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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Droperidolo

Formalmente un antipsicotico (ATC N05AD08), in Italia è autorizzato solo per nausea e vomito post-operatori. La storia del suo declino — la black box del 2001 sul QT — è uno dei casi più istruttivi di regolazione del rischio farmacologico.

Denominazione comuneDroperidolo
Formula brutaC22H22FN3O2
Peso molecolare379,43 g/mol
Codice ATCN05AD08
Attenzione — in Italia il droperidolo NON è un antipsicotico registrato. Compare in questo repertorio perché è un butirrofenone (ATC N05AD08, cioè formalmente un antipsicotico), ma il RCP italiano vigente lo autorizza esclusivamente come antiemetico per la nausea e il vomito post-operatori. Non esiste in Italia un’indicazione psichiatrica autorizzata, e le dosi in RCP sono venti-cento volte inferiori a quelle storicamente usate in psichiatria. Questa scheda riporta il RCP vigente — non l’uso storico.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Struttura del droperidolo: butirrofenone, con la catena 4-fluorobutirrofenonica e il benzimidazolinone legato a una tetraidropiridina (il doppio legame è ciò che lo distingue dall’aloperidolo). Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.
Denominazione comune (INN)Droperidolo
Nome chimico (IUPAC)1-{1-[4-(4-fluorofenil)-4-ossobutil]-1,2,3,6-tetraidropiridin-4-il}-1,3-diidro-2H-benzimidazol-2-one
Formula brutaC22H22FN3O2
Peso molecolare379,43 g/mol
Classe chimicaButirrofenone
Codice ATCN05AD08
Un cugino stretto dell’aloperidolo. Confrontate le due strutture: sono quasi identiche. La differenza è che nel droperidolo l’anello piperidinico è insaturo (tetraidropiridina) e porta un benzimidazolinone al posto del clorofenolo. Piccole differenze, effetti clinici molto diversi: il droperidolo è più potente sull’area postrema, ha esordio quasi immediato per via endovenosa — e blocca il canale hERG in modo molto più marcato.

2Storia — ascesa, caduta, e un ritorno con la museruola

Il droperidolo nasce nei laboratori Janssen nel 1961, poco dopo l’aloperidolo. Diventa famoso per la neuroleptoanalgesia: la combinazione droperidolo + fentanil (il celebre Thalamonal) che negli anni Sessanta e Settanta è lo standard dell’anestesia. In psichiatria e in pronto soccorso, per decenni, è il farmaco della sedazione rapida del paziente agitato: agisce in pochi minuti, è potente, funziona.

Nel 2001 la FDA impone una black box warning per prolungamento del QT e torsione di punta, con richiesta di ECG a 12 derivazioni prima della somministrazione. È un colpo mortale: la molecola scompare dall’uso, e in molti paesi dal mercato. Per un decennio il droperidolo è considerato un farmaco pericoloso e superato.

La controversia — che vale la pena raccontare per intero. Molti clinici e ricercatori hanno contestato la black box del 2001, sostenendo che i casi di torsione riportati alla FDA riguardavano quasi tutti dosi altissime (25–50 mg e oltre, usate in psichiatria), mentre alle dosi antiemetiche (0,625–1,25 mg) il rischio era trascurabile. Studi successivi in pronto soccorso — soprattutto australiani — hanno effettivamente mostrato profili di sicurezza rassicuranti a dosi moderate. La molecola è così tornata in commercio, ma registrata solo per l’antiemesi, in dosi minuscole, e con un elenco di controindicazioni cardiologiche lunghissimo.

La lezione è ambivalente e istruttiva: la black box ha probabilmente tolto ai clinici uno strumento utile sulla base di dati di sorveglianza imperfetti — ma il rischio cardiaco alle dosi psichiatriche era, ed è, reale. La regolazione del rischio non è una scienza esatta, e i suoi errori — in eccesso e in difetto — hanno entrambi un costo.

3Indicazioni autorizzate in Italia

Dal RCP (§4.1) — e sono le uniche:

  • Prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori (PONV) negli adulti e, secondariamente, nei bambini (2–11 anni) e negli adolescenti (12–18 anni)
  • Prevenzione di nausea e vomito provocati da morfina e derivati durante l’analgesia post-operatoria controllata dal paziente (PCA) negli adulti

Il RCP aggiunge, in modo insolitamente esplicito: «La somministrazione del droperidolo richiede alcune precauzioni: vedere paragrafi 4.2, 4.3 e 4.4.»

4Nomi commerciali in Italia

Droperidolo Hikma®Soluzione iniettabile 2,5 mg/ml
Droperidolo Kalceks®Soluzione iniettabile 2,5 mg/ml

Solo formulazioni iniettabili, uso ospedaliero. Nessuna formulazione orale.

5Elenco completo dei marchi

Non più in commercio in ItaliaSintodian
All’esteroInapsine · Droleptan · Xomolix

Nessuna specialità risulta in commercio in Italia nelle liste AIFA di classe A e H aggiornate al 31 marzo 2026. La fonte che prevale è sempre la Banca Dati Farmaci di AIFA.

