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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Clozapina

È il farmaco più efficace della psichiatria, e il suo meccanismo resta un’ipotesi. Non prescriverlo, quando è indicato, è anch’esso un rischio.

Denominazione comuneClozapina
Formula brutaC18H19ClN4
Peso molecolare326,82 g/mol
Codice ATCN05AH02

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della clozapina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La clozapina è una dibenzodiazepina: due anelli benzenici saldati a un anello centrale a sette termini contenente due azoti, con un cloro su un anello e una N-metilpiperazina attaccata al carbonio imminico.

Lo scheletro è quello dei triciclici. Ma la piperazina — e quel cloro asimmetrico — producono un profilo recettoriale che non somiglia a nulla di quanto la psicofarmacologia aveva prodotto prima.

2Storia

Sintetizzata nel 1958, la clozapina arriva in clinica negli anni Sessanta e appare subito un’anomalia: funziona senza dare parkinsonismo. All’epoca era un’eresia. La teoria dominante voleva che l’effetto antipsicotico e i sintomi extrapiramidali fossero due facce dello stesso blocco D₂ — inseparabili. La clozapina dimostrava che non era vero.

Poi, nel 1975, la Finlandia: otto pazienti muoiono di agranulocitosi. Il farmaco viene ritirato quasi ovunque.

Il ritorno del 1988 — e perché la clozapina è rimasta insostituibile

Nel 1988 Kane pubblica lo studio che cambia tutto: nei pazienti resistenti — quelli che non avevano risposto a nulla — la clozapina ottiene una risposta in circa il 30% dei casi. Nessun altro antipsicotico c’era mai riuscito. Il farmaco torna in commercio, ma con un patto: si può usare, a condizione di contare i neutrofili. È il primo farmaco della storia con un registro di monitoraggio obbligatorio.

Sono passati quasi quarant’anni e la posizione della clozapina non è cambiata: resta l’unico antipsicotico con efficacia dimostrata nella schizofrenia resistente. Nessuno dei farmaci arrivati dopo l’ha eguagliata. E resta, in tutto il mondo, drammaticamente sotto-prescritta.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1) — sono due

1. Schizofrenia resistente al trattamento, e pazienti schizofrenici con reazioni avverse neurologiche gravi e non trattabili ad altri antipsicotici, inclusi gli atipici.

2. Psicosi in corso di malattia di Parkinson, dopo il fallimento della gestione terapeutica classica.

La definizione di «resistenza» — è nel RCP, ed è precisa

«Mancanza di miglioramento clinico soddisfacente nonostante l’uso di dosi appropriate di almeno due differenti antipsicotici, incluso un antipsicotico atipico, prescritti per un periodo di tempo adeguato.» Due farmaci. Dose piena. Tempo pieno. Non tre, non cinque, non dieci. Il ritardo medio con cui la clozapina viene realmente introdotta, nella pratica, si misura in anni — e ogni anno di psicosi non trattata è danno che non si recupera.

4Nomi commerciali

In Italia: Leponex® e numerosi generici (es. Clozapina Chiesi®), compresse da 25 mg e 100 mg.

5Posologia

Prima di iniziare

Il trattamento può essere iniziato solo in pazienti con ANC ≥ 1500/mm³ (≥ 1000/mm³ in caso di neutropenia etnica benigna confermata), e solo se la conta assoluta dei neutrofili può essere eseguita regolarmente. Se un paziente sta già assumendo un altro antipsicotico, il RCP raccomanda di sospenderlo gradualmente prima.

Tabella 1 — Titolazione nella schizofrenia resistente (RCP § 4.2).
FaseDose
Giorno 112,5 mg una o due volte
Giorno 225 mg una o due volte
TitolazioneSe ben tollerata, incrementi di 25-50 mg/die fino a 300 mg/die entro 2-3 settimane
PoiUlteriori incrementi di 50-100 mg ogni 3-4 giorni, o preferibilmente a intervalli settimanali
Range terapeutico200-450 mg/die in dosi frazionate, con la quota maggiore alla sera
Dose massima900 mg/die, con incrementi cauti (non oltre 100 mg)
Perché si parte da 12,5 mg — e perché sopra 450 mg si cambia rischio

La titolazione lentissima non è prudenza generica: serve a minimizzare ipotensione, crisi convulsive e sedazione, testualmente. Partire alto con la clozapina significa far collassare il paziente.

E il RCP avverte esplicitamente: il rischio di effetti indesiderati — in particolare di convulsioniaumenta sopra i 450 mg/die. È la soglia oltre la quale molti clinici affiancano un antiepilettico. Attenzione però: se scegliete l’acido valproico, il RCP segnala che la sua aggiunta alla clozapina richiede maggiore attenzione al monitoraggio ematologico.

6Il monitoraggio ematologico — schema aggiornato

Calendario dell’ANC (RCP versione 9.0, 2026)

Lo schema è stato rivisto: dopo il primo anno il monitoraggio si dirada in modo significativo rispetto al passato. Questa è la versione vigente:

PeriodoFrequenza dell’ANC
Prima di iniziareANC ≥ 1500/mm³ (≥ 1000/mm³ se BEN confermata)
Prime 18 settimaneSettimanalmente
Successive 34 settimane (fino a 1 anno)Mensilmente
Dopo 12 mesi, se nessuna neutropeniaUna volta ogni 12 settimane
Dopo 24 mesi, se nessuna neutropenia nei 2 anni precedentiUna volta l’anno
Se si è verificata neutropenia lieve poi risoltaMensilmente per tutta la durata del trattamento
Se il farmaco è stato interrotto per ≥ 4 settimaneRitorno al controllo settimanale per 18 settimane + nuova titolazione della dose

Sempre e comunque: l’ANC va eseguita immediatamente se compaiono segni o sintomi di infezione — febbre, mal di gola, ulcere della bocca o della gola. Questa regola non ha eccezioni e non decade mai, nemmeno dopo dieci anni di terapia.

