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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Fluvoxamina

Prima di prescriverla, due domande: che altri farmaci prende, e quanto caffè beve. Non sono domande banali.

Denominazione comuneFluvoxamina (come maleato)
Formula brutaC15H21F3N2O2
Peso molecolare318,33 g/mol
Codice ATCN06AB08

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della fluvoxamina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La fluvoxamina è un aralchilchetone O-metilossima: una catena aperta che porta un anello trifluorometilfenilico a un’estremità e, dall’altra, un gruppo ossimico legato a una catena amminoetilica.

È la più «anomala» degli SSRI dal punto di vista strutturale: non ha anelli condensati, non ha centri stereogenici, è una molecola sostanzialmente lineare. E questa diversità strutturale si riflette in un profilo di interazioni farmacologiche che, come vedremo, non ha eguali nella classe.

2Storia

Sviluppata dalla olandese Duphar, la fluvoxamina è approvata in Europa nel 1983: è, tecnicamente, il primo SSRI a entrare in commercio — quattro anni prima della fluoxetina.

Eppure quasi nessuno la ricorda come tale, e il primato culturale è andato al Prozac. Il motivo non è farmacologico: è di marketing e di geografia. La fluvoxamina non ebbe mai una campagna paragonabile, e negli Stati Uniti fu approvata solo nel 1994 — e solo per il disturbo ossessivo-compulsivo, mai per la depressione.

È il primo della classe, ed è quello che nessuno cita. Ha un’ironia che vale la pena registrare: nella storia dei farmaci, l’ordine di arrivo conta meno di chi racconta la corsa.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1)
  • Episodi depressivi maggiori.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).
Non sotto i 18 anni nella depressione

Il RCP: la fluvoxamina non deve essere utilizzata nel trattamento di bambini e adolescenti sotto i 18 anni per gli episodi depressivi maggiori — efficacia e sicurezza non stabilite in quell’indicazione.

4Nomi commerciali

In Italia la fluvoxamina è commercializzata come Maveral®, Dumirox®, Fevarin® e come specialità equivalenti a nome del principio attivo (fra le altre Fluvoxamina EG). Disponibile in compresse rivestite da 50 e 100 mg.

5Elenco completo dei marchi

In commercio in ItaliaMaveral · Dumirox · Fevarin
All’esteroLuvox · Faverin

Le specialità in commercio in Italia sono verificate sulle liste AIFA di classe A e H aggiornate al 31 marzo 2026. L’elenco cambia nel tempo e alcune confezioni possono risultare in carenza: la fonte che prevale è sempre la Banca Dati Farmaci di AIFA.

6Posologia

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2.
IndicazioneDose inizialeDose raccomandataMassimo
Depressione — adulti50 o 100 mg in dose singola serale100 mg/die. Rivalutare entro 3–4 settimane300 mg/die
Disturbo ossessivo-compulsivo — adulti50 mg/die100–300 mg/die300 mg/die
Sotto i 18 anni (depressione)Non deve essere utilizzata

Il RCP precisa il modo di somministrazione: dosi fino a 150 mg possono essere assunte in una singola somministrazione serale; oltre i 150 mg è consigliabile ripartirle in 2 o 3 dosi separate.

Perla clinica — il DOC richiede dosi alte e pazienza

Nel disturbo ossessivo-compulsivo la fluvoxamina — come tutti gli SSRI — lavora a dosi ben più alte che nella depressione: fino a 300 mg/die. E la latenza di risposta è molto più lunga: settimane, spesso mesi. È l’errore che si commette più spesso nel DOC, e lo si commette due volte: si dosa troppo poco, e si conclude troppo presto che «non funziona». Un trial adeguato di SSRI nel DOC significa dose piena per almeno 10–12 settimane.

7Farmacocinetica

Assorbimento. Completo dopo somministrazione orale; picco plasmatico in 3–8 ore. La biodisponibilità assoluta è del 53%, per effetto del metabolismo di primo passaggio. Il cibo non la influenza.

Distribuzione. Legame proteico 80%; volume di distribuzione 25 l/kg.

Metabolismo. Esteso metabolismo epatico, per demetilazione ossidativa, in almeno nove metaboliti escreti per via renale. Il RCP annota un dettaglio interessante: sebbene in vitro il CYP2D6 sia il principale isoenzima coinvolto, le concentrazioni nei metabolizzatori lenti del CYP2D6 non sono molto più alte che negli estesi — a differenza di quanto accade con paroxetina, vortioxetina o venlafaxina.

Eliminazione. Emivita plasmatica media di 13–15 ore dopo dose singola, che si allunga a 17–22 ore con la somministrazione ripetuta. Lo steady state si raggiunge in 10–14 giorni.