6Posologia

Dal RCP (§4.2). Uso endovenoso; iniettare lentamente (soluzione ipotonica).

Prevenzione e trattamento del PONV

PopolazioneDose
Adulti0,625–1,25 mg (0,25–0,5 ml)
Anziani (> 65 anni)0,625 mg (0,25 ml)
Compromissione renale/epatica0,625 mg (0,25 ml)
Bambini (2–11 a.) e adolescenti (12–18 a.)10–50 µg/kg, fino a un massimo di 1,25 mg
Bambini < 2 anniNon raccomandato

Somministrare 30 minuti prima del termine previsto dell’intervento. Dosi ripetibili ogni 6 ore secondo necessità.

Prevenzione del vomito da oppioidi in PCA

PopolazioneDose
Adulti15–50 µg di droperidolo per mg di morfina, fino a un massimo di 5 mg/die
Anziani, danno renale/epaticoNessun dato disponibile in PCA
Bambini e adolescentiNon indicati in PCA
L’ordine di grandezza è il punto. Si parla di frazioni di milligrammo. Nei pazienti a rischio noto o sospetto di aritmia ventricolare il RCP prescrive l’esecuzione dell’ECG. Chi ha in mente il droperidolo “da 10 mg i.m.” dell’aneddotica di pronto soccorso deve ricalibrare completamente: quel farmaco, a quelle dosi, in Italia non esiste più.

7Farmacocinetica

Esordio2–3 minuti dopo la singola dose endovenosa.
DurataEffetti tranquillizzanti e sedativi per 2–4 ore; lo stato di vigilanza può essere influenzato fino a 12 ore.
DistribuzioneConcentrazioni plasmatiche in rapida caduta nei primi 15 minuti. Legame proteico 85–90%. Vd1,5 l/kg.
MetabolismoEpatico esteso (ossidazione, dealchilazione, demetilazione, idrossilazione) via CYP1A2 e CYP3A4, in misura minore CYP2C19. I metaboliti sono privi di attività neurolettica.
EliminazionePrincipalmente per metabolismo; 75% per via renale. Solo 1% immodificato nelle urine, 11% nelle feci.

8Farmacodinamica

Il RCP è molto chiaro. Il droperidolo è un neurolettico butirrofenone il cui profilo è caratterizzato «principalmente da un effetto bloccante della dopamina e deboli effetti adrenolitici». È privo di attività anticolinergica e antistaminica.

Il meccanismo antiemetico è specifico e ben localizzato: l’azione inibitoria sui recettori dopaminergici della zona chemorecettrice di innesco (CTZ) nell’area postrema. È lì — in una regione del bulbo al di fuori della barriera ematoencefalica, deliberatamente esposta al sangue perché è il sensore chimico dell’organismo — che il farmaco lavora.

A dosi di 0,15 mg/kg il droperidolo provoca una caduta della pressione arteriosa media, inizialmente da riduzione della resistenza vascolare (effetto α-adrenolitico).

Perché un antipsicotico è un ottimo antiemetico. La CTZ è ricca di recettori D2. Ogni antagonista D2 che raggiunga l’area postrema è, per costruzione, un antiemetico — ed è per questo che metoclopramide, domperidone, proclorperazina e droperidolo funzionano tutti allo stesso modo. È anche la ragione per cui questi “innocui farmaci per lo stomaco” possono dare distonie acute e parkinsonismo iatrogeno: il D2 non sta solo nell’area postrema, sta anche nello striato. Non esistono farmaci che agiscono solo dove vorremmo.

9Effetti collaterali e controindicazioni

L’elenco delle controindicazioni è, di fatto, un protocollo cardiologico. Vale la pena leggerlo tutto: è il monumento regolatorio alla vicenda del QT.

Controindicazioni (§4.3)

  • Ipersensibilità al principio attivo, agli eccipienti, o ai butirrofenoni
  • QT prolungato noto o sospettoQTc > 450 ms nelle donne, > 440 ms negli uomini. Include QT lungo congenito, storia familiare di QT lungo congenito, e pazienti trattati con farmaci che prolungano il QT
  • Ipopotassiemia o ipomagnesiemia
  • Bradicardia (< 55 bpm)
  • Trattamento concomitante noto che provoca bradicardia
  • Feocromocitoma
  • Stati comatosi
  • Malattia di Parkinson
  • Grave depressione

Effetti indesiderati (§4.8)

Gli eventi riportati più frequentemente sono sonnolenza e sedazione. Meno frequenti: ipotensione, aritmie cardiache, sindrome neurolettica maligna e sintomi associati, disordini motori (discinesia), ansia o agitazione.

