Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici
Trifluoperazina
Fenotiazina piperazinica ad alta potenza, circa venti volte più potente della clorpromazina. Il suo profilo illustra il compromesso fondamentale della classe: più potenza D2 significa meno sedazione e più extrapiramidali.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Trifluoperazina |
|---|---|
| Nome chimico (IUPAC) | 10-[3-(4-metilpiperazin-1-il)propil]-2-(trifluorometil)-10H-fenotiazina |
| Formula bruta | C21H24F3N3S |
| Peso molecolare | 407,50 g/mol (base libera) |
| Classe chimica | Fenotiazina piperazinica |
| Codice ATC | N05AB06 |
| Sale | In Italia: trifluoperazina dicloridrato |
2Storia
La trifluoperazina è introdotta nel 1958 da Smith, Kline & French — la stessa azienda della clorpromazina. Il razionale era diretto: aggiungere un gruppo trifluorometilico e una catena piperazinica per aumentare la potenza sul recettore dopaminergico e ridurre il carico sedativo. Funzionò: la trifluoperazina si rivelò circa venti volte più potente della clorpromazina a parità di effetto antipsicotico.
Il prezzo, però, si vide subito. Meno sedazione significa anche meno “copertura” degli effetti extrapiramidali: distonie acute, acatisia e parkinsonismo iatrogeno diventarono con la trifluoperazina la norma piuttosto che l’eccezione. È in gran parte su molecole come questa che si è formata, negli anni Sessanta e Settanta, l’immagine pubblica del “neurolettico” — quella del paziente rigido, rallentato, con lo sguardo fisso. Un’immagine che ha pesato, e pesa ancora, sulla reputazione dell’intera psichiatria.
3Indicazioni autorizzate in Italia
Dal RCP di Modalina® (§4.1):
- Trattamento delle manifestazioni di disordini psicotici
- Controllo degli stati di ansia, tensione ed agitazione che si osservano nelle nevrosi o associati a somatizzazioni
4Nomi commerciali in Italia
| Modalina® | Compresse rivestite da 1 mg e 2 mg di trifluoperazina dicloridrato. |
|---|
In Italia la trifluoperazina è disponibile solo per via orale a basso dosaggio. Le formulazioni ad alto dosaggio e parenterali, diffuse in altri paesi, non sono in commercio.
5Posologia
| Situazione | Dose | Note |
|---|---|---|
| Ansia e agitazione lieve/media | 1–4 mg/die | Opportunamente divisi nella giornata secondo il parere medico. |
| Quadri psichiatrici conclamati | Inizio: 5–10 mg/die | Aumentando di 5 mg ogni 2–3 giorni. Il dosaggio finale va accuratamente individualizzato per ottenere il massimo effetto col minimo di disturbi collaterali. |
| Mantenimento (ospedalizzati) | 20–25 mg/die | Dosaggio abituale nei pazienti ricoverati. |
| Dose massima | 45 mg/die | |
| Bambini non ospedalizzati (disturbi lievi del comportamento) | 1 mg/die | Dal RCP. |
| Bambini ospedalizzati (disturbi mentali più complessi) | 3–6 mg/die | Dal RCP. |
6Farmacocinetica
Il RCP italiano è, su questo punto, laconico:
| Assorbimento | «Come tutte le fenotiazine, la trifluoperazina è prontamente assorbita dal tratto gastro-enterico». |
|---|---|
| Metabolismo | Nella parete intestinale e nel fegato. |
| Eliminazione | Nell’urina e nelle feci, sotto forma di metaboliti attivi e inattivi. |
7Farmacodinamica
La trifluoperazina è un antagonista D2 ad alta potenza, prototipo della fenotiazina piperazinica:
- D2 — antagonismo potente e relativamente selettivo: effetto antipsicotico marcato, ma anche elevata incidenza di sintomi extrapiramidali;
- D1 — antagonismo, contributo minore;
- 5-HT2A — antagonismo moderato;
- H1, M1, α1 — affinità relativamente bassa rispetto alle fenotiazine alifatiche: da qui la minore sedazione, la minore ipotensione e i minori effetti anticolinergici;
- Calmodulina — la trifluoperazina è, curiosamente, un classico inibitore della calmodulina in biochimica sperimentale: è uno degli strumenti farmacologici standard nei laboratori. Un ricordo di quanto queste molecole siano, dal punto di vista molecolare, tutt’altro che selettive.
8Effetti collaterali e controindicazioni
Controindicazioni (§4.3)
- Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
- Pazienti in coma o con grave depressione del SNC da farmaci antidepressivi
- Discrasie ematiche
- Depressioni midollari
- Epatopatie
Il RCP aggiunge che in caso di pregressa ipersensibilità a fenotiazine (es. discrasie ematiche, ittero) non vanno più somministrati farmaci di questa classe, salvo giudizio favorevole del medico sul rapporto rischio/beneficio.
Effetti indesiderati (§4.8)
| Ambito | Manifestazioni |
|---|---|
| Neurologici | Reazioni neuromuscolari extrapiramidali — riferite «con frequenza significativa negli psicopazienti ospedalizzati»: rigidità motoria, quadri distonici, quadri parkinsoniani. Sonnolenza, vertigini. |
| Endocrini | Amenorrea, galattorrea (iperprolattinemia). |
| Anticolinergici | Secchezza delle fauci, alterazioni della vista. |
| Generali | Affaticabilità, debolezza muscolare, anoressia, insonnia. |
| Cutanei | Reazioni ed eruzioni cutanee. |
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.