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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Stabilizzanti dell’umore

Lamotrigina

L unico stabilizzante dell umore che protegge dal polo depressivo del disturbo bipolare. Farmaco pulito — non seda, non fa ingrassare — con un unico rischio serio: la reazione cutanea grave. Che si previene, quasi sempre, titolando piano.

Denominazione comuneLamotrigina
Formula brutaC9H7Cl2N5
Peso molecolare256,09 g/mol
Codice ATCN03AX09

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Struttura della lamotrigina: anello triazinico con due gruppi amminici e un fenile diclorurato. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.
Denominazione comune (INN)Lamotrigina
Nome chimico (IUPAC)6-(2,3-diclorofenil)-1,2,4-triazina-3,5-diammina
Formula brutaC9H7Cl2N5
Peso molecolare256,09 g/mol
Classe chimicaFeniltriazina
Codice ATCN03AX09
Nata da un’ipotesi sbagliata. La lamotrigina fu sviluppata negli anni Ottanta partendo dall’idea che l’attività antiepilettica dei vecchi farmaci dipendesse dalle loro proprietà antifolato. Si cercò quindi un antifolato più potente. La lamotrigina risultò un debolissimo antifolato — e un eccellente antiepilettico. L’ipotesi di partenza era falsa; il farmaco funziona. È un promemoria che la serendipità non è l’eccezione in farmacologia: è quasi la regola.

2Storia

Approvata come antiepilettico nei primi anni Novanta, la lamotrigina entra in psichiatria alla fine del decennio con una scoperta che nessuno aveva previsto: non funziona nella mania — funziona nella depressione bipolare. È, ancora oggi, l’unico stabilizzante con questo profilo.

Questa asimmetria non è un dettaglio: è la ragione della sua esistenza clinica. La depressione bipolare è il problema irrisolto del disturbo bipolare — è la fase che occupa la maggior parte del tempo di malattia, che causa la maggior parte della disabilità e della mortalità per suicidio, e per la quale gli antidepressivi classici sono, nel migliore dei casi, inefficaci e nel peggiore pericolosi (viraggio, ciclicità rapida).

Perché la lamotrigina è preziosa — e va capita bene. Il RCP dice tre cose che vanno lette insieme:
1. È indicata per la prevenzione degli episodi depressivi nel bipolare I a prevalenza depressiva;
2. «Lamictal non è indicato per il trattamento acuto degli episodi maniacali o depressivi.» Non è un farmaco per l’episodio in corso: è un farmaco per impedire il prossimo;
3. La titolazione richiede sei settimane.

Il che significa: la lamotrigina è un investimento, non un intervento. Chi la inizia su un paziente depresso aspettandosi un miglioramento in due settimane sta usando lo strumento sbagliato — e, per giunta, sarà tentato di accelerare la titolazione. Che è esattamente ciò che può ucciderlo.

3Indicazioni autorizzate in Italia

Disturbo bipolare — adulti ≥ 18 anni

«Prevenzione degli episodi depressivi nei pazienti con disturbo bipolare di tipo I che presentano prevalentemente episodi depressivi

«Lamictal non è indicato per il trattamento acuto degli episodi maniacali o depressivi.»

Epilessia

  • Adulti e adolescenti ≥ 13 anni: trattamento aggiuntivo o in monoterapia delle crisi parziali e generalizzate, comprese le tonico-cloniche. Crisi associate alla sindrome di Lennox-Gastaut.
  • Bambini e adolescenti 2–12 anni: trattamento aggiuntivo delle crisi parziali e generalizzate e delle crisi di Lennox-Gastaut. Monoterapia delle crisi di assenza tipiche.

4Nomi commerciali in Italia

Lamictal®Compresse dispersibili/masticabili 2, 5, 25, 50, 100, 200 mg. Le compresse a basso dosaggio esistono proprio per consentire la titolazione lenta.
GenericiLamotrigina di diverse aziende.

5Posologia — disturbo bipolare

REGOLA ASSOLUTA. Dal RCP: «A causa del rischio di eruzione cutanea, non si devono superare le dosi iniziali e le dosi successive per la titolazione.» La titolazione della lamotrigina non è una raccomandazione di buona pratica: è un presidio di sicurezza. Accelerarla aumenta direttamente il rischio di sindrome di Stevens-Johnson.

