Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Ansiolitici
Alprazolam
La benzodiazepina più prescritta e più difficile da sospendere. Emivita di 11 ore: abbastanza breve da dare ansia da rebound fra una dose e l altra — che il paziente scambia per peggioramento, e che porta ad aumentare la dose.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Alprazolam |
|---|---|
| Nome chimico (IUPAC) | 8-cloro-1-metil-6-fenil-4H-[1,2,4]triazolo[4,3-a][1,4]benzodiazepina |
| Formula bruta | C17H13ClN4 |
| Peso molecolare | 308,76 g/mol |
| Classe chimica | Triazolo-benzodiazepina |
| Codice ATC | N05BA12 |
2Storia — e un problema italiano
Sintetizzato da Upjohn negli anni Settanta e commercializzato come Xanax® nel 1981, l’alprazolam è stato sviluppato con un obiettivo specifico: un ansiolitico che funzionasse anche sul disturbo di panico, allora appena entrato nel DSM-III. Gli studi registrativi americani lo dimostrarono, e negli Stati Uniti l’indicazione per il panico esiste tuttora.
In Italia no. Il RCP italiano vigente — quello che vincola la prescrizione — autorizza l’alprazolam esclusivamente per il «trattamento sintomatico a breve termine dell’ansia negli adulti», e «soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio».
1. Solo per l’ansia grave e disabilitante;
2. Per un massimo di 2–4 settimane, incluso lo scalaggio;
3. «Un trattamento prolungato non è raccomandato.»
Non è pedanteria regolatoria. È che l’alprazolam, oltre le 4 settimane, comincia a generare l’ansia che dovrebbe curare — ansia da rebound fra una dose e l’altra, che il paziente interpreta come “peggioramento della malattia” e che porta ad aumentare la dose. È la trappola perfetta.
3Indicazioni autorizzate in Italia
«Indicato nel trattamento sintomatico a breve termine dell’ansia negli adulti.
Indicato soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.»
4Nomi commerciali in Italia
| Xanax® | Compresse 0,25 · 0,50 · 1 mg · Gocce orali 0,75 mg/ml. Xanax RM®: capsule a rilascio prolungato 0,5 · 1 · 2 · 3 mg |
|---|---|
| Frontal®, Alprazolam generici | Compresse e gocce. |
Le gocce: 10 gocce = 0,25 mg · 20 gocce = 0,50 mg (concentrazione 0,75 mg/ml).
5Posologia
| Popolazione | Dose | Note |
|---|---|---|
| Adulti — dose iniziale | 0,25–0,50 mg × 3/die | Aumentabile secondo necessità. |
| Dose massima | 4 mg/die | In somministrazioni suddivise. Non superare. |
| Anziani · epatopatia grave · funzione renale alterata · malattie organiche debilitanti | 0,25 mg × 2–3/die | Aumentare solo se tollerato. |
| Minori (< 18 anni) | Sicurezza ed efficacia non stabilite. Uso non raccomandato. | |
Il RCP raccomanda: se serve aumentare, aumentare prima la dose serale. La dose serale va assunta subito prima di coricarsi. I pazienti mai trattati con psicofarmaci richiedono dosi minori rispetto a chi ha già assunto ansiolitici, sedativi, antidepressivi, ipnotici, o rispetto agli alcolisti cronici.
Interruzione della terapia
«Ridurre la dose giornaliera di non più di 0,5 mg ogni tre giorni. Alcuni pazienti possono richiedere una riduzione ancora più graduale.»
Traduzione clinica onesta: 0,5 mg ogni tre giorni è il limite superiore, non il piano di scalaggio. In un paziente che assume alprazolam da anni, questa velocità è quasi sempre troppo rapida. Nella pratica, in cronico, si ragiona in termini di riduzioni del 5–10% della dose ogni 2–4 settimane, con soste. E spesso conviene prima convertire a una benzodiazepina a lunga emivita (diazepam, clonazepam), perché la brevità dell’emivita dell’alprazolam rende l’astinenza a scalini più brusca.
Chi dice a un paziente in terapia da dieci anni «lo dimezzi e fra un mese lo sospenda» sta preparando una crisi d’astinenza — e il paziente ne concluderà, sbagliando, di «non poter stare senza».
6Farmacocinetica
| Assorbimento | Rapido. Picco plasmatico a 1–2 ore. |
|---|---|
| Linearità | Livelli plasmatici proporzionali alla dose: fra 0,5 e 3 mg, picchi di 8–37 ng/ml. |
| Emivita | 11,2 ore in media nell’adulto sano (intervallo 6,3–26,9 ore). |
| Legame proteico | ~80% |
| Metaboliti | α-idrossialprazolam (attività circa la metà dell’alprazolam) e un benzofenone (inattivo). Livelli plasmatici molto bassi; emivite dello stesso ordine di grandezza. |
| Metabolismo | Epatico, prevalentemente CYP3A4. |
| Eliminazione | Principalmente renale. |
Attenzione al CYP3A4: ogni inibitore potente (itraconazolo, ketoconazolo, ritonavir, claritromicina, e anche il succo di pompelmo) può far salire significativamente le concentrazioni di alprazolam.
7Farmacodinamica
Dal RCP: l’alprazolam «si lega al sito GABAergico delle benzodiazepine sinergizzando l’attività del GABA, neurotrasmettitore di tipo inibitorio, determinando così una riduzione dell’eccitazione neuronale. Questa caratteristica conferisce alla molecola proprietà ansiolitiche, ipnotiche e sedative.»
Questo spiega la loro sicurezza relativa in sovradosaggio puro (senza GABA, non fanno nulla) — e spiega perché l’associazione con alcol o oppioidi, che agiscono su sistemi convergenti, sia invece letale. Le benzodiazepine da sole uccidono raramente. In combinazione, uccidono.
8Controindicazioni ed effetti collaterali
Controindicazioni (§4.3)
- Ipersensibilità alle benzodiazepine, all’alprazolam o agli eccipienti
- Glaucoma acuto ad angolo chiuso (può essere usato nel glaucoma ad angolo aperto in terapia adeguata)
- Miastenia grave
- Insufficienza respiratoria grave
- Sindrome da apnea notturna
- Insufficienza epatica grave
Effetti indesiderati principali
| Ambito | Manifestazioni |
|---|---|
| Neurologici | Sedazione · Sonnolenza · Sedazione residua il mattino dopo · Atassia (attenzione alle cadute nell’anziano) · Vertigini · Disartria |
| Cognitivi | Amnesia anterograda — il paziente compie azioni di cui non conserva memoria. Compromissione dell’attenzione e della memoria di lavoro, spesso non percepita dal paziente ma misurabile. |
| Paradossi | Reazioni paradosse: agitazione, irritabilità, aggressività, disinibizione, ostilità. Più frequenti nell’anziano e nel bambino. Impongono la sospensione. |
| Dipendenza ⚠ | Tolleranza (l’effetto ansiolitico si attenua) · Dipendenza fisica (anche a dosi terapeutiche, anche in poche settimane) · Sindrome d’astinenza alla sospensione |
| Astinenza | Ansia di rimbalzo, insonnia, tremore, sudorazione, palpitazioni, ipersensibilità sensoriale, depersonalizzazione. Nei casi gravi: crisi convulsive, delirium. |
Detto all’inizio, questo discorso previene anni di terapia. Detto dopo due anni, suona come un’accusa.
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.