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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Venlafaxina

Il farmaco che scegliete a 75 mg non è quello che avrete a 300: il profilo noradrenergico si accende solo salendo di dose.

Denominazione comuneVenlafaxina (come cloridrato)
Formula brutaC17H27NO2
Peso molecolare277,40 g/mol
Codice ATCN06AX16

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della venlafaxina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La venlafaxina è una feniletilammina strutturalmente semplice: un anello metossifenilico, una catena con azoto dimetilato e un anello cicloesanolico. Nessun sistema policiclico, nessuna rigidità conformazionale.

Questa semplicità ha un correlato clinico diretto: la venlafaxina è priva di affinità per i recettori muscarinici, istaminergici e alfa-adrenergici. Fa esattamente due cose — blocca il reuptake della serotonina e quello della noradrenalina — e non ne fa altre. Da qui il nome della classe: SNRI, inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina.

2Storia

La venlafaxina, sviluppata da Wyeth e in commercio dal 1993, è il primo SNRI. Nasce da un’idea precisa: i triciclici erano potenti perché agivano sia sulla serotonina sia sulla noradrenalina, ma erano tossici perché agivano anche su molto altro — recettori muscarinici, istaminici, alfa-adrenergici, canali del sodio cardiaci.

La venlafaxina è il tentativo di tenere il doppio meccanismo e buttare via il resto: un triciclico senza gli effetti dei triciclici. È, in un certo senso, il progetto opposto a quello degli SSRI — che avevano scelto di rinunciare alla noradrenalina pur di guadagnare in tollerabilità.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1)
  • Episodi di depressione maggiore.
  • Prevenzione delle recidive degli episodi di depressione maggiore.
  • Disturbo d’ansia generalizzato.
  • Disturbo d’ansia sociale.
  • Disturbo da panico, con o senza agorafobia.
Non raccomandata sotto i 18 anni

Il RCP è esplicito e motivato: «L’uso della venlafaxina non è raccomandato in bambini ed adolescenti. Studi clinici controllati in bambini ed adolescenti con disturbo depressivo maggiore non hanno dimostrato efficacia e non supportano l’uso di venlafaxina in questi pazienti.» Non è una mancanza di dati: sono dati che ci sono, e sono negativi.

4Nomi commerciali

L’originatore è Efexor® (nella forma a rilascio prolungato, Efexor RP). In commercio anche numerose specialità equivalenti — fra le altre Venlafaxina Viatris, Venlafaxina Teva, Venlafaxina EG, Faxine, Zarelis. Le forme principali sono capsule a rilascio prolungato (37,5 · 75 · 150 mg) e compresse a rilascio immediato.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia della venlafaxina a rilascio prolungato, secondo il RCP § 4.2.
IndicazioneDose inizialeTitolazione e massimo
Episodi di depressione maggiore75 mg/die, una volta al giornoIncrementi a intervalli di 2 settimane o più, fino a un massimo di 375 mg/die
Disturbo da panico37,5 mg/die per 7 giorni, poi 75 mg/dieFino a un massimo di 225 mg/die
Disturbo d’ansia sociale75 mg/dieIl RCP segnala che non è stata dimostrata una maggiore efficacia a 150–225 mg/die rispetto a 75 mg/die
Sotto i 18 anniNon raccomandata
Perla clinica — la venlafaxina cambia farmaco a seconda della dose

È il tratto che va compreso, perché nessun altro antidepressivo si comporta così. L’affinità della venlafaxina per il trasportatore della serotonina è molto maggiore di quella per il trasportatore della noradrenalina. La conseguenza è che il profilo del farmaco dipende dalla dose:

  • a dosi basse (75 mg) si comporta essenzialmente come un SSRI;
  • a dosi intermedie e alte (dai 150 mg in su) comincia a reclutare in modo clinicamente significativo anche la noradrenalina, e solo allora è davvero un SNRI.

Ha due implicazioni pratiche. La prima: se prescrivete venlafaxina 75 mg a un paziente che non ha risposto a un SSRI, non state cambiando meccanismo — state cambiando molecola dentro lo stesso meccanismo. La seconda: gli effetti noradrenergici — rialzo pressorio in testa — compaiono salendo di dose. Il farmaco che scegliete a 75 mg non è quello che avrete a 300.

Pressione arteriosa

Il RCP riporta, dall’esperienza post-marketing, casi di elevata pressione arteriosa che hanno richiesto trattamento immediato, e prescrive che tutti i pazienti siano monitorati. L’ipertensione indotta da venlafaxina è dose-dipendente e va cercata: misurare la pressione prima di iniziare e a ogni incremento di dose non è zelo, è parte della prescrizione.