Lo schema dipende interamente da cosa il paziente sta già prendendo — perché la lamotrigina è metabolizzata dalla glucuronazione, che alcuni farmaci inibiscono e altri inducono. Tre schemi diversi, non intercambiabili.

Schema A — Monoterapia, o associazione SENZA valproato e SENZA induttori

Settimane 1–2Settimane 3–4Settimana 5Dose target (sett. 6)
25 mg/die50 mg/die100 mg/die200 mg/die

Range usato negli studi clinici: 100–400 mg/die.

Schema B — In associazione CON VALPROATO (inibitore della glucuronazione)

Settimane 1–2Settimane 3–4Dose target (sett. 5+)
12,5 mg/die
(25 mg a giorni alterni)
25 mg/die100–200 mg/die

Incrementi successivi: massimo 25–50 mg ogni 1–2 settimane. Da usare in associazione a valproato indipendentemente da qualsiasi altro trattamento concomitante.

Schema C — SENZA valproato, CON induttori della glucuronazione

Induttori: fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, primidone, rifampicina, lopinavir/ritonavir.

Settimane 1–2Settimane 3–4Dose target
50 mg/die100 mg/die
(in 2 dosi)
200–400 mg/die
(in 2 dosi)
Il valproato dimezza tutto — e questa è l’interazione più pericolosa della psichiatria. Guardate le dosi iniziali: 25 mg da sola, 12,5 mg con valproato. Il valproato inibisce la glucuronazione e raddoppia l’esposizione alla lamotrigina. Iniziare la lamotrigina con lo schema standard in un paziente che è già in valproato significa somministrare una dose doppia di quella prevista — e il rischio di eruzione cutanea grave sale di conseguenza.

Prima di prescrivere lamotrigina, la domanda non è “quanto peso fa?” — è “cosa sta già prendendo?”
Se il paziente interrompe. Il RCP: quando l’intervallo dall’interruzione supera cinque emivite, la titolazione deve ricominciare da capo secondo lo schema completo. Non si riprende dalla dose che si assumeva prima. E la lamotrigina non va ripresa in chi l’aveva sospesa per un’eruzione cutanea, salvo che il beneficio superi chiaramente il rischio.

6Farmacocinetica

AssorbimentoRapido e completo, senza metabolismo di primo passaggio significativo. Picco a ~2,5 ore. Il cibo ritarda leggermente il Tmax ma non riduce la quantità assorbita.
DistribuzioneLegame proteico ~55% (basso: lo spiazzamento proteico non è un problema clinico). Vd 0,92–1,22 l/kg.
MetabolismoUDP-glucuronil transferasi (UGT)non il citocromo P450. È la chiave di tutte le sue interazioni. La lamotrigina induce debolmente il proprio metabolismo.
Emivita (soggetti sani)~33 ore (range molto ampio: 14–103 ore)
Emivita con induttori
(carbamazepina, fenitoina)
ridotta a ~14 ore
Emivita con valproatoquasi raddoppiata
Clearance~30 ml/min. Principalmente metabolica; <10% escreto immodificato nelle urine.
BambiniClearance maggiore (per kg). Emivita ~7 ore con induttori, 45–50 ore con solo valproato.
Sindrome di GilbertClearance ridotta del 32%, ma entro il range della popolazione generale.

7Farmacodinamica

Dal RCP: la lamotrigina è un bloccante frequenza- e voltaggio-dipendente dei canali del sodio voltaggio-dipendenti. Blocca le scariche ripetitive prolungate dei neuroni e inibisce il rilascio di glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio.

Sul meccanismo psichiatrico il RCP è disarmante nella sua onestà:

«Il meccanismo con il quale la lamotrigina esercita la sua azione terapeutica nel disturbo bipolare non è stato stabilito, anche se probabilmente sono importanti le interazioni con i canali del sodio voltaggio-dipendenti.»
Il farmaco antiglutammatergico che funziona sulla depressione. Ecco un’osservazione che vale la pena tenere in mente: la lamotrigina riduce il rilascio di glutammato — e funziona sulla depressione bipolare. La ketamina blocca il recettore NMDA del glutammato — e funziona sulla depressione resistente. Il riluzolo, anch’esso antiglutammatergico, ha mostrato segnali antidepressivi.

