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Parte II · I sistemi neurotrasmettitoriali · Capitolo 07

Glutammato e GABA

I veri protagonisti: le monoamine modulano, glutammato e GABA trasmettono. Il recettore NMDA come rilevatore di coincidenze e il GABA-A come centralina di siti allosterici.

1I veri protagonisti

Dopamina, serotonina e noradrenalina occupano quasi tutto lo spazio nella divulgazione psichiatrica. Ma dal punto di vista quantitativo sono comprimari: insieme riguardano una frazione minima delle sinapsi cerebrali. La stragrande maggioranza della comunicazione neuronale è affidata a due soli aminoacidi — il glutammato, principale neurotrasmettitore eccitatorio, e il GABA, principale inibitorio.

La distinzione di ruolo è netta e vale la pena fissarla: le monoamine modulano, glutammato e GABA trasmettono. Le prime regolano il guadagno e il tono; i secondi portano il messaggio. È come la differenza fra il volume dell’impianto e la musica che ci suona dentro.

Da questo equilibrio — l’equilibrio eccitazione/inibizione — dipende letteralmente tutto: se prevale troppo l’eccitazione si arriva alla crisi epilettica e all’eccitotossicità; se prevale troppo l’inibizione si arriva alla sedazione, al coma, all’arresto respiratorio. La psicofarmacologia dell’ansia, del sonno e dell’anestesia consiste, in larga parte, nel manipolare con precisione questo equilibrio.

2Il glutammato e il recettore NMDA

Il glutammato agisce su recettori ionotropici — AMPA, NMDA, kainato — e su una famiglia di metabotropici. I primi due meritano attenzione perché la loro divisione del lavoro è una delle idee più belle delle neuroscienze.

Il recettore AMPA è il cavallo da tiro: apre rapidamente, fa entrare sodio, depolarizza. Trasmette il segnale, punto. Il recettore NMDA è tutt’altro: è un rilevatore di coincidenze. Per aprirsi non gli basta il glutammato — richiede che accadano due cose insieme.

A · A RIPOSO — CANALE BLOCCATO glutammato presente, ma la membrana è polarizzata Mg²⁺ tappo di magnesio glutammato Il calcio NON entra il legame del ligando, da solo, non basta B · COINCIDENZA — CANALE APERTO glutammato + depolarizzazione (via AMPA) Mg²⁺ espulso glutammato + co-agonista (glicina) Ca²⁺ Il calcio entra → plasticità LTP, apprendimento, memoria
Figura 7.1 — Il recettore NMDA come rilevatore di coincidenze. A riposo il poro è occluso da uno ione magnesio: il glutammato può legarsi quanto vuole, ma il canale resta chiuso. Solo se la membrana è già depolarizzata (grazie ai recettori AMPA vicini) il magnesio viene espulso e il canale lascia entrare il calcio, che innesca le cascate della plasticità. Serve la coincidenza di due eventi: presinaptico (glutammato) e postsinaptico (depolarizzazione). Elaborazione originale.
Definizione · Rilevatore di coincidenze

Il recettore NMDA si apre solo se il neurone presinaptico ha rilasciato glutammato e il neurone postsinaptico è contemporaneamente attivo. Verifica cioè che due cellule stiano «sparando insieme» — ed è esattamente la condizione biologica che rafforza le sinapsi. È la base molecolare del principio hebbiano per cui i neuroni che si attivano insieme si connettono più saldamente, e quindi dell’apprendimento e della memoria 1. Richiede inoltre un co-agonista (glicina o D-serina): un terzo livello di controllo.

Il rovescio della medaglia è l’eccitotossicità: se il glutammato resta troppo a lungo nello spazio sinaptico — come accade nell’ischemia — il calcio entra in eccesso e attiva cascate enzimatiche che uccidono la cellula. Il neurotrasmettitore dell’apprendimento è anche, in condizioni patologiche, un veleno.

