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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Aloperidolo

Antagonista D2 puro: la selettività che lo rende efficace è la stessa che gli toglie ogni cuscinetto contro gli effetti extrapiramidali.

Denominazione comuneAloperidolo
Formula brutaC21H23ClFNO2
Peso molecolare375,86 g/mol
Codice ATCN05AD01

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura dell’aloperidolo. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

L’aloperidolo è un butirrofenone: una classe chimica lontanissima dalle fenotiazine, con cui pure condivide il bersaglio. La catena butirrofenonica — il chetone aromatico legato al fluorofenile — è unita a un anello piperidinico che porta un gruppo ossidrilico e un clorofenile.

Questa architettura è la ragione della sua caratteristica clinica dominante: l’aloperidolo è molto selettivo. Non ha gli ingombranti sostituenti che, nelle fenotiazine, producono affinità muscarinica, istaminergica e alfa-adrenergica. È dopamina, quasi e soltanto dopamina — e questo, come vedremo, è insieme la sua forza e la sua condanna.

2Storia

L’aloperidolo nasce nel 1958 nei laboratori belgi di Paul Janssen, ed è il frutto di un errore di direzione. Janssen stava cercando un analgesico più potente della petidina, lavorando su derivati che avevano una parentela strutturale con gli oppioidi. Nel modificare quelle molecole si accorse che alcune, invece di produrre analgesia, inducevano negli animali uno stato di immobilità e indifferenza che ricordava l’effetto della clorpromazina.

Non stava cercando un antipsicotico: lo trovò. E trovò una molecola circa cinquanta volte più potente della clorpromazina, che entrò in commercio nel 1959 e che per trent’anni è stata l’antipsicotico, il metro su cui tutti gli altri venivano misurati. È ancora oggi nella lista dei farmaci essenziali dell’OMS.

Il suo declino non è dovuto a una smentita di efficacia — l’aloperidolo funziona, e funziona bene. È dovuto al prezzo neurologico che fa pagare.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Adulti (≥ 18 anni) — RCP § 4.1
  • Schizofrenia e disturbo schizoaffettivo.
  • Trattamento acuto del delirium, quando i trattamenti non farmacologici hanno fallito.
  • Episodi maniacali da moderati a severi associati a disturbo bipolare I.
  • Agitazione psicomotoria acuta associata a disturbo psicotico o a episodi maniacali del bipolare I.
  • Aggressività persistente e sintomi psicotici nella demenza di Alzheimer da moderata a severa e nella demenza vascolare, quando i trattamenti non farmacologici hanno fallito e vi è rischio di danno verso sé o gli altri.
  • Disturbi correlati a tic, inclusa la sindrome di Tourette, nei pazienti con grave compromissione dopo il fallimento di trattamenti educazionali, psicologici e farmacologici.
  • Corea da lieve a moderata nella malattia di Huntington, quando altri farmaci sono inefficaci o non tollerati.
Pazienti pediatrici — RCP § 4.1
  • Schizofrenia negli adolescenti di 13–17 anni, quando altri trattamenti farmacologici hanno fallito o non sono tollerati.
  • Aggressività persistente e severa in bambini e adolescenti di 6–17 anni con autismo o disturbi pervasivi dello sviluppo, quando altri trattamenti hanno fallito o non sono tollerati.
  • Disturbi correlati a tic, inclusa la sindrome di Tourette, in bambini e adolescenti di 10–17 anni con grave compromissione.
Leggete le clausole, non solo le indicazioni

Quasi ogni indicazione dell’aloperidolo porta con sé un «quando gli altri trattamenti hanno fallito». Non è una formula di stile: è parte dell’indicazione registrata. Nella demenza è ancora più stringente — servono entrambe le condizioni: fallimento dei trattamenti non farmacologici e rischio concreto di danno. L’aloperidolo, nel 2026, non è un farmaco di prima linea nel comportamento dirompente dell’anziano. È l’ultima riga.

4Nomi commerciali

L’originatore in Italia è Serenase®, disponibile in compresse da 1, 5 e 10 mg e in gocce orali (soluzione) da 2 mg/ml. Sono in commercio anche specialità equivalenti a nome del principio attivo: Aloperidolo Pensa (gocce orali), Aloperidolo S.A.L.F. e Aloperidolo Galenica Senese (soluzione iniettabile).