Il RCP raccomanda inoltre particolare attenzione al monitoraggio nei pazienti anziani e dopo l’aggiunta di acido valproico, specialmente nella fase iniziale.

7Controindicazioni, farmacocinetica e farmacodinamica

Controindicazioni (RCP § 4.3)
  • Pazienti che non possono essere sottoposti a regolari esami ematologici.
  • Storia di granulocitopenia/agranulocitosi tossica o idiosincrasica (eccetto quella da precedente chemioterapia); storia di agranulocitosi indotta da clozapina.
  • Uso concomitante di farmaci che possono causare agranulocitosi; l’uso di antipsicotici depot va evitato.
  • Alterazione della funzionalità midollare.
  • Epilessia non controllata.
  • Psicosi alcolica e altre psicosi tossiche, intossicazione da farmaci, stati comatosi.
  • Collasso circolatorio e/o depressione del SNC di qualsiasi causa.
  • Gravi malattie renali o cardiache (es. miocardite).
  • Malattie epatiche in corso con nausea, anoressia o ittero; epatopatie progressive; insufficienza epatica.

Farmacocinetica. Assorbimento del 90-95%, non influenzato dal cibo. Metabolismo di primo passaggio moderato, con biodisponibilità assoluta del 50-60%. Il metabolismo è prevalentemente via CYP1A2 — ed è la ragione per cui il fumo di sigaretta abbassa i livelli plasmatici: un paziente che smette bruscamente di fumare in reparto può andare in intossicazione da clozapina senza che nessuno abbia toccato la dose.

Farmacodinamica — l’anomalia che il RCP dichiara

Il RCP apre così: la clozapina «ha dimostrato di essere un antipsicotico diverso dagli antipsicotici classici». Negli esperimenti farmacologici non induce catalessia e non inibisce il comportamento stereotipato indotto da apomorfina o anfetamina — cioè fallisce tutti i test preclinici che «predicono» l’attività antipsicotica. E funziona meglio di tutti.

Il profilo: debole blocco di D₁, D₂, D₃ e D₅, ma elevata potenza sul recettore D₄. In più, potenti effetti anti-α-adrenergici, anticolinergici e antistaminici. Ecco perché non dà parkinsonismo: non occupa abbastanza il D₂. E qui sta il punto che quarant’anni di ricerca non hanno chiuso — nessuno sa davvero perché la clozapina funzioni dove tutto il resto fallisce. È il farmaco più efficace della psichiatria, e il suo meccanismo resta un’ipotesi.

8Effetti collaterali

Miocardite — il rischio che si dimentica

L’agranulocitosi ha il registro; la miocardite no — e per questo uccide di più, in proporzione. Il RCP: la clozapina è associata a un aumentato rischio di miocardite, che in rari casi è risultata fatale, più frequente nei primi due mesi di trattamento; sono segnalati anche rari casi fatali di cardiomiopatia. In caso di sospetto, il trattamento va immediatamente interrotto e il paziente inviato subito a un cardiologo. E chi ha avuto miocardite o cardiomiopatia da clozapina non deve mai essere riesposto. Nei primi due mesi: tachicardia persistente, febbre, dispnea, dolore toracico o astenia inspiegabile non sono effetti collaterali banali — sono una miocardite fino a prova contraria.

Tabella 2 — Effetti indesiderati (RCP § 4.8).
AmbitoManifestazioni e frequenza
EmatologicoAgranulocitosi; anemia (raro); trombocitopenia, trombocitemia (molto raro)
Sistema nervosoMolto comune: sonnolenza/sedazione, capogiri. Comune: convulsioni/spasmi mioclonici, sintomi extrapiramidali, acatisia, tremore, rigidità, cefalea. Non comune: sindrome neurolettica maligna. Molto raro: discinesia tardiva, sintomi ossessivo-compulsivi
MetabolicoComune: aumento di peso. Raro: diabete mellito, alterata tolleranza al glucosio, obesità. Molto raro: coma iperosmolare, chetoacidosi, iperglicemia severa, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia
ImmunitarioAngioedema, vasculite leucocitoclastica, DRESS
PsichiatricoDisartria (comune); disfemia; agitazione, irrequietezza (raro)
EndocrinoPseudofeocromocitoma
Gli altri due che condizionano l’aderenza

Il RCP li elenca, ma vale la pena nominarli per quello che sono nella vita reale. L’ipersalivazione notturna — paradossale in un farmaco fortemente anticolinergico — è la ragione più comune per cui i pazienti smettono, e si tratta. E la stipsi: non è un fastidio, è la complicanza gastrointestinale che può arrivare all’ileo paralitico ed è una delle cause di morte da clozapina. Va chiesta a ogni visita, e trattata proattivamente — non quando il paziente si lamenta.

Un’ultima cosa, che nessun elenco di effetti avversi trasmette: la clozapina è l’unico antipsicotico che riduce la mortalità — inclusa quella per suicidio — nella schizofrenia. Va prescritta con un rispetto assoluto per il monitoraggio. Ma non prescriverla, quando è indicata, è anch’esso un rischio — solo, un rischio che non compare in nessuna tabella.

Nota metodologica. Indicazioni, definizione di resistenza, posologia, schema di monitoraggio ematologico, controindicazioni, farmacocinetica, farmacodinamica ed effetti indesiderati sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Clozapina Chiesi® (versione 9.0, 2026) depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Lo schema di monitoraggio dell’ANC riflette la revisione più recente e differisce da quello in vigore negli anni precedenti: verificare sempre il RCP aggiornato. Le considerazioni storiche e sulla mortalità derivano dalla letteratura. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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