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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Clomipramina

Nel disturbo da panico il RCP prescrive di partire da 10 mg. Dieci: perché l’attivazione ansiosa iniziale, con questa molecola, è violenta.

Denominazione comuneClomipramina (come cloridrato)
Formula brutaC19H23ClN2
Peso molecolare314,85 g/mol
Codice ATCN06AA04

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della clomipramina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La clomipramina è la 3-cloroimipramina: il triciclico capostipite — l’imipramina — con un singolo atomo di cloro aggiunto su un anello aromatico.

Un atomo. È tutta la differenza. Quel cloro sposta drasticamente la selettività della molecola verso il trasportatore della serotonina, rendendo la clomipramina, di gran lunga, il triciclico più serotoninergico mai prodotto. Ed è la ragione per cui, in una classe altrimenti superata, la clomipramina resta insostituibile.

2Storia

Sviluppata dalla Geigy e in commercio dal 1970, la clomipramina nasce come antidepressivo. Ma la sua consacrazione arriva altrove.

Negli anni Ottanta si scopre che è drammaticamente efficace nel disturbo ossessivo-compulsivo — un disturbo che, fino ad allora, era considerato di fatto intrattabile con i farmaci. È la prima molecola a dimostrare che il DOC risponde. Ed è quella scoperta a fondare l’ipotesi serotoninergica del disturbo ossessivo: i triciclici noradrenergici non funzionavano, la clomipramina sì — e la differenza era la serotonina.

Quarant’anni dopo, con gli SSRI ampiamente disponibili e molto meglio tollerati, la clomipramina resta ancora oggi, in molte meta-analisi, il farmaco più efficace nel DOC. Non è il primo che si usa. Ma è quello a cui si torna quando gli altri hanno fallito.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1)
  • Stati depressivi di varia eziologia e sintomatologia: endogeni, reattivi, neurotici, organici, mascherati, forme involutive; depressione associata a schizofrenia e disturbi di personalità; sindromi depressive da presenilità o senilità, da stati dolorosi cronici e da disturbi somatici cronici.
  • Sindromi ossessivo-compulsive.
  • Fobie.
  • Attacchi di panico.
  • Stati dolorosi cronici — indipendentemente dalla presenza o meno di una sindrome depressiva associata.

La nosografia del RCP è visibilmente datata («depressione endogena», «forme involutive»): è un documento che porta i segni della sua epoca.

4Nomi commerciali

In Italia la clomipramina è commercializzata come Anafranil®, in compresse rivestite (10 e 25 mg), compresse a rilascio prolungato (75 mg) e soluzione iniettabile (25 mg/2 ml), utilizzabile per via intramuscolare o in infusione endovenosa.

5Posologia

Prima di iniziare — due controlli che il RCP impone

Il RCP prescrive, prima di avviare la terapia: trattare adeguatamente un’eventuale ipokaliemia (per il rischio di QT lungo) e controllare la pressione arteriosa, perché i soggetti con ipotensione posturale o problemi circolatori possono reagire al farmaco con una caduta pressoria.

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2.
Indicazione / viaAvvioTitolazione e mantenimento
Depressione, DOC, fobie — orale50–75 mg/die (25 mg 2–3 volte al giorno ai pasti, oppure 75 mg a rilascio prolungato la sera)Nella prima settimana, incrementi di 25 mg ogni pochi giorni fino a 100–150 mg/die. Nei casi gravi fino a un massimo di 250 mg/die. Mantenimento: 50–100 mg/die
Depressione, DOC, fobie — intramuscolare25–50 mg/die (1–2 fiale)Incrementi di 25 mg/die fino a 100–150 mg/die
Depressione, DOC, fobie — infusione endovenosa50–75 mg (2–3 fiale) una volta al giorno
Attacchi di panico10 mg/die, possibilmente in associazione con una benzodiazepinaAumentare secondo tollerabilità, sospendendo gradualmente la benzodiazepina. Dose usuale 25–100 mg/die; se necessario fino a 150 mg/die
Perla clinica — nel panico si parte da 10 mg. Dieci.

Non è un refuso: il RCP prescrive di iniziare con una compressa da 10 mg, e suggerisce di coprire l’avvio con una benzodiazepina, da scalare poi gradualmente.