Esiste inoltre la formulazione depot (aloperidolo decanoato), che ha un RCP proprio e una posologia completamente diversa.

5Posologia

Il principio guida del RCP è netto: dose iniziale bassa, aggiustata sulla risposta, e mantenimento alla dose minima efficace.

Tabella 1 — Posologia orale nell’adulto (≥ 18 anni), secondo il RCP § 4.2.
IndicazioneDoseTitolazione
Schizofrenia e disturbo schizoaffettivo2–10 mg/die, in dose singola o 2 somministrazioni. Primo episodio: generalmente 2–4 mg/die. Episodi multipli: fino a 10 mg/dieAggiustamenti ogni 1–7 giorni
Delirium acuto (dopo fallimento dei non farmacologici)1–10 mg/die, in dose singola o 2–3 somministrazioniIniziare dalla dose più bassa possibile; incrementi ogni 2–4 ore se l’agitazione persiste, fino a max 10 mg/die
Episodi maniacali (bipolare I)2–10 mg/die, in dose singola o 2 somministrazioniAggiustamenti ogni 1–3 giorni
Anziano — demenzaDose iniziale 0,5 mg/die
Il tetto dei 10 mg, e perché conta

Il RCP è esplicito, e vale la pena citarlo perché contraddice una pratica ancora diffusa: «Dosi superiori a 10 mg/giorno non hanno dimostrato un’efficacia superiore rispetto a dosi più basse nella maggior parte dei pazienti e possono causare una maggiore incidenza di sintomi extrapiramidali.» La dose massima è 20 mg/die, «poiché i problemi di sicurezza superano i benefici clinici del trattamento a dosi più elevate». Salire sopra i 10 mg non è aggressività terapeutica: nella maggior parte dei casi è solo aggiungere effetti collaterali a parità di efficacia.

Tabella 2 — Posologia orale nella popolazione pediatrica, secondo il RCP § 4.2. Sempre in dosi suddivise (2–3 volte al giorno).
Indicazione ed etàDoseNota
Schizofrenia, 13–17 anni0,5–3 mg/dieMassimo raccomandato 5 mg/die; valutare rischio/beneficio sopra i 3 mg/die
Aggressività severa (autismo/DPS), 6–11 anni0,5–3 mg/dieRivalutare la necessità di proseguire dopo 6 settimane
Aggressività severa (autismo/DPS), 12–17 anni0,5–5 mg/die
Tic e sindrome di Tourette, 10–17 anni0,5–3 mg/die

6Farmacocinetica

Assorbimento. La biodisponibilità media dopo compressa o gocce orali è del 60–70%. Il picco plasmatico si raggiunge fra 2 e 6 ore. Lo steady state è raggiunto entro una settimana. Il RCP segnala un’elevata variabilità interindividuale delle concentrazioni plasmatiche — un dettaglio che spiega perché due pazienti alla stessa dose possano avere risposte ed effetti collaterali molto diversi.

Distribuzione. Legame proteico dell’88–92%, anch’esso molto variabile fra soggetti. Il volume di distribuzione è enorme: 8–21 l/kg. L’aloperidolo attraversa facilmente la barriera ematoencefalica, passa la placenta ed è escreto nel latte materno.

Metabolismo. Ampiamente metabolizzato nel fegato per glucuronidazione, riduzione chetonica, N-dealchilazione ossidativa e formazione di metaboliti piridinio. Gli enzimi coinvolti sono CYP3A4 e CYP2D6. I metaboliti non contribuiscono in modo significativo all’attività, ma il RCP avverte che la ridotta attività del CYP2D6 può far aumentare le concentrazioni di aloperidolo — e i metabolizzatori lenti del 2D6 sono circa il 7–10% della popolazione europea.

Eliminazione. Emivita terminale media di 24 ore (range 15–37 ore) dopo somministrazione orale.

7Farmacodinamica

L’aloperidolo è un antagonista potente e selettivo dei recettori dopaminergici D2. È il prototipo dell’antipsicotico «tipico»: agisce quasi esclusivamente lì.

