Vai al contenuto

Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Amisulpride

Se sbagliate regime, il farmaco non fa quello che volete. E in un caso può fare l’opposto.

Denominazione comuneAmisulpride
Formula brutaC17H27N3O4S
Peso molecolare369,48 g/mol
Codice ATCN05AL05

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura dell’amisulpride. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

L’amisulpride è una benzamide sostituita: un anello benzenico che porta un’ammide, un metossile, un’ammina e un gruppo etilsulfonilico, collegato a una pirrolidina N-etilata.

La famiglia è quella della sulpiride e della metoclopramide. Non c’è alcuna parentela con i triciclici né con gli arilpiperazinici: le benzamidi sono una linea evolutiva a sé — e producono un profilo farmacologico che è, letteralmente, il più selettivo di tutta la classe.

2Storia

Sviluppata dalla francese Synthélabo, in commercio dagli anni Novanta. L’amisulpride è un caso curioso: nelle grandi meta-analisi comparative — CATIE, e soprattutto il lavoro di Leucht su Lancet — risulta costantemente fra i più efficaci antipsicotici, subito dietro la clozapina. Eppure è poco usata fuori dall’Europa continentale, e negli Stati Uniti non è mai stata approvata.

Il farmaco che fa due cose diverse a due dosi diverse

L’amisulpride ha una particolarità che nessun altro antipsicotico condivide in modo così netto: a dosi basse e a dosi alte è, di fatto, un farmaco diverso. E il RCP italiano lo riflette nella posologia, con due regimi separati che differiscono di un ordine di grandezza. Capire perché è capire l’intera molecola — e vale la pena farlo, perché è uno dei ragionamenti farmacologici più eleganti della psichiatria.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazione registrata (RCP § 4.1)

Trattamento della schizofrenia.

Formalmente una sola indicazione — ma il paragrafo posologico ne distingue due situazioni cliniche nettamente diverse: gli episodi psicotici acuti e gli episodi negativi predominanti.

4Nomi commerciali

In Italia: Solian® e generici (es. Amisulpride EG®), compresse da 50, 100, 200, 400 mg e soluzione orale.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia (RCP § 4.2). I due regimi.
Situazione clinicaDose
Episodi psicotici acuti
(sintomi positivi)
400-800 mg/die. Massimo: 1200 mg/die (dosi superiori non sono state valutate). Si può iniziare con qualche giorno di IM fino a 400 mg/die
Episodi negativi predominanti50-300 mg/die. La dose ottimale è intorno ai 100 mg/die
Regola di somministrazioneFino a 400 mg/die: dose singola. Sopra i 400 mg: due somministrazioni
Fino ai 18 anniNon deve essere usata (efficacia e sicurezza non stabilite)
Otto volte la differenza — e non è un errore di stampa

100 mg per i sintomi negativi. 800 mg per quelli positivi. Se sbagliate regime, il farmaco non fa quello che volete che faccia — e in un caso può fare l’opposto. Prescrivere 800 mg a un paziente cronico apatico e ritirato significa peggiorarne l’apatia; prescrivere 100 mg a un paziente in fase psicotica acuta significa non trattarlo. È il motivo per cui la sezione 7 di questa scheda va letta prima di prescrivere.

6Farmacocinetica e controindicazioni

La cosa più importante: l’amisulpride è escreta immodificata dal rene — il metabolismo epatico è trascurabile. Conseguenze: nessuna interazione farmacocinetica rilevante (niente CYP, niente lotterie genetiche), ma totale dipendenza dalla funzione renale. Nell’insufficienza renale la dose va ridotta; nell’anziano, la creatinina va guardata.

Controindicazioni (RCP) — un elenco insolito, da leggere per intero
  • Ipersensibilità all’amisulpride o agli eccipienti.
  • Feocromocitoma noto o sospetto — sono stati segnalati casi di ipertensione grave con antidopaminergici, incluse alcune benzamidi.
  • Bambini al di sotto dei 15 anni.
  • Allattamento.
  • Tumori prolattino-dipendenti noti o sospetti (prolattinoma ipofisario, cancro della mammella).
  • Associazione con: agenti dopaminergici non-antiparkinsoniani (cabergolina, quinagolide); citalopram, escitalopram; domperidone; idrossizina; piperachina.

