Parte VIII · Psicofarmaci in Italia
Ansiolitici
Guardate l’elenco e noterete subito la cosa che conta: su diciotto molecole, quindici appartengono alla stessa famiglia chimica. La farmacologia dell’ansia in Italia è, nei fatti, la farmacologia delle benzodiazepine — e questa non è una constatazione neutra, perché significa che quando una benzodiazepina non è indicata le alternative registrate si contano su una mano. Restano il pregabalin, l’unico non-benzodiazepinico con indicazione formale per il disturbo d’ansia generalizzato, l’idrossizina, che è un antistaminico, e l’olio essenziale di lavanda per uso orale. Le differenze fra le quindici benzodiazepine non stanno nell’effetto ansiolitico, che è sostanzialmente lo stesso, ma in emivita, metaboliti attivi e via di eliminazione: è lì che si decide se una molecola va bene per un anziano, per un epatopatico o per chi deve guidare. Ogni scheda riporta quei numeri, perché sono l’unica cosa che rende la scelta clinica diversa da un sorteggio.
Le schede raccontano le singole molecole. Come funziona la classe nel suo insieme — meccanismi, scelta del farmaco, gestione clinica — sta in Ansiolitici e benzodiazepine.