Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Dipendenze
Sodio oxibato
Il GHB non è una droga di sintesi: è un metabolita che il vostro cervello produce da solo. Quasi tutte le sostanze che ci fregano funzionano perché somigliano a qualcosa che abbiamo già dentro. La droga non entra da fuori: trova una porta che era già lì.
Sì: quello. L’«ecstasy liquida». La sostanza dei rave. La date rape drug — quella che si mette nel bicchiere di qualcuno per stordirlo e abusarne, perché dà incoscienza e amnesia e in poche ore scompare dal sangue.
E in Italia è un farmaco. Autorizzato. Con un’AIC. Con un RCP.
Non è un errore, e non è uno scandalo. Ma è un fatto che va guardato in faccia — perché è, insieme, il più grande paradosso e la più grande lezione di questo repertorio.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Sodio oxibato (γ-idrossibutirrato di sodio, GHB) |
|---|---|
| Formula bruta | C4H7NaO3 |
| Peso molecolare | 126,09 g/mol |
| Classe | Agonista dei recettori GHB e GABA-B |
| Codice ATC | N07BB (farmaci usati nella dipendenza da alcol) |
| Nome commerciale | Alcover®, soluzione orale 175 mg/ml |
È un metabolita naturale del GABA. È presente in ogni cervello umano, in questo momento, anche nel vostro. Ha i suoi recettori. Ha una funzione fisiologica — probabilmente nella regolazione del sonno profondo.
Non è una molecola aliena che qualcuno ha inventato in un laboratorio clandestino. È un pezzo di noi, che qualcuno ha imparato a dare dall’esterno, a dosi che la natura non aveva previsto.
E questo, se ci pensate, è il tema di tutta la farmacologia delle dipendenze: quasi tutte le sostanze che ci fregano funzionano perché somigliano a qualcosa che abbiamo già dentro. Gli oppioidi somigliano alle endorfine. La cannabis somiglia agli endocannabinoidi. Il GHB è il GHB.
La droga non entra da fuori. Trova una porta che era già lì.
2Indicazione — e perché ha senso
«Coadiuvante nel controllo della sindrome astinenziale acuta da alcol etilico.»
L’alcol agisce (fra le altre cose) potenziando il GABA — il freno del cervello. Quando l’alcolista smette di colpo, quel freno salta, e il cervello va in iper-eccitazione: tremori, sudorazione, tachicardia, allucinazioni, e nei casi peggiori delirium tremens e convulsioni. È una sindrome che uccide.
Il GHB, agendo sul GABA-B, rimette il freno. Copre l’astinenza. Sostituisce, temporaneamente, quello che l’alcol faceva.
È lo stesso identico principio del metadone per l’eroina, ma per l’alcol: si dà una molecola che occupa il posto lasciato vuoto, e la si toglie piano.
E c’è un vantaggio che rende questo farmaco davvero italiano: il paziente può prenderlo a casa, in soluzione orale, sotto sorveglianza ambulatoriale. Non serve necessariamente un ricovero. È il motivo per cui il modello italiano di gestione dell’astinenza alcolica è diverso da quello di quasi tutti gli altri Paesi, dove si usano soprattutto le benzodiazepine.
3Posologia
| Voce | Indicazione del RCP |
|---|---|
| Dose | 50 mg/kg/die, in 3 somministrazioni distanziate di almeno 4 ore (es. mattino, pomeriggio, sera) |
| 50 kg | 5 ml × 3 volte |
| 75 kg | 7,5 ml × 3 volte |
| 100 kg | 10 ml × 3 volte |
| Durata | 7–10 giorni nel controllo della sindrome astinenziale acuta |
4⚠ Controindicazioni — e la prima è la più importante
- Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
- ⭐ PAZIENTI CON DEPRESSIONE MAGGIORE
- Pazienti con deficit della succinico semialdeide deidrogenasi
- Pazienti in trattamento con OPPIOIDI o BARBITURICI
Perché controindicare un farmaco per l’astinenza alcolica proprio nel paziente depresso? Quando metà degli alcolisti che vedo in ambulatorio è depressa?
Perché questa molecola, in mano a una persona che vuole farsi del male, è uno strumento. È il GHB: dà incoscienza, deprime il respiro, e la finestra fra la dose che funziona e la dose che uccide è STRETTA. Terribilmente stretta.
E infatti il RCP lo dice: apnea e depressione respiratoria sono state osservate in un soggetto sano dopo una singola assunzione di 4,5 g — cioè solo 2,5 volte la dose raccomandata.
Due volte e mezzo. In un sano.
Confrontatelo con il pitolisant, dove il segnale sul QT compariva a 3–6 volte la dose. O con qualunque benzodiazepina, dove per morire da soli bisogna fare i salti mortali.
Qui no. Qui il margine è quello. E la bottiglia sta a casa del paziente.
E l’ultima controindicazione — oppioidi e barbiturici — chiude il cerchio: sommare due depressori del respiro, in una persona che ne ha già uno con un margine così stretto, significa arresto respiratorio.
5Il vero problema: il craving da GHB
Il sodio oxibato crea dipendenza a sua volta.
Non teoricamente: concretamente. Esiste un fenomeno descritto, documentato, riconosciuto, che si chiama craving da sodio oxibato: pazienti che cominciano a prendere più flaconi, che aumentano le dosi da soli, che passano dalle tre somministrazioni al giorno a sei, otto, dieci, e che finiscono per sostituire una dipendenza (l’alcol) con un’altra (il farmaco).
