Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Dipendenze
Disulfiram
Il suo principio attivo non è il disulfiram: è la relazione dentro cui viene dato. Preso di nascosto non serve a niente — il paziente salta la compressa. Somministrato ogni mattina da qualcuno, sposta la decisione lontano dal momento del craving. Non funziona perché fa paura: funziona perché obbliga qualcuno a esserci.
Tutti gli altri farmaci di questa sezione fanno qualcosa per te. Il metadone ti restituisce la giornata. La buprenorfina ti blocca l’eroina. Il naltrexone ti toglie il premio.
Il disulfiram, invece, non fa niente — finché non bevi. E se bevi, ti fa stare male da morire. Letteralmente da morire: il RCP scrive che «in rari casi sono stati riportati decessi».
Non è un farmaco che cura il desiderio. È un farmaco che mette una conseguenza dove prima c’era un piacere. È, per essere brutali, un deterrente chimico.
E qui, se avete letto qualcosa di mio, sapete che dovrei essere il primo a diffidarne — io che parlo di colloquio motivazionale, di ambivalenza, di cambiamento che nasce da dentro e non dalla paura. La paura non è mai stata una buona leva di cambiamento. Non funziona con il fumo, non funziona con la dieta, non funziona con niente.
E però. C’è un però, ed è importante.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Disulfiram |
|---|---|
| Formula bruta | C10H20N2S4 |
| Peso molecolare | 296,55 g/mol |
| Classe | Inibitore dell’aldeide deidrogenasi (ALDH) |
| Codice ATC | N07BB01 |
| Nome commerciale | Etiltox®, compresse da 200 mg |
Il disulfiram nasce nell’industria della gomma, come acceleratore di vulcanizzazione. Negli anni Trenta ci si accorge che gli operai delle fabbriche di gomma non riuscivano più a bere: bastava un bicchiere e stavano malissimo.
Poi, negli anni Quaranta, due ricercatori danesi lo stanno studiando come antiparassitario, lo assumono loro stessi per verificarne la tossicità, vanno a cena, bevono, e si sentono morire.
Come sempre nella storia della medicina: l’osservazione viene prima della teoria. Qualcuno nota una cosa strana, e invece di ignorarla, si chiede perché.
Ecco: la scienza non è fatta di intuizioni geniali. È fatta di gente che si accorge di quello che non torna.
2Meccanismo — l’acetaldeide, e perché fa così male
L’alcol, nel nostro corpo, viene smaltito in due tappe:
etanolo → (alcol deidrogenasi) → ACETALDEIDE → (aldeide deidrogenasi) → acetato (innocuo)
Il disulfiram blocca la seconda tappa: inibisce l’aldeide deidrogenasi. Risultato: l’acetaldeide si accumula, e raggiunge concentrazioni cinque, dieci volte superiori al normale.
L’acetaldeide non è un metabolita qualunque. È la sostanza che vi dà i postumi della sbornia — il mal di testa, la nausea, il cuore che batte. Tutto quello che voi chiamate «hangover» è acetaldeide.
Ma soprattutto: l’acetaldeide è classificata come cancerogeno di gruppo 1 dallo IARC. Gruppo 1. Come l’amianto. Come il benzene. Come il fumo di sigaretta.
Il disulfiram, in un certo senso, non fa altro che mostrarvi in dieci minuti quello che l’alcol vi fa lentamente per trent’anni. La reazione disulfiram-alcol è una versione accelerata e visibile di un danno che normalmente è invisibile e differito.
Diciamolo chiaramente, perché è il punto: il veleno non è il disulfiram. Il veleno era già lì. Il disulfiram si limita a togliervi l’enzima che ve lo nascondeva.
3Indicazione e posologia
«Il prodotto è indicato nella terapia di disassuefazione dall’etilismo cronico.»
Il RCP aggiunge subito: uso riservato agli adulti, e «l’uso di Etiltox deve essere accompagnato da un adeguato trattamento psico-terapeutico di supporto». Va usato «sotto diretto controllo di medici esperti nel trattamento» dell’alcolismo.
| Fase | Dose |
|---|---|
| Requisito d’ingresso | «I pazienti idonei NON devono aver ingerito alcol per almeno 24 ORE» |
| Induzione | 4–6 compresse (800–1200 mg) in una sola volta, per 3–4 giorni consecutivi |
| Mantenimento | Ridurre gradualmente a 1–2 compresse al giorno (200–400 mg) |
4⚠⚠ Le 14 ore che nessuno conta, e i 14 giorni che nessuno dice
«I pazienti che iniziano la terapia devono essere informati e consapevoli che non devono consumare alcol durante il trattamento E PER 14 GIORNI DOPO LA SOSPENSIONE di Etiltox.»