L’inibitore del CYP1A2 più potente della psicofarmacologia

È questo il tratto che definisce la fluvoxamina, e che va conosciuto prima di prescriverla. La fluvoxamina è un potentissimo inibitore del CYP1A2 — e anche del CYP2C19, con azione rilevante su CYP3A4 e CYP2C9. Nessun altro SSRI ha un profilo di inibizione così ampio.

Le conseguenze pratiche sono concrete e frequenti:

  • Clozapina e olanzapina sono substrati del CYP1A2: la fluvoxamina ne può far salire le concentrazioni in modo drammatico, con rischio di tossicità grave. È un’associazione che richiede riduzione di dose e monitoraggio — o, più spesso, va evitata.
  • Teofillina, tizanidina, ramelteon, alcuni antiaritmici: stesso problema.
  • Caffeina. Sì, la caffeina: è metabolizzata dal CYP1A2. Un paziente in fluvoxamina che continua a bere quattro caffè al giorno può ritrovarsi con concentrazioni di caffeina molto elevate — ansia, insonnia, tachicardia, tremore. Che verranno attribuite all’antidepressivo.
  • Il fumo induce il CYP1A2: smettere di fumare durante il trattamento sposta l’equilibrio.

In un paziente politrattato — e in psichiatria lo sono quasi tutti — questa non è una nota a piè di pagina: è la prima cosa da controllare.

8Farmacodinamica

La fluvoxamina è un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina, privo di affinità clinicamente significativa per i recettori muscarinici, istaminergici, adrenergici e dopaminergici.

Possiede però una caratteristica che la distingue: è, fra gli SSRI, quello con l’affinità più elevata per il recettore sigma-1. Il ruolo clinico di questo legame resta incerto, ma è stato chiamato in causa per spiegare alcune sue peculiarità — l’efficacia nel DOC, un possibile effetto sui sintomi cognitivi, e l’interesse che la molecola ha suscitato in contesti molto lontani dalla psichiatria (il recettore sigma-1 ha funzioni di modulazione della risposta infiammatoria).

Sul piano pratico, il posto della fluvoxamina oggi è definito da due cose: è un SSRI efficace, con una posizione storica solida nel disturbo ossessivo-compulsivo, e ha un profilo di interazioni che ne fa il farmaco da scegliere con la lista dei farmaci del paziente in mano. È sedativa più di fluoxetina e sertralina — da cui la somministrazione serale — e questo può essere un vantaggio nel paziente ossessivo che non dorme.

9Effetti collaterali

Tabella 2 — Effetti indesiderati principali.
AmbitoManifestazioni
GastrointestinaleNausea (l’effetto più frequente, talvolta con vomito; spesso transitorio), dispepsia, stipsi, diarrea, riduzione dell’appetito
Sistema nervosoSonnolenza (più marcata che con altri SSRI), cefalea, capogiro, tremore, insonnia, nervosismo
SessualeCalo della libido, eiaculazione ritardata, anorgasmia
AltroIperidrosi; astenia; iponatriemia e SIADH; viraggio ipomaniacale; sanguinamenti; palpitazioni
Alla sospensioneSindrome da interruzione: la sospensione va condotta in modo graduale
La domanda da fare sempre

Prima di prescrivere fluvoxamina, chiedete due cose. Che altri farmaci prende? — perché le interazioni via CYP1A2 sono la vera insidia di questa molecola, e la clozapina è quella che fa più danni. E quanto caffè beve? — perché è una domanda che sembra banale, e non lo è.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia, farmacocinetica e reazioni avverse sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di una specialità a base di fluvoxamina depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. I dati chimici sono calcolati dalla struttura molecolare; le sezioni «Storia» e «Farmacodinamica» si basano sulla letteratura farmacologica consolidata. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.

10Interazioni da conoscere

Carico serotoninergico

Rilevanza moderata · 13 molecole del repertorio

Somma di meccanismi serotoninergici o aumento del tono serotoninergico. Può aumentare il rischio di attivazione, tremore, disturbi gastrointestinali, iperreflessia e, nei casi gravi, sindrome serotoninergica.

In pratica. Usare cautela, titolare gradualmente, educare ai sintomi di allarme e verificare RCP ufficiale.

Riguarda l'associazione fra Fluvoxamina e: Amitriptilina · Citalopram · Clomipramina · Desvenlafaxina · Duloxetina · Escitalopram · Fluoxetina · Mirtazapina · Paroxetina · Sertralina · Trazodone · Venlafaxina · Vortioxetina.