Chi ha più rischio? Esattamente chi ti aspetti: chi ha una doppia diagnosi, chi ha una storia di poliabuso, chi ha un disturbo di personalità. Cioè — e diciamolo — una fetta enorme dei pazienti a cui lo diamo.
Il che significa che questo farmaco funziona a una condizione sola: che la somministrazione sia controllata. Che il flacone non stia nell’armadietto del paziente. Che ci sia un familiare, o il servizio, che lo tiene e lo dà.
È esattamente la stessa lezione del disulfiram, e la ritrovo per la seconda volta in questa sezione: il principio attivo non è la molecola. È il dispositivo di controllo che le costruisci intorno.
Senza quello, il sodio oxibato non è una terapia. È una bottiglia diversa.
6La lezione
Perché il sodio oxibato è la dimostrazione finale di tutto quello che ho cercato di dire in queste tredici schede.
La stessa identica molecola è:
— una droga da stupro in un bicchiere in discoteca;
— un farmaco salvavita in un paziente in delirium tremens.
Stessa formula. Stesso recettore. Verità opposte.
E allora smettiamola — davvero, smettiamola — di dividere il mondo in «sostanze buone» e «sostanze cattive». Non esiste. Non è mai esistito.
Esistono molecole, che non hanno morale. Esistono dosi. Esistono curve. Esistono contesti. Ed esistono persone, con una storia, una fragilità e un ambiente.
Il famoso triangolo: la sostanza, la fragilità, l’ambiente. Nessuno dei tre, da solo, spiega niente. Tutti e tre insieme spiegano tutto.
Chi vi racconta che «la droga è il male» sta facendo morale, non medicina. E chi vi racconta che «è tutta una questione di dose» sta facendo riduzionismo, non medicina.
La medicina è la cosa scomoda che sta in mezzo: guardare una molecola senza giudicarla, e guardare una persona senza ridurla alla sua molecola.
È difficile. È l’unica cosa che funziona.
7Elenco completo dei marchi
Le specialità in commercio in Italia sono verificate sulle liste AIFA di classe A e H aggiornate al 31 marzo 2026. L’elenco cambia nel tempo e alcune confezioni possono risultare in carenza: la fonte che prevale è sempre la Banca Dati Farmaci di AIFA.
8Domande frequenti
L'Alcover è davvero la stessa sostanza del GHB?
Sì: il sodio oxibato è il sale sodico dell'acido gamma-idrossibutirrico, cioè il GHB. In Italia è un farmaco autorizzato, in soluzione orale da 175 mg/ml, classificato nell'ATC N07BB dei farmaci usati nella dipendenza da alcol. Vale la pena aggiungere che il GHB non è una molecola di sintesi: è un metabolita naturale del GABA, presente in ogni cervello umano, con recettori propri e una funzione fisiologica probabilmente legata alla regolazione del sonno profondo.
Quanto è stretto il margine fra dose utile e dose pericolosa?
Molto. Il documento registrativo riporta che apnea e depressione respiratoria sono state osservate in un soggetto sano dopo una singola assunzione di 4,5 g, cioè solo 2,5 volte la dose raccomandata. Due volte e mezzo, in una persona sana. È il motivo per cui la posologia — 50 mg/kg al giorno in tre somministrazioni distanziate di almeno quattro ore — non ammette adattamenti autonomi, e per cui il fatto che il flacone resti a casa del paziente è un elemento di cui tenere conto nella decisione di prescriverlo.
Perché non si può dare a chi ha una depressione maggiore?
La depressione maggiore è una controindicazione esplicita, e la ragione è la stessa logica del disulfiram. Questa molecola, in mano a una persona che vuole farsi del male, è uno strumento: dà incoscienza, deprime il respiro, e la finestra fra la dose che funziona e la dose che uccide è stretta. Per la stessa ragione il sodio oxibato funziona a una condizione sola: che la somministrazione sia controllata — il flacone non deve restare nell'armadietto del paziente, ma essere tenuto e somministrato da un familiare o dal servizio. È documentato un fenomeno di craving da sodio oxibato, con pazienti che aumentano le dosi da soli, passano dalle tre somministrazioni quotidiane a sei, otto, dieci, e finiscono per sostituire una dipendenza con un'altra; il rischio è maggiore nella doppia diagnosi, nel poliabuso e nei disturbi di personalità. Le altre controindicazioni sono l'ipersensibilità, il deficit della succinico semialdeide deidrogenasi e il trattamento in corso con oppioidi o barbiturici.
Posso prendere antidolorifici oppioidi durante la terapia?
No: i pazienti in trattamento con oppioidi o barbiturici rientrano fra le controindicazioni. La ragione è aritmetica prima che farmacologica: sommare due depressori del respiro in una persona che ne ha già uno con un margine così stretto significa arresto respiratorio. Il punto va segnalato a qualunque medico prescriva una terapia antidolorifica o sedativa mentre l'Alcover è in corso, perché l'informazione difficilmente arriva da sola al pronto soccorso o allo studio dentistico.
Per quanto tempo si prende nell'astinenza da alcol?
Il documento registrativo indica 7-10 giorni nel controllo della sindrome astinenziale acuta. La dose è di 50 mg/kg al giorno suddivisi in tre somministrazioni distanziate di almeno quattro ore, per esempio mattino, pomeriggio e sera: corrisponde a 5 ml tre volte al giorno per una persona di 50 kg, 7,5 ml per una di 75 kg e 10 ml per una di 100 kg. È uno schema legato al peso e all'orologio, e gli intervalli fanno parte della sicurezza, non sono un'indicazione di comodo.
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Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.