6Farmacocinetica

Assorbimento. Almeno il 92% della dose è assorbito, ma per effetto del metabolismo presistemico la biodisponibilità assoluta è solo del 40–45%. Con la formulazione a rilascio prolungato i picchi di venlafaxina e del metabolita ODV si raggiungono rispettivamente a 5,5 e 9 ore (contro 2 e 3 ore del rilascio immediato). Il cibo non modifica la biodisponibilità.

Metabolismo. Ampio metabolismo epatico. La venlafaxina è convertita dal CYP2D6 nel suo principale metabolita attivo, la O-desmetilvenlafaxina (ODV) — che è a sua volta un farmaco in commercio, la desvenlafaxina. Il CYP3A4 produce un metabolita secondario meno attivo. La venlafaxina è un debole inibitore del CYP2D6 e non inibisce CYP1A2, CYP2C9 o CYP3A4: il suo potenziale di interazione è quindi molto inferiore a quello di fluoxetina e paroxetina.

Eliminazione. Emivite brevi: 5 ± 2 ore per la venlafaxina e 11 ± 2 ore per l’ODV. Steady state entro 3 giorni. Escrezione prevalentemente renale (circa l’87% della dose si ritrova nelle urine entro 48 ore). Cinetica lineare fra 75 e 450 mg/die.

La sindrome da interruzione più temuta della classe

Cinque ore di emivita, in un farmaco assunto una volta al giorno. È la ragione per cui la venlafaxina ha, insieme alla paroxetina, la sindrome da interruzione più severa fra gli antidepressivi: capogiri, parestesie e brain zaps, nausea, sudorazione, irritabilità, insonnia, sintomi simil-influenzali. Basta dimenticare una dose. La sospensione va condotta in modo molto graduale, su settimane o mesi, e il paziente va avvertito prima di iniziare, non dopo. Non avvisarlo è il modo più sicuro per fargli credere che «non riesce a smettere» — e che il problema sia lui.

7Farmacodinamica

La venlafaxina inibisce la ricaptazione di serotonina e noradrenalina, con affinità nettamente superiore per il SERT. A dosi elevate mostra anche una debole inibizione della ricaptazione della dopamina, di rilevanza clinica incerta.

Non ha attività su recettori muscarinici, istaminergici H1 o alfa-1 adrenergici. È l’assenza di questi bersagli — e non la presenza del doppio meccanismo — a spiegare perché sia tollerata molto meglio dei triciclici pur condividendone il razionale.

Il contributo noradrenergico ha una traduzione clinica che merita di essere nominata: la venlafaxina, alle dosi piene, è fra gli antidepressivi con le migliori evidenze nella depressione resistente e ha un effetto sul dolore neuropatico — perché le vie discendenti che modulano il dolore sono, appunto, noradrenergiche e serotoninergiche. Il rovescio della medaglia sta nella stessa riga: la noradrenalina non alza solo il tono affettivo. Alza anche la pressione.

8Effetti collaterali

Tabella 2 — Effetti indesiderati principali.
AmbitoManifestazioni
GastrointestinaleNausea (l’effetto più frequente, spesso all’inizio), secchezza delle fauci, stipsi, riduzione dell’appetito
Sistema nervosoCefalea, capogiro, insonnia, sonnolenza, tremore, nervosismo
Cardiovascolare — è il tratto distintivoAumento della pressione arteriosa (dose-dipendente), palpitazioni, tachicardia
SessualeCalo della libido, eiaculazione ritardata, anorgasmia, disfunzione erettile
AltroIperidrosi (marcata, spesso sottovalutata); iponatriemia e SIADH; viraggio ipomaniacale nei predisposti
Alla sospensioneSindrome da interruzione, frequente e severa (vedi sopra)
Tossicità in sovradosaggio

Va detto, perché incide sulla scelta del farmaco nel paziente a rischio suicidario: la venlafaxina è, fra gli antidepressivi di seconda generazione, più tossica in overdose degli SSRI — con rischio di convulsioni e cardiotossicità. Resta molto più sicura dei triciclici, ma non è al livello di un SSRI. In un paziente ad alto rischio, questa differenza va messa sul piatto.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia, farmacocinetica e avvertenze sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di una specialità di venlafaxina a rilascio prolungato depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Le formulazioni a rilascio immediato hanno una posologia e una cinetica diverse. I dati chimici sono calcolati dalla struttura molecolare. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.