CYP1A2

Rilevanza alta · 4 molecole del repertorio

Fluvoxamina è un forte inibitore del CYP1A2 e può aumentare nettamente l'esposizione di substrati sensibili. Interazione particolarmente rilevante con clozapina e olanzapina; attenzione a sedazione, ipotensione, convulsioni e tossicità.

In pratica. Evitare combinazioni non necessarie o monitorare strettamente concentrazioni/clinica secondo RCP.

Riguarda l'associazione fra Fluvoxamina e: Agomelatina · Clozapina · Duloxetina · Olanzapina.

Litio

Rilevanza moderata · 1 molecole del repertorio

Il litio può sommarsi a effetti neurotossici, serotoninergici o neurologici di altre molecole psicotrope. Possibili tremore, confusione, atassia, diarrea, sedazione o segni di tossicità in condizioni predisponenti.

In pratica. Monitorare litiemia, funzione renale, idratazione e sintomi neurologici; verificare sempre interazioni non psicotrope.

Riguarda l'associazione fra Fluvoxamina e: Litio.

Come va letto questo elenco

Sono i segnali che lo strumento di consultazione del sito riconosce fra le molecole del repertorio, organizzati per meccanismo. Assenza di segnalazione non significa assenza di interazione clinicamente possibile: l'elenco non copre i farmaci non psicotropi, gli alimenti, i fitoterapici né le condizioni individuali. La fonte che prevale resta sempre il RCP aggiornato. Per verificare una combinazione specifica c'è lo strumento interazioni.

11Domande frequenti

Quanti caffè posso bere se prendo fluvoxamina?

Meno di prima, e non è una battuta. La caffeina è metabolizzata dal CYP1A2, e la fluvoxamina è un potentissimo inibitore di quell'enzima: un paziente che continua con quattro caffè al giorno può ritrovarsi con concentrazioni di caffeina molto elevate, e quindi con ansia, insonnia, tachicardia e tremore. Il problema clinico è che quei sintomi vengono regolarmente attribuiti all'antidepressivo, e la terapia viene sospesa per un effetto che dipende in realtà dalla tazzina.

Perché prima di prescriverla chiedono tutti i farmaci che prendo?

Perché è la molecola con il profilo di interazioni più ampio della classe: inibitore potentissimo del CYP1A2 e del CYP2C19, con azione rilevante anche su CYP3A4 e CYP2C9. Clozapina e olanzapina sono substrati del CYP1A2 e le loro concentrazioni possono salire in modo drammatico, con rischio di tossicità grave: è un'associazione che richiede riduzione di dose e monitoraggio, o più spesso va evitata. Stesso problema con teofillina, tizanidina, ramelteon e alcuni antiaritmici.

Perché si prende la sera?

Perché è più sedativa di fluoxetina e sertralina, e nel paziente ossessivo che non dorme questo può essere un vantaggio piuttosto che un effetto collaterale. Il RCP prevede che dosi fino a 150 mg possano essere assunte in singola somministrazione serale, mentre oltre i 150 mg è consigliabile ripartirle in due o tre dosi separate. La sonnolenza è comunque elencata fra gli effetti indesiderati, ed è riportata come più marcata che con altri SSRI.

Nel disturbo ossessivo dopo quanto si capisce se funziona?

Più tardi di quanto si creda. Nel DOC la fluvoxamina lavora a dosi ben più alte che nella depressione — fino a 300 mg/die — e la latenza di risposta è molto più lunga: settimane, spesso mesi. È l'errore che si commette più spesso, e lo si commette due volte: si dosa troppo poco e si conclude troppo presto che non funziona. Un trial adeguato di SSRI nel DOC significa dose piena per almeno 10-12 settimane prima di dichiarare il fallimento.

Se smetto di fumare devo dirlo al medico?

Sì, ed è una delle poche volte in cui smettere di fumare cambia una terapia in corso. Il fumo induce il CYP1A2: quando si smette, l'induzione viene meno e l'equilibrio si sposta, con conseguenze sulle concentrazioni dei farmaci che passano da quell'enzima. In un paziente in fluvoxamina, che quell'enzima lo inibisce già potentemente, e magari in terapia concomitante con clozapina o olanzapina, è un cambiamento da segnalare a chi ha in carico la terapia, non da gestire da soli.

È vero che è stato il primo SSRI?

Sì, tecnicamente. Sviluppata dall'olandese Duphar, la fluvoxamina è approvata in Europa nel 1983: quattro anni prima della fluoxetina. Il primato culturale è però andato al Prozac, per ragioni di marketing e di geografia — non ebbe mai una campagna paragonabile, e negli Stati Uniti fu approvata solo nel 1994, e solo per il disturbo ossessivo-compulsivo, mai per la depressione. In Italia le indicazioni registrate sono episodi depressivi maggiori e disturbo ossessivo-compulsivo.

Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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