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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Dipendenze

Acamprosato

È taurina con un cappottino grasso: l acetilazione le permette di passare la barriera ematoencefalica. Lo stesso identico trucco con cui l eroina entra nel cervello più in fretta della morfina. La chimica è la stessa. Cambia solo dove la punti.

Denominazione comuneAcamprosato calcico
Formula brutaC5H11NO4S
Peso molecolare181,21 g/mol
Codice ATCN07BB03
L’acamprosato è il farmaco più sottovalutato di questa sezione, e anche il più difficile da spiegare — perché non fa niente di spettacolare.

Non ti fa vomitare se bevi, come il disulfiram. Non ti toglie il piacere, come il naltrexone. Non sostituisce niente, come il metadone.

L’acamprosato fa una cosa sola, e la fa in silenzio: rimette a posto un cervello che l’alcol ha squilibrato.

Perché — e questo è il punto che la gente non sa — quando smetti di bere dopo anni, il cervello non torna normale il giorno dopo. Resta per mesi in uno stato di ipereccitabilità: troppo glutammato, troppo poco GABA. È un cervello con il volume alzato al massimo e senza il tasto per abbassarlo.

Quello stato ha un nome — astinenza protratta — e si manifesta come ansia, irritabilità, insonnia, un malessere sordo che dura mesi. Ed è, molto più del craving acuto, la ragione per cui la gente ricade a sei mesi, quando ormai «ce l’aveva fatta».

L’acamprosato lavora . Non sul giorno della crisi: sui mesi in cui il cervello si sta lentamente riparando.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — L’acamprosato è l’acetilomotaurinato di calcio. Notate quanto è piccolo: è poco più di un aminoacido. Struttura generata da SMILES canonico; formula e peso molecolare calcolati (anione acetilomotaurinato).
Denominazione comune (INN)Acamprosato (come sale di calcio)
Formula bruta (acido)C5H11NO4S
Peso molecolare (acido)181,21 g/mol
ClasseModulatore glutammatergico/GABAergico — analogo strutturale della taurina
Codice ATCN07BB03
Nome commercialeCampral®, compresse gastroresistenti da 333 mg

2Meccanismo — il RCP, verbatim

«L’acamprosato (acetilomotaurinato di calcio) ha una struttura simile a quella degli aminoacidi neurotrasmettitori quali la TAURINA o l’acido gamma-amino butirrico (GABA). Comporta un’acetilazione che permette il passaggio attraverso la barriera ematoencefalica.

È stato dimostrato che l’acamprosato stimola la neuromediazione inibitrice GABAergica e antagonizza l’azione degli aminoacidi eccitatori, in particolare quella del GLUTAMMATO.

Gli studi realizzati nell’animale hanno stabilito che l’acamprosato ha un effetto specifico sulla dipendenza dall’alcol: infatti esso diminuisce l’assunzione volontaria di alcool nel topo reso alcoldipendente
Fermiamoci sull’acetilazione, perché è farmacologia bellissima.

La taurina, da sola, non entra nel cervello. È troppo polare, la barriera ematoencefalica la respinge.

Allora cosa hanno fatto? Le hanno attaccato un gruppo acetile — un cappottino grasso — e con quello la molecola passa.

È lo stesso trucco, esattamente lo stesso, con cui l’eroina attraversa la barriera più in fretta della morfina: due gruppi acetile in più. La chimica che serve a fare una droga e quella che serve a fare un farmaco per curarne un’altra sono la stessa chimica. Cambia solo dove la punti.

Se cercate una metafora di che cos’è la farmacologia, è tutta lì.

Onestà. Il meccanismo esatto dell’acamprosato è ancora dibattuto: c’è chi sostiene che gran parte dell’effetto dipenda dal calcio del sale, e non dall’acetilomotaurinato. Il RCP descrive un’azione GABAergica e anti-glutammatergica; la letteratura non ha ancora chiuso la questione. Lo dico perché è il tipo di incertezza che va detta, non nascosta.

3Indicazione — due righe, e la seconda è un obbligo

«L’acamprosato è indicato per il mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente.

Deve essere associato ad un sostegno psicologico.»
«DEVE essere associato a un sostegno psicologico.» Non “può”. Non “è consigliabile”. DEVE.

È la terza volta in questa sezione — dopo il naltrexone e il disulfiram — che un documento regolatorio ci dice, in modo tecnico e senza retorica, che il farmaco da solo non è il trattamento.

Tre RCP diversi, tre aziende diverse, la stessa frase. Non è un caso: è quello che dicono i dati.

