Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Dipendenze
Citisina
Un farmaco efficace, sicuro, economico e usato da sessant anni è rimasto fuori dai nostri Paesi non per ragioni scientifiche, ma perché nessuno aveva un brevetto da difendere. Non è una teoria del complotto: è come funziona il sistema. E nel frattempo il tabacco continuava a uccidere.
Alla data di verifica (luglio 2026), la ricerca «citisina» nella banca dati AIFA restituisce «Nessun risultato». Non esiste un’AIC, non esiste un RCP italiano, non è prescrivibile.
Questa scheda è costruita sul RCP spagnolo AEMPS di Todacitan® (revisione del testo 10/2025). Tutti i dati clinici vengono da lì, e non da un RCP italiano che non esiste.
E qui, però, c’è una storia che vale la pena raccontare — perché è forse la più assurda di tutta la Parte VIII.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Citisiniclina (nome usato in precedenza: citisina) |
|---|---|
| Formula bruta | C11H14N2O |
| Peso molecolare | 190,25 g/mol |
| Classe | Agonista parziale del recettore nicotinico α4β2 |
| Codice ATC | N07BA04 |
| Stato in Italia | NON autorizzata (nessuna AIC, luglio 2026) |
| All’estero | Todacitan® (Spagna), Tabex® (Europa dell’Est). Compresse da 1,5 mg |
2La storia — e perché è assurda
Adesso mettete in fila le date, perché fanno impressione.
La citisina è in uso clinico in Bulgaria dal 1964. Sessant’anni fa. È stata data a milioni di persone in tutta l’Europa dell’Est, per decenni, per smettere di fumare. Costava — e costa tuttora — pochi euro a ciclo.
Poi, negli anni Novanta e Duemila, l’industria occidentale ha preso quella molecola, l’ha modificata quel tanto che bastava per brevettarla, e ne ha fatto la vareniclina: un farmaco che, quando è uscito, costava cento volte tanto.
E la citisina? È rimasta al di là di quella che era la cortina di ferro. Non perché non funzionasse — funziona, e gli studi moderni, randomizzati, pubblicati sulle riviste più serie, lo hanno confermato — ma perché nessuno aveva un brevetto da difendere, e quindi nessuno aveva interesse a pagare gli studi registrativi e le pratiche regolatorie in Occidente.
Fermiamoci un attimo, perché il punto è pesante: un farmaco efficace, sicuro, economico e usato da sessant’anni è rimasto fuori dai nostri Paesi non per ragioni scientifiche, ma per ragioni di mercato.
E nel frattempo, in quei Paesi, il tabacco continuava a uccidere.
Non è una teoria del complotto. È come funziona il sistema: la ricerca la fa chi la può monetizzare, e ciò che non è brevettabile non viene studiato, non viene registrato e non arriva al paziente. È un buco nel modello, non un crimine — ma il risultato, per chi ne muore, è lo stesso.
Oggi, finalmente, la citisina si sta muovendo: è autorizzata in Spagna, nel Regno Unito, e l’OMS l’ha inserita nella lista dei farmaci essenziali. In Italia, no. Non ancora.
3Meccanismo (RCP AEMPS, §5.1)
«La citisiniclina è un alcaloide vegetale (che si trova, per esempio, nei semi degli alberi del genere Laburnum), la cui struttura chimica è simile a quella della nicotina. […] L’azione della citisiniclina è simile a quella della nicotina, ma in generale è più debole. La citisiniclina compete con la nicotina per gli stessi recettori e gradualmente la sposta, avendo un legame più forte. Ha una minore capacità di stimolare i recettori nicotinici, principalmente quelli del sottotipo α4β2 (ne è agonista parziale), e meno nicotina passa al sistema nervoso centrale.
[…] Previene la piena attivazione nicotina-dipendente del sistema dopaminergico mesolimbico e aumenta moderatamente il livello di dopamina nel cervello, il che allevia i sintomi centrali di astinenza da nicotina.
Nel sistema nervoso periferico, la citisiniclina stimola i gangli autonomici, provoca una stimolazione riflessa della respirazione e la secrezione di catecolamine dalla midollare del surrene, aumenta la pressione arteriosa e previene i sintomi periferici dell’astinenza.»
È, parola per parola, lo stesso meccanismo della vareniclina: agonista parziale α4β2, maggiore affinità della nicotina, blocco del sistema dopaminergico mesolimbico. La differenza non sta nella farmacologia. Sta nel brevetto.
4Indicazione e posologia — 25 giorni, e uno schema che non somiglia a niente
«Todacitan è indicato negli adulti per il trattamento della dipendenza da tabacco e la riduzione dell’ansia legata alla dipendenza da nicotina, in fumatori disposti a smettere. L’abbandono permanente dell’abitudine al fumo è l’obiettivo finale.»
