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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidemenza

Donepezil

Non rallenta la neurodegenerazione: impedisce solo che l acetilcolina rimasta venga distrutta. È abbassare il tappo dello scarico in una vasca che perde. Ma mesi di autonomia in più sono mesi di vita in più — e questo chi liquida il farmaco come inutile non l ha mai visto.

Denominazione comuneDonepezil cloridrato
Formula brutaC24H29NO3
Peso molecolare379,50 g/mol
Codice ATCN06DA02
Cominciamo dalla parola che il RCP usa, e che quasi nessuno legge davvero: «trattamento SINTOMATICO».

Non «trattamento della malattia di Alzheimer». Sintomatico. Il donepezil non rallenta la neurodegenerazione, non salva un solo neurone, non tocca la placca amiloide né la proteina tau. Fa una cosa sola: impedisce che l’acetilcolina che resta venga distrutta, così quella poca che c’è dura di più.

Nell’Alzheimer i neuroni colinergici del nucleo basale di Meynert muoiono, e con loro se ne va l’acetilcolina — il neurotrasmettitore dell’attenzione e della memoria di lavoro. Il donepezil blocca l’enzima che la degrada. È come abbassare il tappo dello scarico in una vasca che perde: l’acqua resta di più. Ma il buco è ancora lì.

Detto questo — e va detto — mesi di autonomia in più sono mesi di vita in più. Chi liquida questi farmaci come inutili non ha mai visto la differenza fra un paziente che riconosce ancora sua figlia e uno che non la riconosce più.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Struttura del donepezil (base libera). Nel medicinale è presente come cloridrato. Struttura generata da SMILES canonico; formula e peso molecolare calcolati.
Denominazione comune (INN)Donepezil (come cloridrato)
Formula bruta (base libera)C24H29NO3
Peso molecolare (base libera)379,50 g/mol
ClasseInibitore dell’acetilcolinesterasiderivato piperidinico
Codice ATCN06DA02

Attenzione al dettaglio chimico, perché ha un risvolto clinico immediato: il donepezil è un derivato della piperidina, e il RCP controindica il farmaco anche in caso di ipersensibilità ai derivati della piperidina — non solo al donepezil in sé.

2Indicazione autorizzata

«[…] è indicato per il trattamento sintomatico della demenza di Alzheimer da lieve a moderatamente grave
Tre limiti in una riga sola. Leggiamoli.

«Sintomatico» — non modifica la malattia.

«Di Alzheimer»solo Alzheimer. E infatti il §4.4 è esplicito: l’uso «in pazienti con grave demenza di Alzheimer, altri tipi di demenza o altri tipi di compromissione della memoria (ad es. declino cognitivo legato all’età) non è stato studiato».

«Da lieve a moderatamente grave» — c’è una finestra, e ha due bordi. Iniziare troppo tardi è dare un farmaco fuori indicazione.

Tenetevi questa frase, perché è il colpo di grazia a un’intera categoria di richieste che arrivano in ambulatorio: «dottore, mi dà qualcosa per la memoria» in una persona di 68 anni senza demenza. Il donepezil per il declino cognitivo fisiologico dell’età non è stato studiato. Non è che «non funziona»: non lo sappiamo. E non sapere non è una licenza per prescrivere.

3Posologia

FaseDose
Inizio5 mg/die, una volta al giorno, alla sera, appena prima del riposo
Mantenimento a 5 mgAlmeno 1 mese — per valutare la risposta clinica precoce e raggiungere lo stato stazionario
AumentoDopo il mese di valutazione: 10 mg/die
Dose massima10 mg/die. «Dosi maggiori di 10 mg/die non sono state studiate»
E ora la condizione più bella — e più trascurata — di tutto il RCP.

Testuale: la terapia «deve essere iniziata solo se è disponibile una persona che assista il paziente e che possa monitorare regolarmente l’assunzione del medicinale».

Fermiamoci. Un RCP — un documento regolatorio, freddo, tecnico — mette il caregiver dentro le condizioni di prescrivibilità del farmaco. Non come consiglio: come requisito.