E allora la domanda che dovremmo farci tutti, io per primo, non è «quale farmaco do?». È: «questo farmaco, io, lo sto prescrivendo DENTRO qualcosa, o al posto di qualcosa?»

Perché prescrivere l’acamprosato a un paziente che non ha nessun sostegno psicologico non è una mezza terapia. È, tecnicamente, una prescrizione fuori dalle condizioni del RCP.

Nota importante: l’acamprosato serve a mantenere l’astinenza, non a raggiungerla. Va iniziato dopo la disintossicazione, e il trattamento va proseguito anche in caso di ricaduta — perché la ricaduta, nell’alcolismo, fa parte del decorso, non è il fallimento della cura.

4Posologia — e la sorpresa: si dosa sul PESO

Peso corporeoDose
Oltre 60 kg6 compresse/die (~2000 mg): 2 al mattino, 2 a mezzogiorno, 2 alla sera
Sotto 60 kg4 compresse/die: 2 al mattino, 1 a mezzogiorno, 1 alla sera
Durata raccomandataUN ANNO
Sei compresse al giorno. Tre volte al giorno. Per un anno.

Diciamolo chiaramente, perché è il vero tallone d’Achille di questo farmaco: l’aderenza. Chiedere a una persona che sta uscendo dall’alcol di prendere sei pastiglie al giorno, tre volte al giorno, per dodici mesi, non è banale.

E gli studi lo confermano: l’acamprosato funziona se lo si prende. Il che sembra ovvio, ma è esattamente il punto in cui questo farmaco fallisce nel mondo reale — non perché sia inefficace, ma perché lo schema è difficile.

Se lo prescrivete, prescrivete anche un sistema: la scatola settimanale, la sveglia sul telefono, qualcuno che chiede. Altrimenti state prescrivendo un fallimento con la ricetta rossa.

E ancora: un anno. Perché il cervello ci mette quello, a rimettersi a posto. Non tre settimane. Un anno.

5Controindicazioni e avvertenze

  • Ipersensibilità all’acamprosato o agli eccipienti
  • Compromissione renalecreatinina sierica > 120 micromol/l
  • Allattamento

Solo tre. È, insieme alla memantina, uno dei farmaci più «miti» di tutto il repertorio sul piano delle controindicazioni assolute.

AmbitoAvvertenza (RCP §4.4)
EtàSicurezza ed efficacia non stabilite sotto i 18 e sopra i 65 anni: uso non raccomandato in queste popolazioni
SuicidalitàVerbatim: «Dato che l’interrelazione fra dipendenza dall’alcool, depressione e suicidalità è ben riconosciuta e complessa, si raccomanda che i pazienti alcoldipendenti, inclusi quelli trattati con acamprosato, vengano monitorati per i rispettivi sintomi»
FegatoSicurezza ed efficacia non stabilite nell’insufficienza epatica grave (Child-Pugh C)
AbusoGli studi preclinici suggeriscono un basso potenziale di abuso e dipendenza
Sulla frase della suicidalità, una precisazione che mi sta a cuore.

Il RCP non sta dicendo che l’acamprosato causa suicidalità. Sta dicendo una cosa diversa e più profonda: che l’alcolismo e la depressione sono intrecciati, e che togliere l’alcol non toglie il dolore che c’era sotto.

Anzi: spesso lo scopre. Perché l’alcol, per moltissimi pazienti, era esattamente l’anestetico. E quando si toglie l’anestetico, quello che resta si sente.

Ecco perché nei primi mesi di astinenza bisogna guardare in faccia i pazienti, non solo contargli le compresse. Il momento in cui «finalmente ha smesso» è, molto spesso, il momento in cui sta peggio.

Ed è anche il motivo per cui questa non è farmacologia. È clinica. E la clinica richiede qualcuno che ci sia.
Nota metodologica. L’indicazione (mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente, con l’obbligo — «DEVE essere associato ad un sostegno psicologico» — riportato verbatim), la posologia (6 compresse/die in 3 somministrazioni sopra i 60 kg; 4 compresse/die sotto i 60 kg; durata raccomandata un anno), le tre controindicazioni (ipersensibilità; compromissione renale con creatinina sierica > 120 micromol/l; allattamento), le avvertenze (uso non raccomandato sotto i 18 e sopra i 65 anni; basso potenziale di abuso; nessun dato in Child-Pugh C) e la citazione verbatim sull’interrelazione fra dipendenza dall’alcool, depressione e suicidalità con la raccomandazione di monitorare i pazienti, così come la citazione integrale del §5.1 (struttura simile a taurina e GABA; l’acetilazione che permette il passaggio della barriera ematoencefalica; stimolazione della neuromediazione GABAergica e antagonismo degli aminoacidi eccitatori, «in particolare quella del glutammato»; riduzione dell’assunzione volontaria di alcol nel topo alcoldipendente), sono estratti dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Campral® depositato presso AIFA e consultabile al link in testa alla pagina. L’inquadramento dell’astinenza protratta come stato di ipereccitabilità glutammatergica che dura mesi, il parallelo chimico con l’acetilazione dell’eroina, e la segnalazione che il meccanismo dell’acamprosato è ancora dibattuto in letteratura (con l’ipotesi alternativa del ruolo del calcio) sono neuroscienza e letteratura esterne al RCP, dichiarate come tali. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica dell’acido. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico né il foglio illustrativo. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.