3Il GABA: l’inibizione nasce dall’eccitazione

C’è un’eleganza quasi ironica nella biochimica del GABA: si sintetizza a partire dal glutammato, per opera dell’enzima decarbossilasi dell’acido glutammico (GAD). Il principale neurotrasmettitore inibitorio del cervello è, letteralmente, ricavato dal principale eccitatorio. Un unico enzima separa il freno dall’acceleratore.

Il GABA agisce su due recettori: il GABA-A, ionotropico, un canale per il cloro che iperpolarizza la cellula in millisecondi; e il GABA-B, metabotropico, più lento. Praticamente tutta la farmacologia dell’ansia, del sonno e dell’anestesia passa dal primo.

4Il recettore GABA-A: una centralina di siti allosterici

Il GABA-A è forse il recettore più «affollato» della farmacologia. Oltre al sito dove si lega il GABA stesso (il sito ortosterico), presenta numerosi siti allosterici distinti — e su ciascuno agisce una classe diversa di sostanze. È il motivo per cui benzodiazepine, alcol, barbiturici, anestetici e neurosteroidi condividono effetti simili (sedazione, ansiolisi, amnesia, incoordinazione) pur legandosi in punti diversi della stessa proteina.

esterno interno canale per il cloro Cl⁻ Iperpolarizzazione → inibizione ansiolisi · sedazione · amnesia · anticonvulsione GABA sito ortosterico Benzodiazepine ↑ frequenza di apertura · richiedono il GABA Barbiturici ↑ durata · ad alte dosi aprono da soli Neurosteroidi allopregnanolone · brexanolone Alcol azione additiva Anestetici propofol RECETTORE GABA-A un solo canale, molti siti di legame diversi
Figura 7.2 — Il recettore GABA-A e i suoi siti allosterici. Sostanze farmacologicamente lontanissime — una benzodiazepina, un bicchiere di vino, un barbiturico, un anestetico, un neurosteroide — convergono sullo stesso canale legandosi in punti diversi. Da qui la loro additività, e il pericolo mortale delle associazioni. Elaborazione originale.
Tabella 7.1 — Modulatori del recettore GABA-A: perché non sono tutti ugualmente sicuri.
SostanzaMeccanismo sul canaleServe il GABA endogeno?Conseguenza sulla sicurezza
BenzodiazepineAumentano la frequenza di apertura: senza GABA non fanno nullaEsiste un tetto d’effetto: in monoterapia il sovradosaggio è raramente letale
BarbituriciAumentano la durata di apertura; ad alte dosi aprono il canale direttamenteNo, ad alte dosiNessun tetto: depressione respiratoria e morte. Ragione storica del loro abbandono
AlcolAzione additiva su GABA-A (e antagonista su NMDA)ParzialmenteSomma i suoi effetti a quelli delle benzodiazepine: associazione pericolosa
NeurosteroidiModulazione allosterica positiva (sito distinto)Modulano anche recettori extrasinapticiBase di brexanolone e zuranolone nella depressione post-partum
Attenzione · Perché le benzodiazepine uccidono in associazione

Una benzodiazepina è un modulatore allosterico positivo: amplifica il GABA, ma non apre il canale in sua assenza (vedi capitolo 1). Questo le conferisce un tetto d’effetto e un margine di sicurezza relativamente ampio quando è assunta da sola. Il margine svanisce quando si associano altre sostanze che deprimono il sistema nervoso: alcol, barbiturici e soprattutto oppioidi, che aggiungono una depressione respiratoria di meccanismo diverso. La stragrande maggioranza dei decessi correlati alle benzodiazepine avviene in combinazione, non in monoterapia. È l’informazione clinica più importante di questo capitolo.

