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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Desvenlafaxina

La psicofarmacologia produce molecole quando il brevetto scade — non solo quando la clinica lo richiede.

Denominazione comuneDesvenlafaxina
Formula brutaC16H25NO2
Peso molecolare263,38 g/mol
Codice ATCN06AX23

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della desvenlafaxina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

Mettetela accanto alla venlafaxina. Trovate una sola differenza: dove la venlafaxina ha un gruppo metossilico (–OCH₃) sull’anello aromatico, la desvenlafaxina ha un ossidrile (–OH).

Un metile in meno. E non è una coincidenza: è precisamente ciò che il vostro fegato fa alla venlafaxina.

Il metabolita venduto come farmaco

La desvenlafaxina è la O-desmetilvenlafaxina — il principale metabolita attivo della venlafaxina, quello che il CYP2D6 produce e che fa buona parte del lavoro clinico. Chi assume venlafaxina, in gran parte, sta già assumendo desvenlafaxina; semplicemente, la produce da sé. È lo stesso rapporto che lega la nortriptilina all’amitriptilina — con una differenza importante: lì il metabolita ha un profilo recettoriale nettamente diverso dalla molecola madre. Qui no.

2Storia

2008, Stati Uniti. Il brevetto della venlafaxina — uno degli antidepressivi più venduti al mondo — sta per scadere. Wyeth immette in commercio la desvenlafaxina: nuovo nome, nuovo brevetto, nuova esclusiva. È il metabolita che il paziente produceva già da solo, ora in compressa.

Una domanda che vale la pena porsi

La pratica ha un nome in letteratura: evergreening. Non è illegale, e non implica che il farmaco sia cattivo — la desvenlafaxina funziona, ed è un SNRI perfettamente rispettabile. La domanda è un’altra: era necessario? Rispetto alla venlafaxina, la desvenlafaxina offre una minore dipendenza dal CYP2D6 e una cinetica più prevedibile — vantaggi reali, ma modesti, e per i quali non esiste alcuno studio head-to-head che dimostri una superiorità clinica.

La psicofarmacologia produce molecole quando il brevetto scade — non solo quando la clinica lo richiede. Vale la pena saperlo, e vale la pena che lo sappiano anche i pazienti. Non per rifiutare il farmaco: per prescriverlo consapevolmente.

In Italia è arrivata solo di recente, ed è disponibile come generico: paradossalmente, il farmaco nato per prolungare un brevetto ne ha già visto scadere uno proprio.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazione registrata (RCP § 4.1)

Trattamento del disturbo depressivo maggiore (MDD) negli adulti. È l’unica — nessuna indicazione per l’ansia, a differenza della venlafaxina.

4Nomi commerciali

In Italia: Faxilex® (Neuraxpharm), compresse a rilascio prolungato da 50 mg e 100 mg.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2.
VoceIndicazione del RCP
Dose raccomandata50 mg una volta al giorno, con o senza cibo
Intervallo terapeutico50-200 mg/die in monosomministrazione
Dose massima200 mg/die — da non superare
IncrementiSolo dopo valutazione clinica, a intervalli di almeno 7 giorni
Insufficienza renale grave (CrCl < 30 ml/min) o terminale50 mg a giorni alterni, dose individualizzata. Nessuna dose supplementare dopo la dialisi
AnzianiLa dose non va aggiustata solo in base all’età
SospensioneRiduzione graduale in 1-2 settimane; 2 settimane o più se il trattamento è durato oltre 6 settimane
«Deve essere mantenuta la dose efficace più bassa»

Il RCP lo dice esplicitamente, e ne dà la ragione: gli effetti collaterali sono correlati alla dose. È un’informazione operativa, non un’esortazione generica: salire oltre i 50 mg aumenta gli effetti indesiderati in modo documentato, senza un guadagno di efficacia altrettanto documentato. Il che rende la titolazione al rialzo una scelta da giustificare, non un automatismo.