La ragione è la stessa che abbiamo visto con gli SSRI, ma qui portata all’estremo: la clomipramina è potentemente serotoninergica, e nel paziente con panico l’attivazione ansiosa iniziale è violenta. Partire da dosi antidepressive significa scatenare quello che il paziente leggerà come il peggior attacco della sua vita — e perderlo. Dieci milligrammi, e pazienza.

Mai sospendere bruscamente

Il RCP: «La brusca interruzione della terapia con Anafranil deve essere evitata a causa di possibili sintomi di astinenza». Dopo un uso prolungato, il trattamento va interrotto gradualmente e il paziente monitorato attentamente.

6Farmacocinetica

Metabolismo. Epatico, con formazione del metabolita attivo desmetilclomipramina — che, a differenza del composto originario, è prevalentemente noradrenergico. La molecola madre inibisce la serotonina, il figlio la noradrenalina: nel paziente convivono due farmaci con due profili diversi.

Interazioni. Il RCP raccomanda cautela nell’incremento delle dosi quando la clomipramina è somministrata insieme a farmaci che prolungano l’intervallo QT o ad altri farmaci serotoninergici, per il rischio rispettivamente di QT lungo e di tossicità serotoninergica.

La sindrome serotoninergica

La clomipramina è il triciclico su cui questo rischio è più concreto, proprio perché è il più serotoninergico. Associarla a un SSRI, a un IMAO, a un triptano, al tramadolo o all’iperico non è una manovra da fare con leggerezza. Con gli IMAO è una controindicazione assoluta.

7Farmacodinamica

La clomipramina inibisce la ricaptazione di serotonina e noradrenalina, ma con uno sbilanciamento marcato: è di gran lunga il più potente inibitore del SERT fra i triciclici, e la sua potenza serotoninergica regge il confronto con quella degli SSRI.

Conserva però tutto il resto dell’armamentario triciclico — antagonismo muscarinico, istaminergico H1, alfa-1 adrenergico e blocco dei canali del sodio cardiaci. Non è un SSRI travestito: è un triciclico a tutti gli effetti, con i suoi rischi.

Da qui la sua collocazione clinica, che è netta e va rispettata. Nel DOC, la clomipramina resta il riferimento di efficacia — ma è una seconda o terza linea, da usare dopo il fallimento di trial adeguati con SSRI a dose piena. Non perché funzioni meno. Perché costa di più in termini di tollerabilità e di rischio.

C’è un’ironia in questa storia che vale la pena registrare. La clomipramina ha fondato l’ipotesi serotoninergica del DOC, ha dimostrato che il disturbo era curabile, e ha aperto la strada agli SSRI. E gli SSRI l’hanno poi relegata in seconda linea — pur essendo, in media, meno efficaci di lei.

8Effetti collaterali

Tabella 2 — Effetti indesiderati principali, per meccanismo.
MeccanismoManifestazioni
AnticolinergicoSecchezza delle fauci, stipsi, ritenzione urinaria, offuscamento visivo, tachicardia; confusione nell’anziano
AntistaminicoSedazione, sonnolenza, aumento di peso
Alfa-liticoIpotensione ortostatica, capogiri, cadute
SerotoninergicoDisfunzioni sessuali marcate (fra le più elevate di tutta la psicofarmacologia: anorgasmia ed eiaculazione ritardata sono quasi la regola alle dosi piene); nausea; iperidrosi
CardiacoProlungamento del QT, allargamento del QRS, aritmie
NeurologicoTremore; abbassamento della soglia convulsiva — la clomipramina è, fra i triciclici, quella con il rischio convulsivo più elevato, dose-dipendente
Il tetto dei 250 mg non è arbitrario

Il limite massimo posto dal RCP a 250 mg/die riflette il rischio convulsivo, che con questa molecola è dose-dipendente e più alto che con gli altri triciclici. Nel DOC, dove servono dosi elevate e prolungate, è il vincolo che decide fin dove si può spingere la titolazione.

Sovradosaggio

Come tutti i triciclici, la clomipramina è potenzialmente letale in overdose — per cardiotossicità (aritmie ventricolari, allargamento del QRS) e convulsioni. Nel paziente con ideazione suicidaria, la quantità prescritta va valutata con attenzione. È lo stesso limite che ha fatto perdere ai triciclici il primo posto.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia (orale, intramuscolare ed endovenosa) e avvertenze sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Anafranil® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. I dati chimici sono calcolati dalla struttura molecolare; le sezioni «Storia» e «Farmacodinamica» si basano sulla letteratura farmacologica consolidata. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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