5Glutammato e GABA in psichiatria

  • Ansia e insonnia. Le benzodiazepine e i cosiddetti «farmaci Z» potenziano il GABA-A. Efficaci e rapidi; il problema, come visto nel capitolo 3, è la downregulation con l’uso cronico: tolleranza, dipendenza, rimbalzo alla sospensione.
  • Depressione a rapida risoluzione. La ketamina è un antagonista non competitivo del recettore NMDA: la sua azione, paradossalmente, produce un aumento transitorio di glutammato che attiva i recettori AMPA e innesca la sinaptogenesi rapida 4. È il ponte fra questo capitolo e il capitolo 12.
  • Depressione post-partum. I neurosteroidi (brexanolone, zuranolone) agiscono su un sito allosterico distinto del GABA-A, con un razionale legato alla brusca caduta di allopregnanolone dopo il parto.
  • Demenza. La memantina è un antagonista NMDA a bassa affinità: blocca il «rumore» glutammatergico patologico senza abolire la trasmissione fisiologica.
  • Epilessia e stabilizzazione dell’umore. Molti anticonvulsivanti agiscono spostando l’equilibrio E/I verso l’inibizione — ed è uno dei motivi per cui alcuni di essi funzionano anche nel disturbo bipolare.
Approfondimento · L’ipotesi GABAergica della depressione

Accanto alle ipotesi monoaminergiche e neurotrofiche, esiste una linea di ricerca che colloca nella ridotta inibizione GABAergica corticale uno dei meccanismi della depressione maggiore 5. È un’ipotesi seria, sostenuta da dati di spettroscopia e da modelli animali, e ha il pregio di collegarsi bene sia all’efficacia dei neurosteroidi sia al ruolo dell’equilibrio E/I. Va presentata per quello che è: un modello promettente e parziale, non una spiegazione stabilita.

6Punti chiave

In sintesi
  • Glutammato e GABA trasmettono, le monoamine modulano. L’equilibrio eccitazione/inibizione è il parametro fondamentale del sistema nervoso.
  • Il GABA si sintetizza dal glutammato (enzima GAD): un solo enzima separa il freno dall’acceleratore.
  • Il recettore NMDA è un rilevatore di coincidenze: richiede glutammato e depolarizzazione (per espellere il magnesio) e un co-agonista. È la base molecolare dell’LTP e della memoria.
  • L’eccesso di glutammato è eccitotossico: lo stesso segnale che costruisce la memoria può uccidere il neurone.
  • Il GABA-A è una centralina di siti allosterici: benzodiazepine, barbiturici, alcol, anestetici e neurosteroidi convergono sullo stesso canale da porte diverse.
  • Le benzodiazepine hanno un tetto d’effetto (richiedono il GABA endogeno); i barbiturici no. Le associazioni con alcol e soprattutto oppioidi annullano il margine di sicurezza.
Nota metodologica. La descrizione dei siti allosterici del GABA-A è schematica: la composizione in subunità del recettore varia fra regioni cerebrali e determina profili farmacologici diversi (è la base della relativa selettività dei «farmaci Z» per il sonno). L’ipotesi GABAergica della depressione è una linea di ricerca attiva, non un modello consolidato.

Bibliografia

  1. Traynelis SF, Wollmuth LP, McBain CJ, et al. Glutamate receptor ion channels: structure, regulation, and function. Pharmacol Rev. 2010;62(3):405–496.
  2. Olsen RW, Sieghart W. GABAA receptors: subtypes provide diversity of function and pharmacology. Neuropharmacology. 2009;56(1):141–148.
  3. Sigel E, Ernst M. The benzodiazepine binding sites of GABAA receptors. Trends Pharmacol Sci. 2018;39(7):659–671.
  4. Krystal JH, Abdallah CG, Sanacora G, Charney DS, Duman RS. Ketamine: a paradigm shift for depression research and treatment. Neuron. 2019;101(5):774–778.
  5. Lüscher B, Shen Q, Sahir N. The GABAergic deficit hypothesis of major depressive disorder. Mol Psychiatry. 2011;16(4):383–406.
  6. Kandel ER, Koester JD, Mack SH, Siegelbaum SA, curatori. Principles of Neural Science. 6ª ed. New York: McGraw-Hill; 2021.

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