6Elenco completo dei marchi

In commercio in ItaliaCampral

Le specialità in commercio in Italia sono verificate sulle liste AIFA di classe A e H aggiornate al 31 marzo 2026. L’elenco cambia nel tempo e alcune confezioni possono risultare in carenza: la fonte che prevale è sempre la Banca Dati Farmaci di AIFA.

7Domande frequenti

Quante compresse al giorno devo prendere e per quanto tempo?

Il dosaggio dipende dal peso corporeo: sopra i 60 kg sono sei compresse al giorno (circa 2000 mg), due al mattino, due a mezzogiorno e due alla sera; sotto i 60 kg sono quattro, due al mattino, una a mezzogiorno e una alla sera. La durata raccomandata è un anno. Non è uno schema comodo, ed è il vero punto debole del farmaco: l'acamprosato funziona se lo si prende con regolarità. Per questo, insieme alla ricetta, serve un sistema — portapillole settimanale, sveglia sul telefono, qualcuno che chiede — perché l'aderenza è la variabile che decide il risultato.

Perché la terapia deve durare un anno e non poche settimane?

Perché è il tempo che il cervello impiega a rimettersi a posto dopo l'alcol: non tre settimane, un anno. La durata raccomandata dal documento registrativo è di dodici mesi, e chiedere a una persona che sta uscendo dall'alcol sei compresse al giorno per un anno non è banale. È esattamente qui che il farmaco fallisce nel mondo reale — non per inefficacia, ma perché lo schema è difficile da sostenere. Sapere in partenza che la terapia è lunga cambia il modo in cui la si organizza.

Servono esami del sangue prima di iniziare l'acamprosato?

La compromissione renale, definita da una creatinina sierica superiore a 120 micromol/l, è una controindicazione assoluta: è una delle sole tre presenti, insieme all'ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti e all'allattamento. Non è invece stabilita la sicurezza nell'insufficienza epatica grave (Child-Pugh C). Sul piano delle controindicazioni assolute l'acamprosato è uno dei farmaci più miti dell'intero repertorio, ma la funzione renale rientra fra le condizioni che chi prescrive deve conoscere, perché da quel valore dipende se il farmaco possa essere usato.

Posso prenderlo se allatto o se ho più di 65 anni?

In allattamento no: è una controindicazione esplicita. Sopra i 65 anni e sotto i 18 la sicurezza e l'efficacia non sono state stabilite, e l'uso in queste fasce d'età non è raccomandato. Non significa che il farmaco sia stato dimostrato pericoloso: significa che non è stato studiato lì, e la differenza conta quando si valuta il rapporto fra beneficio atteso e rischio ignoto. In queste situazioni la scelta va discussa con chi ha in carico la terapia, perché dipende dalle alternative disponibili.

Ho smesso di bere ma mi sento peggio: è colpa del farmaco?

Il documento registrativo non attribuisce all'acamprosato la comparsa di ideazione suicidaria. Dice una cosa diversa: che la relazione fra dipendenza da alcol, depressione e suicidalità è ben riconosciuta e complessa, e che i pazienti alcoldipendenti — inclusi quelli in trattamento con acamprosato — vanno monitorati per questi sintomi. Per molte persone l'alcol era l'anestetico: quando lo si toglie, il dolore che c'era sotto si sente. Il momento in cui «finalmente ha smesso» è spesso quello in cui si sta peggio, e va presidiato clinicamente.

L'acamprosato dà dipendenza?

Gli studi preclinici suggeriscono un basso potenziale di abuso e dipendenza. Il problema pratico di questo farmaco è l'opposto: non che se ne prenda troppo, ma che se ne prenda troppo poco. Sei compresse al giorno, in tre somministrazioni, per dodici mesi sono difficili da mantenere, e l'aderenza è la variabile che decide il risultato. Per questo, insieme alla prescrizione, serve un sistema che la sostenga — portapillole settimanale, sveglia sul telefono, qualcuno che chiede.

Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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