È l’unico farmaco di tutto questo repertorio in cui la prescrizione dipende dall’esistenza di un’altra persona. E questo dice qualcosa di enorme su cos’è davvero l’Alzheimer: una malattia che non si cura da soli. Il farmaco è un pezzo. Il caregiver è l’altro. Se manca il secondo, il primo, secondo AIFA, non si dà.

Il trattamento deve essere iniziato e supervisionato da un medico esperto nella diagnosi e nel trattamento della demenza di Alzheimer, con diagnosi secondo linee guida accettate (DSM, ICD). Il mantenimento continua finché c’è beneficio terapeutico; il beneficio va valutato regolarmente e l’interruzione va considerata quando non c’è più evidenza di effetto.

4Controindicazioni

  • Ipersensibilità al donepezil cloridrato, ai derivati della piperidina o agli eccipienti
  • Gravidanza

5Avvertenze — il conto da pagare al sistema colinergico

Qui c’è il punto centrale della farmacologia di questa classe: l’acetilcolina non sta solo nel cervello. Sta nel cuore, nello stomaco, nella vescica, nei bronchi. E un farmaco che le impedisce di essere degradata la aumenta ovunque, non solo dove servirebbe.

SistemaAvvertenza (RCP §4.4)
CuoreEffetti vagotonici sulla frequenza cardiaca (bradicardia). Particolarmente rilevante nella sindrome del nodo del seno e nei disturbi della conduzione sopraventricolare (blocco AV o senoatriale). Segnalati sincope e convulsioni: valutare la possibilità di blocco cardiaco o lunghe pause sinusali
AnestesiaPuò esagerare il rilassamento muscolare di tipo succinilcolinico durante l’anestesia. Da comunicare all’anestesista prima di ogni intervento
StomacoMonitorare i pazienti a rischio di ulcera (anamnesi positiva, FANS concomitanti) — anche se gli studi clinici non hanno mostrato aumenti rispetto al placebo
Vie urinarieI colinomimetici possono causare ostruzione urinaria
NeurologicoConvulsioni generalizzate (ma possono essere manifestazione della malattia stessa). Possibile esacerbazione o induzione di sintomi extrapiramidali. Segnalata sindrome neurolettica maligna: alle prime manifestazioni, interrompere
PolmoniCautela in caso di asma o malattie polmonari ostruttive
AssociazioniDa evitare con altri inibitori dell’acetilcolinesterasi e con agonisti o antagonisti colinergici
FegatoNessun dato nella grave compromissione epatica
La bradicardia è il rischio che mi fa dormire meno bene. Un anziano con demenza che cade non sempre cade «perché ha la demenza». A volte cade perché ha 45 battiti al minuto e nessuno gli ha più contato il polso da quando ha iniziato il donepezil.

La sincope, nell’anziano, viene attribuita alla malattia. E invece è, a volte, il farmaco che gli abbiamo dato noi. Un ECG prima di iniziare, e il polso a ogni controllo, non sono burocrazia difensiva: sono il minimo sindacale.
Nota metodologica. Indicazione (trattamento sintomatico della demenza di Alzheimer da lieve a moderatamente grave), posologia (5 mg/die alla sera per almeno un mese, poi eventualmente 10 mg/die; massimo 10 mg/die), il requisito del caregiver come condizione per iniziare la terapia, le controindicazioni (compresa la gravidanza e l’ipersensibilità ai derivati della piperidina) e le avvertenze — bradicardia e disturbi della conduzione, interazione con la succinilcolina in anestesia, convulsioni, sintomi extrapiramidali, sindrome neurolettica maligna, cautela nell’asma — sono estratti dal Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di una specialità a base di donepezil depositato presso AIFA e consultabile al link in testa alla pagina. L’inquadramento neurobiologico (degenerazione dei neuroni colinergici del nucleo basale di Meynert, ruolo dell’acetilcolina nell’attenzione e nella memoria) è neuroscienza consolidata, esterna al RCP e dichiarata come tale. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica della base libera. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico né il foglio illustrativo. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.