6Farmacocinetica

Tabella 2 — Parametri farmacocinetici (RCP § 5.2).
ParametroValore
Biodisponibilità orale assoluta80%
Tmax7,5 ore (formulazione a rilascio prolungato)
Emivita terminaleCirca 11 ore
Steady state4-5 giorni
CineticaLineare e proporzionale alla dose fra 50 e 600 mg; accumulo lineare e prevedibile

«Lineare e prevedibile» è il vero — e forse unico — argomento farmacologico a favore di questa molecola. Non essendo un substrato del CYP2D6 come la venlafaxina, la desvenlafaxina è meno esposta alla lotteria genetica del polimorfismo: metabolizzatori lenti e ultrarapidi ottengono concentrazioni più simili. È un vantaggio reale. Quanto valga clinicamente, nessuno studio comparativo lo ha mai misurato.

Controindicazioni (RCP § 4.3)
  • Ipersensibilità alla desvenlafaxina, alla venlafaxina o agli eccipienti.
  • Uso concomitante di IMAO, o entro 14 giorni dalla loro sospensione.
  • Dopo la sospensione della desvenlafaxina, attendere almeno 7 giorni prima di iniziare un IMAO.
  • Controindicato anche l’inizio in pazienti in trattamento con IMAO reversibili — il RCP cita il linezolid (un antibiotico).

7Farmacodinamica

ATC N06AX23. Il RCP: la desvenlafaxina è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina (SNRI). L’efficacia si ritiene correlata all’aumento della disponibilità di serotonina e noradrenalina nel sistema nervoso centrale.

Rispetto alla venlafaxina, la desvenlafaxina ha un rapporto SERT/NET meno sbilanciato: la componente noradrenergica è presente in modo più consistente già alle dosi basse, mentre la venlafaxina a 75 mg si comporta quasi come un SSRI puro e diventa realmente un SNRI solo salendo. È l’unica differenza farmacodinamica di qualche sostanza fra le due.

8Effetti collaterali

Il profilo di sicurezza è stato stabilito su 7.785 pazienti. Il RCP annota che gli effetti sono più comuni nella prima settimana, generalmente lievi o moderati, e che la loro frequenza è correlata alla dose.

Tabella 3 — Reazioni avverse (RCP § 4.8).
ApparatoMolto comune / ComuneNon comune / Raro
PsichiatricoInsonnia (molto comune); ansia, nervosismo, incubi, anorgasmia, riduzione della libidoDepersonalizzazione, orgasmo anomalo, sindrome da astinenza; allucinazioni, ipomania, mania (raro)
Sistema nervosoCapogiro, cefalea (molto comuni); sonnolenza, tremore, deficit di attenzione, parestesia, disgeusiaSincope; convulsioni, distonia (raro); sindrome serotoninergica (frequenza non nota)
OcchioMidriasi, visione offuscata
CardiacoTachicardia, palpitazioni
VascolareVampate di caloreFreddo periferico, ipotensione ortostatica
OrecchioTinnito, vertigini
RespiratorioSbadigli
MetabolismoRidotto appetitoIponatriemia (raro)
ImmunitarioIpersensibilità
La sindrome da sospensione — la stessa della venlafaxina

Emivita di 11 ore: se il paziente salta una dose, i livelli plasmatici crollano nell’arco di una giornata. La sindrome da astinenza compare esplicitamente fra le reazioni avverse, ed è la stessa che rende famigerata la venlafaxina — capogiro, «scosse elettriche» cerebrali, nausea, irritabilità, sintomi simil-influenzali. Non è una debolezza del paziente: è farmacocinetica. Il RCP prescrive una riduzione graduale su 1-2 settimane, ed estende a due settimane o più se la terapia è durata oltre sei settimane. Nella pratica, in molti pazienti serve ancora più lentezza. La cosa importante è dirlo prima di iniziare, non quando il paziente ha già smesso di colpo.

Nota metodologica. Indicazione, posologia, controindicazioni, farmacocinetica, meccanismo d’azione ed effetti indesiderati sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Faxilex® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Le considerazioni sul contesto brevettuale derivano dalla letteratura sulla regolazione farmaceutica e non implicano alcun giudizio sulla validità terapeutica del medicinale. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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