«I pazienti devono essere consapevoli che la reazione alcol-disulfiram è spiacevole, talvolta imprevedibile ed intensa. […] I pazienti devono essere avvertiti della natura imprevedibile e potenzialmente grave di una reazione disulfiram-alcol: in rari casi sono stati riportati DECESSI a seguito di elevato consumo di bevande alcoliche da parte dei pazienti trattati con disulfiram.»
Il paziente smette il disulfiram — magari perché ha deciso di ricominciare a bere, magari perché si è stufato, magari perché il farmaco è finito e la ricetta no. Aspetta tre giorni, si sente «pulito», e beve.
E la reazione arriva lo stesso. Perché il disulfiram inibisce l’enzima in modo irreversibile: il corpo deve rifabbricarlo da capo, e ci mette settimane.
E il RCP aggiunge la lista delle trappole nascoste, che va letta al paziente una per una: l’alcol può essere «nella forma liquida di sciroppi, gocce, cibi, articoli da toeletta e COLLUTORI» — in quantità sufficiente da determinare la reazione.
Un collutorio. Uno sciroppo per la tosse. Un dolce al liquore. Un dopobarba, se la cute è lesa.
Se non spiegate tutto questo, in modo esplicito, scritto, ripetuto — non state prescrivendo un farmaco. State tendendo una trappola.
5Controindicazioni (RCP, elenco completo)
- Ipersensibilità accertata al principio attivo o agli eccipienti
- Bambini e adolescenti sotto i 18 anni
- Insufficienza cardiaca, coronaropatia
- Seri eventi cerebrovascolari
- Ipertensione non trattata
- Serio disturbo della personalità · Psicosi · Rischio di suicidio
- Consumo di alcol — e in chi ha assunto di recente preparati contenenti alcol (sciroppi per la tosse, gocce, tonici o simili)
- Allattamento
Il RCP aggiunge una controindicazione che sembra uscita da un altro secolo, e invece è attualissima in certi ambienti di lavoro: i pazienti trattati con disulfiram non devono essere esposti all’Etilene Dibromuro né ai suoi vapori.
Il disulfiram è controindicato in chi ha un rischio suicidario. E il motivo è agghiacciante nella sua logica: perché a un paziente che vuole farsi del male, questo farmaco offre uno strumento. Basta bere.
E siccome depressione e alcolismo viaggiano insieme — sono la comorbidità più frequente che io veda in ambulatorio, e chi beve spesso beve proprio per anestetizzare qualcosa — questa controindicazione taglia fuori una fetta enorme di pazienti.
Il che ci porta al punto finale.
6Il punto: serve ancora?
Il disulfiram non è il farmaco di prima linea, e non lo è più da anni. Il naltrexone, l’acamprosato e il nalmefene — che trovate in questa stessa sezione — lavorano sul craving, cioè sul meccanismo, e non sulla paura, cioè sulla minaccia. Sono farmaci più moderni, più sicuri, e più rispettosi della persona.
Eppure il disulfiram non è morto. E il motivo è uno solo, ma è pesante: funziona, quando c’è qualcuno che lo somministra.
Il disulfiram preso di nascosto, da soli, con la scatola nel cassetto, non serve praticamente a niente — perché il paziente, nel momento dell’impulso, semplicemente salta la compressa. Aspetta qualche giorno e beve.
Ma il disulfiram somministrato ogni mattina da qualcuno — il partner, un familiare, l’infermiere del servizio, davanti agli occhi — è un altro farmaco. Gli studi in cui funziona sono tutti studi con somministrazione supervisionata. Tutti.
E allora la verità è che il principio attivo del disulfiram non è il disulfiram. È la relazione dentro cui viene dato.
È un farmaco che trasforma una tentazione quotidiana in una decisione presa una volta al giorno, al mattino, insieme a qualcuno. Sposta il momento della scelta lontano dal momento del craving. E questo — questo sì — è un principio di psicologia del cambiamento serio, non una minaccia.
Detto in altre parole: il disulfiram non funziona perché fa paura. Funziona perché obbliga qualcuno a esserci. E se in quella casa non c’è nessuno che possa esserci, allora questo farmaco non è il farmaco giusto — e prescriverlo lo stesso è, semplicemente, un modo per scaricarsi la coscienza.
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.