SistemaReazioni
EmolinfopoieticoDiscrasia ematica
ImmunitarioReazione anafilattica, edema angioneurotico, ipersensibilità
MetabolismoInappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH)
PsichiatriciAnsia · Agitazione/acatisia · Stati confusionali · Disforia · Allucinazioni
Sistema nervosoSonnolenza · Discinesia · Sintomi extrapiramidali · Sindrome neurolettica maligna
CardiaciProlungamento del QT · Torsione di punta · Aritmie ventricolari · Arresto cardiaco
VascolariIpotensione
Ironia farmacologica. Il droperidolo, farmaco contro il vomito, ha fra i suoi effetti indesiderati l’acatisia — una irrequietezza motoria interna che i pazienti descrivono come insopportabile, e che nel post-operatorio viene regolarmente scambiata per «ansia» o «dolore» e trattata con ulteriori sedativi. Se un paziente che ha ricevuto droperidolo non riesce a stare fermo, prima di aumentare la sedazione, pensate all’acatisia.
Nota metodologica. Indicazioni, posologia, farmacocinetica, farmacodinamica, controindicazioni ed effetti indesiderati sono estratti dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Droperidolo Hikma® depositato presso AIFA e consultabile al link in testa alla pagina. La scheda riporta il RCP italiano vigente, che non contiene indicazioni psichiatriche: la discussione storica dell’uso in psichiatria (sezione 2) è ricostruzione documentale e non costituisce raccomandazione prescrittiva. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico né il foglio illustrativo. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.

10Domande frequenti

Perché in Italia il droperidolo si usa solo contro il vomito?

Perché sono le uniche indicazioni registrate: prevenzione e trattamento di nausea e vomito post-operatori negli adulti e, secondariamente, in bambini e adolescenti, e prevenzione del vomito da morfina e derivati nell'analgesia controllata dal paziente. La sedazione rapida del paziente agitato — l'uso storico in pronto soccorso — non è più in scheda tecnica. Dopo la black box warning della FDA del 2001 per prolungamento del QT e torsione di punta, la molecola è tornata in commercio solo per l'antiemesi, a dosi minuscole.

Perché un antipsicotico funziona così bene contro il vomito?

Perché la zona chemorecettrice di innesco (CTZ) nell'area postrema è ricca di recettori D₂ ed è deliberatamente esposta al sangue, fuori dalla barriera ematoencefalica. Ogni antagonista D₂ che la raggiunga è, per costruzione, un antiemetico: è così che funzionano metoclopramide, domperidone, proclorperazina e droperidolo. Lo stesso meccanismo spiega però il rovescio: il D₂ non sta solo nell'area postrema, sta anche nello striato, ed è per questo che questi «innocui farmaci per lo stomaco» possono dare distonie acute e parkinsonismo iatrogeno.

Serve un ECG prima di riceverlo?

Nei pazienti a rischio noto o sospetto di aritmia ventricolare il RCP prescrive l'esecuzione dell'ECG, e l'elenco delle controindicazioni è di fatto un protocollo cardiologico: QT prolungato noto o sospetto — QTc superiore a 450 ms nelle donne e a 440 ms negli uomini — QT lungo congenito o familiarità per esso, terapia con altri farmaci che allungano il QT, ipopotassiemia o ipomagnesiemia, bradicardia sotto 55 battiti al minuto. Elettroliti e frequenza cardiaca fanno parte della valutazione, non sono un contorno.

Che dosi si usano oggi?

Frazioni di milligrammo. Nell'adulto 0,625-1,25 mg per via endovenosa lenta; 0,625 mg sopra i 65 anni e in caso di compromissione renale o epatica; nei bambini dai 2 anni e negli adolescenti 10-50 µg/kg fino a un massimo di 1,25 mg. Si somministra 30 minuti prima del termine previsto dell'intervento, ripetibile ogni 6 ore secondo necessità. Nell'analgesia controllata dal paziente: 15-50 µg per mg di morfina, massimo 5 mg al giorno. Il «droperidolo da 10 mg» dell'aneddotica di pronto soccorso, in Italia, non esiste più.

Dopo l'intervento non riesco a stare fermo: è ansia?

Può essere acatisia, cioè un'irrequietezza motoria interna che i pazienti descrivono come insopportabile, ed è fra gli effetti indesiderati del droperidolo. Nel post-operatorio viene regolarmente scambiata per ansia o per dolore e trattata con altri sedativi, che non la risolvono. Il RCP la elenca insieme ad ansia, agitazione, stati confusionali, discinesia e sintomi extrapiramidali. Se dopo droperidolo un paziente non riesce a stare fermo, prima di aumentare la sedazione va considerata questa possibilità.

Quanto dura l'effetto di una singola dose?

L'esordio dopo la singola dose endovenosa è di 2-3 minuti: è uno dei farmaci più rapidi che esistano per questa via. Gli effetti tranquillizzanti e sedativi durano 2-4 ore, ma lo stato di vigilanza può restare influenzato fino a 12 ore — una differenza che conta nel post-operatorio, perché il paziente sembra sveglio molto prima di esserlo davvero. Il metabolismo è epatico ed esteso, via CYP1A2 e CYP3A4, e i metaboliti sono privi di attività neurolettica.

Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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