Fermatevi sull’ultima riga. Citalopram ed escitalopram sono controindicati — non sconsigliati. È una delle associazioni più naturali che un psichiatra possa pensare (un antipsicotico + un SSRI), ed è vietata. La ragione è il QT: l’amisulpride lo prolunga in modo dose-dipendente, e citalopram/escitalopram fanno lo stesso. Sommandoli, si arriva alla torsione di punta. È un errore prescrittivo facilissimo da commettere, e potenzialmente letale.

7Farmacodinamica — il cuore della molecola

ATC N05AL05. Il RCP descrive un profilo di una purezza che non ha eguali:

Il profilo recettoriale, testuale dal RCP

«Affinità selettiva e predominante sui recettori dopaminergici D₂ e D₃ del sistema limbico.»

E poi: «L’amisulpride non ha affinità per i recettori serotoninergici o per altri neurorecettori di tipo istaminico, colinergico e adrenergico.»

Nessun 5-HT₂A. Nessun H₁. Nessun muscarinico. Nessun α₁. Solo dopamina. È l’antipsicotico più selettivo esistente — l’esatto opposto della clozapina, che lega tutto.

E ora il meccanismo bifasico — perché 100 mg e 800 mg fanno cose diverse

Il RCP lo spiega, e il ragionamento è questo:

Ad alti dosaggi, l’amisulpride «blocca di preferenza i neuroni dopaminergici presenti nel sistema mesolimbico rispetto a quelli dello striato». È il blocco postsinaptico D₂ classico: riduce la dopamina dove è in eccesso (mesolimbico → sintomi positivi), risparmiando relativamente lo striato — da cui, dice il RCP, i «minori effetti extrapiramidali».

A bassi dosaggi, invece, l’amisulpride blocca preferenzialmente gli autorecettori presinaptici D₂/D₃. Gli autorecettori sono il freno che il neurone usa per regolare il proprio rilascio di dopamina. Bloccarli significa togliere il freno — e quindi aumentare la dopamina rilasciata, soprattutto nella corteccia frontale. Ed è precisamente questo che serve nei sintomi negativi, che la ricerca associa a un difetto di dopamina frontale.

Riassumendo: a 100 mg l’amisulpride aumenta la dopamina; a 800 mg la blocca. Lo stesso farmaco, sullo stesso recettore, con effetti opposti — perché a dosi basse satura prima i recettori presinaptici, che hanno affinità maggiore. È farmacologia elegante, ed è una delle poche volte in cui un meccanismo molecolare traduce direttamente in una decisione posologica quotidiana.

8Effetti collaterali

Iperprolattinemia — la più marcata di tutta la classe

È il prezzo diretto della selettività D₂ e dell’assenza di qualsiasi compensazione serotoninergica. L’amisulpride alza la prolattina più di qualunque altro antipsicotico, risperidone compreso. Amenorrea, galattorrea, ginecomastia, disfunzione erettile, calo della libido, infertilità, e a lungo termine osteoporosi. Sono effetti che i pazienti — soprattutto i giovani — non riferiscono spontaneamente, e che distruggono l’aderenza in silenzio. Vanno chiesti, a ogni visita. E la prolattinemia, in chi assume amisulpride, va dosata.

Il QT

Prolungamento dose-dipendente, con rischio di torsione di punta. Da qui le controindicazioni con citalopram, escitalopram, idrossizina, domperidone. ECG al basale, attenzione all’ipokaliemia, e cautela assoluta con qualunque altro farmaco che allunghi il QT.

Altri effetti: sintomi extrapiramidali (dose-dipendenti, marcati sopra gli 800 mg), acatisia, sedazione modesta, aumento di peso intermedio, insonnia, ansia. Sindrome neurolettica maligna e discinesia tardiva sono possibili, come per tutta la classe.

Quando ha senso sceglierla

L’amisulpride è, per efficacia, in prima fila. È metabolicamente più benigna di olanzapina e clozapina, non ha interazioni farmacocinetiche, e ha una nicchia che quasi nessun altro copre: il paziente cronico con sintomi negativi predominanti, a 100 mg. Il suo tallone d’Achille è la prolattina — che la rende una scelta difficile in una giovane donna, e una scelta da monitorare in chiunque.

Nota metodologica. Indicazione, i due regimi posologici, controindicazioni (inclusa quella con citalopram/escitalopram), profilo recettoriale e meccanismo bifasico dose-dipendente sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Amisulpride EG® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. I confronti di efficacia fra antipsicotici derivano dalla letteratura meta-analitica (Leucht et al.). In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


← Torna all'indice dei psicofarmaci

Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.