Una confezione da 100 compresse basta per un ciclo completo. La durata del trattamento è di 25 giorni.
| Giorni | Dose | Massimo/die |
|---|---|---|
| 1º – 3º | 1 compressa ogni 2 ore | 6 cpr |
| 4º – 12º | 1 compressa ogni 2,5 ore | 5 cpr |
| 13º – 16º | 1 compressa ogni 3 ore | 4 cpr |
| 17º – 20º | 1 compressa ogni 5 ore | 3 cpr |
| 21º – 25º | 1–2 compresse al giorno | 2 cpr |
Ed è il rovescio esatto della vareniclina, che si inizia 1–2 settimane prima della data e concede al paziente tutto il tempo di adattarsi.
Qui no. Qui si parte a razzo — una compressa ogni due ore, sei al giorno — e il quinto giorno si molla. È uno schema brusco, esigente, quasi militare. Ventiquattro giorni e finita.
Il RCP aggiunge: non si deve continuare a fumare durante il trattamento, «perché questo potrebbe peggiorare le reazioni avverse». E se il tentativo fallisce? «In caso di fallimento del trattamento, questo deve essere interrotto e potrà essere ripreso dopo 2 o 3 mesi.»
Due o tre mesi di pausa. Il che è, se ci pensate, una forma di rispetto: non ti tiene attaccato a un farmaco che non sta funzionando. Ti dice di fermarti, e di riprovare quando sarai pronto.
5Controindicazioni (RCP AEMPS, elenco completo)
- Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
- Angina instabile
- Anamnesi di infarto miocardico recente
- Aritmie clinicamente rilevanti
- Anamnesi recente di accidente cerebrovascolare
- Gravidanza e allattamento
Cautela in: cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca, ipertensione, feocromocitoma, aterosclerosi e vasculopatie periferiche, ulcera gastrica e duodenale, reflusso gastroesofageo, ipertiroidismo, diabete e schizofrenia.
Non raccomandato nell’insufficienza renale o epatica, sopra i 65 anni e sotto i 18: per tutte queste popolazioni il RCP dichiara mancanza di esperienza clinica. Le donne in età fertile devono usare contraccezione altamente efficace.
6⚠ L’interazione che riguarda tutti noi psichiatri
Testuale: «Gli idrocarburi aromatici policiclici presenti nel fumo di tabacco inducono il metabolismo dei farmaci metabolizzati dall’enzima CYP1A2. Quando un fumatore smette di fumare, può prodursi un rallentamento del metabolismo e un conseguente aumento delle concentrazioni ematiche di tali farmaci. Questo può avere una possibile importanza clinica per i prodotti con margine terapeutico stretto (per esempio teofillina, tacrina, CLOZAPINA e ropinirolo).»
E aggiunge: possono aumentare anche imipramina, OLANZAPINA, clomipramina e FLUVOXAMINA.
Fermiamoci, perché questo è enorme.
Non è la citisina a fare questo. È lo smettere di fumare. Il fumo — non la nicotina, il fumo — induce il CYP1A2. Quando il paziente smette, quell’induzione cade, e i farmaci metabolizzati da quell’enzima si accumulano.
E chi sono i pazienti che fumano di più al mondo? Gli schizofrenici. Fumano in percentuali che sfiorano il 70–80%. E quali farmaci prendono? Clozapina e olanzapina. Cioè esattamente i due nomi che il RCP mette in grassetto.
Il che significa che un paziente in clozapina che smette di fumare — cosa che noi gli chiediamo, giustamente, perché sta morendo di infarto — può vedere i suoi livelli plasmatici salire in modo pericoloso nel giro di pochi giorni. Fino alla tossicità. Fino alle convulsioni.
Questo va saputo prima. E la clozapinemia, in quel paziente, va rifatta.
È il tipo di informazione che sta scritta in un RCP di un farmaco che in Italia non esiste — e che potrebbe salvare la vita a un paziente italiano.
7Farmacocinetica e tollerabilità
| Picco plasmatico | 15,55 ng/ml dopo circa 0,92 ore |
|---|---|
| Metabolismo | Scarsissimo — «la citisiniclina è stata scarsamente metabolizzata» |
| Eliminazione | 64% escreto IMMODIFICATO nelle urine entro 24 ore |
| Emivita plasmatica | ~ 4 ore |
Eliminazione renale, immodificata, senza citocromi: è il motivo per cui non ha praticamente interazioni farmacologiche (il RCP segnala solo il divieto di associazione con i farmaci antitubercolari). Ed è anche il motivo per cui non è raccomandata nell’insufficienza renale.
Le reazioni avverse molto comuni comprendono: variazioni dell’appetito (soprattutto aumento), aumento di peso, vertigini, irritabilità, sbalzi d’umore, ansia, disturbi del sonno, cefalea, tachicardia, ipertensione, secchezza delle fauci, disturbi gastrointestinali, mialgia, affaticamento. L’abbandono del trattamento per reazioni avverse è stato del 6–15,5%.
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.