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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Dosulepina

In un paziente depresso — cioè a rischio suicidario per definizione della sua malattia — il margine fra dose efficace e dose letale conta quanto l’efficacia. Forse di più.

Denominazione comuneDosulepina (dotiepina)
Formula brutaC19H21NS
Peso molecolare295,44 g/mol
Codice ATCN06AA16

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della dosulepina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La dosulepina — nota anche come dotiepina — è l’analogo tioetere dell’amitriptilina. Guardate l’anello centrale: dove l’amitriptilina ha due atomi di carbonio, qui c’è uno zolfo. Tutto il resto — la catena propilica, l’ammina terziaria dimetilata, i due anelli benzenici — è identico.

Un atomo di zolfo al posto di un carbonio. È l’ennesima variazione sul tema imipraminico degli anni Sessanta, quando la farmacologia procedeva per sostituzioni sistematiche su uno scheletro che funzionava.

2Storia

La dosulepina arriva sul mercato negli anni Sessanta e conosce, soprattutto nel Regno Unito, una diffusione enorme: per decenni è stato l’antidepressivo triciclico più prescritto in Gran Bretagna.

Il farmaco che il NICE ha chiesto di non prescrivere più

Poi sono arrivati i dati sul sovradosaggio. La dosulepina si è rivelata sproporzionatamente letale in overdose — più tossica, a parità di dose, degli altri triciclici, per una combinazione particolarmente sfavorevole di cardiotossicità e potenziale convulsivante. Il NICE è arrivato a raccomandare esplicitamente che non venga iniziata in nuovi pazienti, e il MHRA britannico ha emesso avvisi ripetuti. In un paziente depresso — cioè in un paziente a rischio suicidario per definizione della sua malattia — il margine fra dose terapeutica e dose letale conta quanto l’efficacia. Forse di più.

In Italia rimane in commercio come Protiaden, con un RCP che porta i segni della sua epoca: aggiornato nel 2017, molto sintetico, e contenente affermazioni comparative — sull’efficacia superiore all’amitriptilina — che oggi nessun dossier registrativo potrebbe sostenere in quella forma.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazione registrata (RCP § 4.1)

«PROTIADEN trova impiego nel trattamento degli stati depressivi e della componente ansiosa spesso associata alla patologia depressiva.»

4Nomi commerciali

In Italia: Protiaden®, compresse rivestite da 75 mg.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2.
SituazioneDose
Intervallo posologico75-150 mg al giorno
Depressione lieve-moderata75 mg alla sera, in dose singola
Depressione moderata-grave150 mg/die, in dosi refratte o in unica somministrazione serale; nei primi giorni è preferibile frazionare
AnzianiPosologia da stabilire attentamente, valutando una riduzione delle dosi indicate
Età pediatricaControindicata
SospensioneNon sospendere bruscamente

Il RCP motiva la preferenza per l’unica somministrazione serale con un ragionamento clinico che vale la pena riportare: garantisce comunque la copertura sulle 24 ore, facilita il sonno del paziente depresso e minimizza il fastidio della secchezza delle fauci — perché lo si dorme sopra.

Prima di un intervento chirurgico

Il RCP prescrive di interrompere la somministrazione almeno 3-5 giorni prima di un intervento chirurgico. È un’indicazione che sfugge spesso, e che riguarda l’interazione con gli anestetici e il rischio di aritmie in sala operatoria.

6Farmacocinetica

Tabella 2 — Parametri farmacocinetici (RCP § 5.2).
ParametroValore
Assorbimento oraleAbbastanza rapido
Picco ematico (Tmax)2-4 ore
Emivitacirca 22 ore
EliminazionePrevalentemente urinaria

L’emivita di 22 ore giustifica la monosomministrazione. Va aggiunto — il RCP italiano non lo dice, ma la letteratura sì — che la dosulepina è demetilata a nordosulepina, metabolita attivo con emivita più lunga: l’accumulo allo steady state è più marcato di quanto le 22 ore suggeriscano.