Il problema è che il blocco D2 non è selettivo per via. La dopamina viaggia su quattro percorsi principali, e l’aloperidolo li blocca tutti allo stesso modo. Nella via mesolimbica il blocco produce l’effetto terapeutico sui sintomi positivi. Ma nella via nigrostriatale produce i sintomi extrapiramidali — parkinsonismo, distonie, acatisia, e sul lungo periodo la discinesia tardiva. Nella via tuberoinfundibolare disinibisce la prolattina, con iperprolattinemia, amenorrea, galattorrea, disfunzione sessuale. E nella via mesocorticale, dove la dopamina è già carente nella schizofrenia, il blocco può peggiorare i sintomi negativi e cognitivi.

Ecco il paradosso di questo farmaco, ed è la cosa che vorrei restasse. La selettività molecolare dell’aloperidolo — l’assenza di attività anticolinergica, antistaminica, alfa-litica — dovrebbe essere un pregio, e in un certo senso lo è: dà pochi effetti sedativi e ipotensivi. Ma proprio quella «pulizia» lo rende brutale sul sistema motorio. Nelle fenotiazine, l’attività anticolinergica intrinseca tamponava in parte gli effetti extrapiramidali. L’aloperidolo non ha quel cuscinetto. Colpisce il D2 e basta, e ne paga tutto il conto neurologico.

La cosiddetta atipicità degli antipsicotici di seconda generazione nasce esattamente dal tentativo di risolvere questo problema: aggiungere l’antagonismo 5-HT2A, o un’occupazione D2 più «morbida», per ottenere l’effetto antipsicotico senza il pedaggio motorio.

8Effetti collaterali

Tabella 3 — Reazioni avverse principali. Per l’elenco integrale e le frequenze esatte fare riferimento al RCP § 4.8.
AmbitoReazioni
Sistema nervoso — è l’ambito dominanteDisturbi extrapiramidali, ipercinesia, cefalea; acatisia, distonia, parkinsonismo, bradicinesia, ipertonia, tremore, discinesia, sonnolenza, sedazione; discinesia tardiva; crisi oculogire; convulsioni; sindrome neurolettica maligna; facies a maschera, rigidità a scatti
EndocrinoIperprolattinemia (amenorrea, galattorrea, ginecomastia, disfunzione sessuale); sindrome da inappropriata secrezione di ADH
CardiacoProlungamento del QT e rischio di torsione di punta, in particolare a dosi elevate, nei predisposti e per via parenterale
EmatologicoLeucopenia; più raramente neutropenia, trombocitopenia, agranulocitosi, pancitopenia
PsichiatricoAgitazione, insonnia, irrequietezza, depressione, stato confusionale, calo della libido
Metabolico e immunitarioIpoglicemia; ipersensibilità, reazione anafilattica
Perla clinica — l’acatisia non è agitazione

È l’errore più costoso che si commette con questo farmaco. Il paziente che, dopo l’aloperidolo, non riesce a stare fermo, cammina avanti e indietro, dice di sentirsi «dentro un’inquietudine insopportabile», non sta peggiorando psicoticamente: ha un’acatisia, che è un effetto collaterale del farmaco. Se la si legge come agitazione psicomotoria e si aumenta la dose, la si peggiora — e si innesca una spirale. L’acatisia è associata a un aumento del rischio suicidario, e va cercata attivamente, perché il paziente spesso non ha le parole per descriverla.

La sindrome neurolettica maligna — ipertermia, rigidità, instabilità autonomica, alterazione dello stato di coscienza, CPK elevate — è rara ma è un’emergenza medica. Il farmaco va sospeso immediatamente.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia (adulti e pediatrica), farmacocinetica e reazioni avverse sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Serenase® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Le formulazioni parenterali e il decanoato hanno RCP e posologie differenti: verificare sempre il documento della specialità che si prescrive. I dati chimici sono calcolati dalla struttura molecolare; le sezioni «Storia» e «Farmacodinamica» si basano sulla letteratura farmacologica consolidata. In caso di discrepanza prevale il RCP, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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