Tre molecole diversissime, un denominatore comune: il sistema glutammatergico. È uno degli indizi più consistenti che abbiamo che la depressione non sia (solo) una faccenda di monoamine, e che il vero bersaglio sia altrove. Non è una teoria dimostrata — ma è, oggi, la direzione più promettente della psicofarmacologia.

8Effetti collaterali e controindicazioni

Controindicazioni (§4.3)

  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti

Notevole: l’elenco è tutto qui. La lamotrigina è, per quasi ogni altro verso, un farmaco straordinariamente pulito — non fa ingrassare, non seda, non compromette la cognizione, non altera la funzione tiroidea o renale. Il suo intero profilo di rischio si concentra su una cosa sola.

L’ERUZIONE CUTANEA — i numeri esatti dal RCP.

Le reazioni cutanee si verificano generalmente entro le prime otto settimane di trattamento. La maggior parte sono lievi e autolimitanti. Ma:

• Negli studi clinici con gli schemi posologici attualmente raccomandati, l’incidenza di eruzione cutanea grave è di circa 1 ogni 500 pazienti con epilessia;
• Circa la metà di questi casi sono sindrome di Stevens-Johnson — cioè 1 su 1000;
• Nei pazienti con disturbo bipolare l’incidenza di eruzione cutanea grave è di circa 1 su 1000;
• Sono riportate anche necrolisi epidermica tossica (TEN) e DRESS/sindrome da ipersensibilità.

Il RCP è esplicito sul fattore di rischio principale: «Il rischio di eruzione cutanea grave è associato alla somministrazione di elevate dosi iniziali e al superamento della posologia prevista dalla titolazione raccomandata

Tradotto: la stragrande maggioranza delle Stevens-Johnson da lamotrigina è evitabile. Basta titolare piano.
Cosa dire al paziente — e dirlo davvero. Nessun paziente dovrebbe iniziare la lamotrigina senza aver ricevuto questa informazione, in modo chiaro e non spaventoso:

«Questo farmaco è molto ben tollerato, ma ha un rischio raro e serio: una reazione cutanea grave. Succede quasi sempre nei primi due mesi. Per questo saliamo di dose molto lentamente — non è prudenza eccessiva, è il modo in cui questo farmaco si usa. Se compare qualunque sfogo sulla pelle, anche piccolo, anche se sembra una banalità: sospenda e mi chiami lo stesso giorno. Non aspetti la prossima visita.»

Un paziente informato è, in questo caso, il principale presidio di sicurezza che abbiamo.

Altri effetti indesiderati

AmbitoManifestazioni
NeurologiciCefalea (comune) · Sonnolenza · Capogiri · Diplopia e atassia (soprattutto in associazione con carbamazepina) · Tremore · Insonnia
PsichiatriciIrritabilità · Agitazione
GastrointestinaliNausea · Vomito
EmatologiciRare discrasie (nell’ambito di quadri di ipersensibilità/DRESS)
Non presentiNessun aumento di peso significativo. Nessuna sedazione marcata. Nessun impatto cognitivo rilevante. È il motivo per cui, quando funziona, i pazienti la tengono.
Nota metodologica. Indicazioni, schemi di titolazione, farmacocinetica, controindicazioni e — in particolare — tutte le incidenze delle reazioni cutanee gravi sono estratte letteralmente dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Lamictal® depositato presso AIFA e consultabile al link in testa alla pagina. Gli schemi posologici delle tabelle A, B e C non sono intercambiabili: l’uso dello schema sbagliato in un paziente in valproato comporta un rischio concreto. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica. Le considerazioni sull’ipotesi glutammatergica (sezione 7) integrano il RCP con la letteratura e sono dichiarate come ipotesi non dimostrata. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico né il foglio illustrativo. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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