Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidemenza
Donepezil
Non rallenta la neurodegenerazione: impedisce solo che l acetilcolina rimasta venga distrutta. È abbassare il tappo dello scarico in una vasca che perde. Ma mesi di autonomia in più sono mesi di vita in più — e questo chi liquida il farmaco come inutile non l ha mai visto.
Non «trattamento della malattia di Alzheimer». Sintomatico. Il donepezil non rallenta la neurodegenerazione, non salva un solo neurone, non tocca la placca amiloide né la proteina tau. Fa una cosa sola: impedisce che l’acetilcolina che resta venga distrutta, così quella poca che c’è dura di più.
Nell’Alzheimer i neuroni colinergici del nucleo basale di Meynert muoiono, e con loro se ne va l’acetilcolina — il neurotrasmettitore dell’attenzione e della memoria di lavoro. Il donepezil blocca l’enzima che la degrada. È come abbassare il tappo dello scarico in una vasca che perde: l’acqua resta di più. Ma il buco è ancora lì.
Detto questo — e va detto — mesi di autonomia in più sono mesi di vita in più. Chi liquida questi farmaci come inutili non ha mai visto la differenza fra un paziente che riconosce ancora sua figlia e uno che non la riconosce più.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Donepezil (come cloridrato) |
|---|---|
| Formula bruta (base libera) | C24H29NO3 |
| Peso molecolare (base libera) | 379,50 g/mol |
| Classe | Inibitore dell’acetilcolinesterasi — derivato piperidinico |
| Codice ATC | N06DA02 |
Attenzione al dettaglio chimico, perché ha un risvolto clinico immediato: il donepezil è un derivato della piperidina, e il RCP controindica il farmaco anche in caso di ipersensibilità ai derivati della piperidina — non solo al donepezil in sé.
2Indicazione autorizzata
«[…] è indicato per il trattamento sintomatico della demenza di Alzheimer da lieve a moderatamente grave.»
«Sintomatico» — non modifica la malattia.
«Di Alzheimer» — solo Alzheimer. E infatti il §4.4 è esplicito: l’uso «in pazienti con grave demenza di Alzheimer, altri tipi di demenza o altri tipi di compromissione della memoria (ad es. declino cognitivo legato all’età) non è stato studiato».
«Da lieve a moderatamente grave» — c’è una finestra, e ha due bordi. Iniziare troppo tardi è dare un farmaco fuori indicazione.
Tenetevi questa frase, perché è il colpo di grazia a un’intera categoria di richieste che arrivano in ambulatorio: «dottore, mi dà qualcosa per la memoria» in una persona di 68 anni senza demenza. Il donepezil per il declino cognitivo fisiologico dell’età non è stato studiato. Non è che «non funziona»: non lo sappiamo. E non sapere non è una licenza per prescrivere.
3Posologia
| Fase | Dose |
|---|---|
| Inizio | 5 mg/die, una volta al giorno, alla sera, appena prima del riposo |
| Mantenimento a 5 mg | Almeno 1 mese — per valutare la risposta clinica precoce e raggiungere lo stato stazionario |
| Aumento | Dopo il mese di valutazione: 10 mg/die |
| Dose massima | 10 mg/die. «Dosi maggiori di 10 mg/die non sono state studiate» |
Testuale: la terapia «deve essere iniziata solo se è disponibile una persona che assista il paziente e che possa monitorare regolarmente l’assunzione del medicinale».
Fermiamoci. Un RCP — un documento regolatorio, freddo, tecnico — mette il caregiver dentro le condizioni di prescrivibilità del farmaco. Non come consiglio: come requisito.
È l’unico farmaco di tutto questo repertorio in cui la prescrizione dipende dall’esistenza di un’altra persona. E questo dice qualcosa di enorme su cos’è davvero l’Alzheimer: una malattia che non si cura da soli. Il farmaco è un pezzo. Il caregiver è l’altro. Se manca il secondo, il primo, secondo AIFA, non si dà.
Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della demenza di Alzheimer, con diagnosi secondo linee guida accettate (DSM, ICD). Il mantenimento continua finché c’è beneficio terapeutico; il beneficio va valutato regolarmente e l’interruzione va considerata quando non c’è più evidenza di effetto.
4Controindicazioni
- Ipersensibilità al donepezil cloridrato, ai derivati della piperidina o agli eccipienti
- Gravidanza
5Avvertenze — il conto da pagare al sistema colinergico
Qui c’è il punto centrale della farmacologia di questa classe: l’acetilcolina non sta solo nel cervello. Sta nel cuore, nello stomaco, nella vescica, nei bronchi. E un farmaco che le impedisce di essere degradata la aumenta ovunque, non solo dove servirebbe.
| Sistema | Avvertenza (RCP §4.4) |
|---|---|
| Cuore ⚠ | Effetti vagotonici sulla frequenza cardiaca (bradicardia). Particolarmente rilevante nella sindrome del nodo del seno e nei disturbi della conduzione sopraventricolare (blocco AV o senoatriale). Segnalati sincope e convulsioni: valutare la possibilità di blocco cardiaco o lunghe pause sinusali |
| Anestesia ⚠ | Può esagerare il rilassamento muscolare di tipo succinilcolinico durante l’anestesia. Da comunicare all’anestesista prima di ogni intervento |
| Stomaco | Monitorare i pazienti a rischio di ulcera (anamnesi positiva, FANS concomitanti) — anche se gli studi clinici non hanno mostrato aumenti rispetto al placebo |
| Vie urinarie | I colinomimetici possono causare ostruzione urinaria |
| Neurologico | Convulsioni generalizzate (ma possono essere manifestazione della malattia stessa). Possibile esacerbazione o induzione di sintomi extrapiramidali. Segnalata sindrome neurolettica maligna: alle prime manifestazioni, interrompere |
| Polmoni | Cautela in caso di asma o malattie polmonari ostruttive |
| Associazioni | Da evitare con altri inibitori dell’acetilcolinesterasi e con agonisti o antagonisti colinergici |
| Fegato | Nessun dato nella grave compromissione epatica |
La sincope, nell’anziano, viene attribuita alla malattia. E invece è, a volte, il farmaco che gli abbiamo dato noi. Un ECG prima di iniziare, e il polso a ogni controllo, non sono burocrazia difensiva: sono il minimo sindacale.
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.