Controindicazioni (RCP § 4.3)
  • Ipersensibilità al principio attivo; segnalati casi di allergenicità crociata con farmaci a struttura chimica analoga.
  • Glaucoma.
  • Ipertrofia prostatica.
  • Miastenia grave.
  • Età pediatrica.
  • Periodo di recupero post-infartuale.
  • Epatopatie gravi.

IMAO — l’incompatibilità assoluta. Il RCP è brutale nella formulazione, e ha ragione di esserlo: per evitare «manifestazioni anche gravi, fino alle convulsioni, al coma ed all’exitus», la dosulepina non deve essere somministrata in associazione a inibitori delle monoaminossidasi, né prima che siano trascorse almeno due settimane dall’interruzione di un trattamento con IMAO. È la sindrome serotoninergica nella sua forma più letale.

7Farmacodinamica

Categoria: antidepressivi, inibitori non selettivi della monoamino-ricaptazione. ATC N06AA16.

Il RCP descrive un meccanismo triplo: inibizione della ricaptazione di noradrenalina e di serotonina (5-idrossitriptamina) a livello centrale — non periferico — e inibizione dell’uptake neuronale della dopamina.

A questo si aggiunge, secondo il RCP, un significativo effetto antiansia, che spiega l’indicazione sulla componente ansiosa della depressione. Sul piano recettoriale è il consueto corredo del triciclico terziario: antagonismo muscarinico, H₁ (da cui la sedazione) e α₁ (da cui l’ipotensione ortostatica).

Una nota sul confronto con l’amitriptilina

Il RCP afferma che la dosulepina «svolge un’azione pari a quella dell’imipramina e superiore a quella dell’amitriptilina». È una frase che vale la pena leggere per quello che è: un residuo di un’epoca registrativa diversa. Claim comparativi di questo tipo, oggi, richiederebbero studi head-to-head di superiorità con endpoint prespecificati. Le meta-analisi moderne non collocano la dosulepina sopra gli altri triciclici per efficacia — e la collocano sotto, decisamente, per sicurezza in sovradosaggio. Leggete il RCP; ma leggetelo sapendo quando è stato scritto.

8Effetti collaterali

Tabella 3 — Effetti indesiderati (RCP § 4.8).
AmbitoManifestazioni
Anticolinergici (i più comuni)Secchezza delle fauci, disturbi dell’adattamento visivo, midriasi, stipsi
CardiovascolariTachicardia, palpitazioni, ipotensione ortostatica
SNCAstenia, sonnolenza, cefalea, ronzii
A dosi elevateTremori lievi o gravi e persistenti, atassia, incoordinazione motoria, parestesie, neuropatie periferiche
AllergiciEruzioni cutanee, fotosensibilizzazione, edema del volto o della lingua
Endocrini (eccezionali)Ginecomastia nell’uomo, galattorrea nella donna
PsichiatriciViraggio verso l’eccitamento in soggetti paranoidi o subdeliranti — specie se anziani — con stati confusionali, allucinazioni, ansia, insonnia
La tossicità in sovradosaggio — il punto che decide la prescrizione

Nessun elenco di effetti indesiderati cattura il vero problema della dosulepina, perché il vero problema non è un effetto collaterale: è il margine terapeutico in sovradosaggio. Fra i triciclici, la dosulepina è quello con il rapporto più sfavorevole fra dose efficace e dose letale, per una combinazione di aritmogenicità e abbassamento della soglia convulsiva. È la ragione per cui, nel Regno Unito, se ne è raccomandata la dismissione. Se dovete prescrivere un triciclico, la domanda da porsi non è soltanto «funziona?» — è anche «quante confezioni ha in casa questo paziente, e cosa succede se le prende tutte?».

Nota metodologica. Indicazione, posologia, controindicazioni, farmacocinetica, farmacodinamica ed effetti indesiderati sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Protiaden® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA (documento reso disponibile il 09/09/2017). Le considerazioni su tossicità in sovradosaggio e raccomandazioni regolatorie britanniche derivano dalla letteratura e dalle comunicazioni di NICE e MHRA. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.