. In Europa non è stata depositata alcuna domanda. Realisticamente si parla di diversi anni, e per l’Italia servirebbe poi una procedura europea e una negoziazione nazionale di prezzo e rimborso.

L’LSD funziona per l’ansia? Che cosa dicono gli studi di fase 3?

I dati controllati sono positivi e, presi da soli, buoni. Nella fase 2b pubblicata su JAMA nel settembre 2025 (198 pazienti con disturbo d’ansia generalizzato) la relazione dose-risposta è netta: le dosi da 25 e 50 µg non si distinguevano dal placebo, mentre 100 µg producevano −5,0 punti HAM-A e 200 µg −6,0 punti, con response del 65% e remissione del 48% a dodici settimane per la dose da 100 µg. Nello studio di fase 3 VOYAGE, comunicato il 12 agosto 2026 su 214 pazienti, la differenza rispetto al placebo a dodici settimane è stata di −5,4 punti HAM-A (p<0,0001, d = 0,81), con response del 43% contro il 16% e remissione del 14% contro il 4%; l’effetto era già presente alla prima settimana. Nella depressione maggiore, lo studio EMERGE ha prodotto −8,1 punti MADRS. Due avvertenze indispensabili. La prima: nessuno dei due studi di fase 3 è pubblicato in una rivista peer-reviewed, i dati vengono da comunicati aziendali. La seconda, più seria: alla dose piena il 100% dei partecipanti riportava alterazioni percettive contro il 10,3% del placebo — il cieco, in questi studi, non esiste, e una quota non misurabile dell’effetto è attribuibile all’aspettativa.

Perché l’LSD viene studiato per l’ansia e la psilocibina per la depressione?

Ci sono due ragioni, una farmacologica e una storica, ed entrambe vanno prese per quello che sono. La ragione farmacologica è che il profilo recettoriale dell’LSD è più ampio di quello della psilocina: comprende un agonismo 5-HT1A — l’asse su cui lavora il buspirone e su cui si ritiene passi buona parte dell’effetto ansiolitico degli SSRI — accanto all’agonismo 5-HT2A comune a tutti gli psichedelici. In un disturbo d’ansia generalizzato, condizione cronica di preoccupazione anticipatoria, un composto che agisce su entrambi gli assi con una somministrazione singola e un effetto che persiste a dodici settimane sarebbe qualcosa che la farmacologia dell’ansia non ha mai avuto: se approvato, sarebbe il primo nuovo meccanismo per il GAD dal 2007. Va però detto con chiarezza che questo è un razionale, non un dato: nessuno studio ha dimostrato che l’effetto ansiolitico dell’LSD dipenda dal 5-HT1A. La ragione storica è altrettanto concreta: negli anni Cinquanta e Sessanta l’LSD fu studiato soprattutto nelle nevrosi, nell’alcolismo e nell’ansia del malato terminale, non nella depressione. C’è infine una differenza di modello: il programma sull’LSD prevede la sola somministrazione supervisionata, senza psicoterapia obbligatoria, il che semplifica enormemente costi e logistica.

Il microdosing di LSD funziona?

Le prove controllate sono deludenti, e l’LSD è la sostanza su cui ne esistono di più. Nello studio self-blinding più citato — 191 partecipanti, dieci settimane, tre gruppi — chi assumeva microdosi migliorava rispetto al proprio punto di partenza, ma non c’era alcuna differenza significativa fra i gruppi, né a cinque né a nove settimane: il gruppo placebo migliorava allo stesso modo, e le prestazioni cognitive, meno sensibili all’aspettativa, non differivano affatto. I partecipanti indovinavano quale capsula avessero preso nel 72% dei casi, e i punteggi seguivano ciò che credevano di aver assunto in 21 confronti su 22. Una revisione del 2024 su dieci esperimenti indipendenti da sei laboratori, in gran parte sull’LSD, riporta qualche modificazione neurobiologica all’imaging e un aumento della tolleranza al dolore, ma nessun miglioramento consistente della creatività, effetti cognitivi limitati, nessun beneficio sulla salute mentale in popolazioni sane, nessun effetto su sonno e attività fisica. E c’è un rischio che quasi nessuno considera: l’LSD lega il recettore 5-HT2B con Ki di 0,98 nM, affinità più alta di cabergolina e pergolide, quest’ultimo ritirato dal mercato per valvulopatia. Il pericolo non è la dose singola ma l’assunzione ripetuta per mesi o anni, che è esattamente il microdosing.

Quali sono i rischi dell’LSD, e chi non deve assumerlo?

Nei trial di fase 3 il 99% degli eventi avversi è stato lieve-moderato, transitorio e concentrato nel giorno di somministrazione, senza segnali di suicidalità — ma quei dati vengono da popolazioni selezionate, perché i trial escludono anamnesi di psicosi, disturbo bipolare I e suicidalità severa. I rischi veri sono quattro. Il litio è una controindicazione assoluta: in un’analisi di report di co-somministrazione, i casi con LSD e litio erano convulsioni in 27 su 55, cioè nel 49,1%, la percentuale più alta di tutte le combinazioni esaminate, contro zero casi su 34 con lamotrigina. Sono dati autoriferiti e non un tasso di incidenza, ma la direzione del segnale è inequivocabile. Il secondo è l’HPPD, la persistenza di alterazioni percettive, documentata su oltre 25.000 casi in una rete sanitaria internazionale e prevalentemente associata proprio all’LSD. Il terzo è la vulnerabilità psicotica: dopo un episodio psicotico indotto da psichedelici si osserva un 13,1% di conversione a schizofrenia su follow-up medio di dieci anni. Il quarto è il rischio teorico ma plausibile di valvulopatia da agonismo 5-HT2B con l’uso cronico. Vanno aggiunti l’interazione con gli inibitori del CYP2D6 e l’assenza totale di dati controllati nel disturbo bipolare.


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