Vai al contenuto

Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Paroxetina

Inibisce il citocromo che la metabolizza: la cinetica è non lineare, e raddoppiare la dose più che raddoppia la concentrazione.

Denominazione comuneParoxetina (come cloridrato emiidrato)
Formula brutaC19H20FNO3
Peso molecolare329,37 g/mol
Codice ATCN06AB05

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della paroxetina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La paroxetina è una fenilpiperidina: un anello piperidinico che porta, da un lato, un fluorofenile e, dall’altro, un gruppo metilenico legato via etere a un anello benzodiossolico. Ha due centri stereogenici, ed è commercializzata come il singolo stereoisomero (3S,4R).

Rispetto agli altri SSRI, la paroxetina è la molecola più rigida e ingombrante. Questa rigidità le conferisce la più alta affinità per il SERT dell’intera classe — è il più potente inibitore della ricaptazione della serotonina in commercio — ma le lascia anche una residua affinità muscarinica che gli altri SSRI non hanno.

2Storia

Sviluppata dalla danese Ferrosan e poi da SmithKline Beecham, la paroxetina entra in commercio nel 1992 come Paxil (in Italia Seroxat), e diventa rapidamente uno degli SSRI più prescritti al mondo.

La sua storia, però, è anche una delle pagine più buie della psicofarmacologia recente. Lo Studio 329, pubblicato nel 2001, concluse che la paroxetina era «generalmente ben tollerata ed efficace» negli adolescenti depressi. Una rianalisi indipendente dei dati grezzi, pubblicata nel 2015, arrivò alla conclusione opposta: nessuna efficacia dimostrata, e un aumento degli eventi avversi gravi, incluse ideazione e comportamento suicidari.

Non è una nota storica marginale, ed è il motivo per cui apro la scheda con questo. Il RCP che leggiamo oggi porta ancora quella cicatrice — ed è, come vedremo, esplicito.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1)
  • Episodio di depressione maggiore.
  • Disturbo ossessivo-compulsivo.
  • Disturbo da attacchi di panico, con o senza agorafobia.
  • Disturbo d’ansia sociale / fobia sociale.
  • Disturbo d’ansia generalizzata.
  • Disturbo da stress post-traumatico.
Controindicata nei minori — e il RCP dice perché

Questo paragrafo va letto per intero, perché è insolitamente diretto. Il RCP afferma che la paroxetina non deve essere usata nel trattamento di bambini e adolescenti (7–17 anni), «in quanto è stato riscontrato in studi clinici controllati come la paroxetina sia associata ad un aumento del rischio di comportamento suicidario e di atteggiamento ostile. Inoltre in tali studi l’efficacia non è stata dimostrata in modo adeguato.»

Non è la solita formula sulla mancanza di dati. È il contrario: i dati ci sono, e dicono che il farmaco fa male e non funziona in quella fascia d’età. È l’eredità dello Studio 329, scritta in un documento regolatorio.

4Nomi commerciali

L’originatore in Italia è Seroxat®; in commercio anche Sereupin®, Daparox®, Eutimil® e numerose specialità equivalenti a nome del principio attivo — fra le altre Paroxetina EG, Paroxetina Teva, Paroxetina DOC, Paroxetina Zentiva, Paroxetina Aurobindo.

5Posologia

Il RCP dà un’indicazione di somministrazione precisa: una volta al giorno, al mattino, con del cibo. Le compresse vanno deglutite, non masticate.

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2.
IndicazioneDose inizialeDose raccomandataMassimo
Depressione maggiore20 mg/die50 mg/die
Disturbo ossessivo-compulsivo20 mg/die40 mg/die (incrementi di 10 mg)60 mg/die
Disturbo da attacchi di panico10 mg/die40 mg/die (incrementi di 10 mg)60 mg/die
Disturbo d’ansia sociale20 mg/die50 mg/die
Disturbo d’ansia generalizzata20 mg/die50 mg/die
Disturbo da stress post-traumatico20 mg/die50 mg/die
AnzianiCome nell’adulto40 mg/die
Bambini e adolescenti (7–17 anni)Non deve essere usata
Perla clinica — nel panico si parte da 10 mg

Il RCP motiva esplicitamente la dose iniziale dimezzata nel disturbo da attacchi di panico: «un basso dosaggio iniziale è raccomandato per ridurre al minimo il potenziale peggioramento» della sintomatologia. È l’attivazione ansiosa paradossa delle prime giornate — quella che il paziente con panico legge come un attacco, e che lo fa smettere. Con la paroxetina, che è il più potente SSRI sul SERT, questo rischio è particolarmente concreto.

6Farmacocinetica

Assorbimento. Ben assorbita, ma soggetta a un ampio metabolismo di primo passaggio: la quota che raggiunge il circolo sistemico è inferiore a quella assorbita.

Cinetica non lineare — ed è il punto. Il RCP lo spiega con chiarezza: aumentando la dose, l’effetto di primo passaggio si satura parzialmente e la clearance plasmatica si riduce. Il risultato è «un aumento non proporzionato delle concentrazioni plasmatiche». In pratica: raddoppiare la dose più che raddoppia la concentrazione. È l’opposto dell’escitalopram, che ha cinetica lineare.

Metabolismo. I metaboliti sono prodotti polari e coniugati, praticamente privi di attività farmacologica.

Eliminazione. Emivita variabile, generalmente di circa un giorno. Meno del 2% è escreto immodificato nelle urine; circa il 64% della dose è escreto come metaboliti per via urinaria e circa il 36% con le feci.

Il potente inibitore del CYP2D6 — e l’autoinibizione

La paroxetina è, insieme alla fluoxetina, il più potente inibitore del CYP2D6 fra gli SSRI. Ma con una particolarità: è anche substrato di quello stesso enzima. Inibisce il citocromo che la metabolizza. È questa autoinibizione a produrre la cinetica non lineare.

Le conseguenze pratiche sono due. Verso il paziente: alza le concentrazioni di antipsicotici, triciclici, beta-bloccanti, e riduce l’attivazione del tamoxifene — associazione da evitare nella donna in terapia adiuvante per carcinoma mammario. Verso sé stessa: un incremento di dose apparentemente modesto può produrre un salto di concentrazione sproporzionato.

7Farmacodinamica

La paroxetina è l’inibitore più potente del SERT fra gli SSRI in commercio, e in questo è la più «pura» espressione della classe.

Ha però due caratteristiche che la distinguono dalle altre, ed entrambe pesano sulla clinica.

La prima è una modesta affinità muscarinica — l’unica fra gli SSRI ad averne una clinicamente apprezzabile. Da qui la secchezza delle fauci, la stipsi e, nell’anziano, un contributo al carico anticolinergico complessivo che non è irrilevante quando si valuta il rischio cognitivo.

La seconda è una debole inibizione della ricaptazione della noradrenalina, che compare alle dosi più alte.

Il tratto che però definisce clinicamente questo farmaco è un altro, ed è la combinazione fra emivita di circa 24 ore, assenza di metaboliti attivi e cinetica non lineare. È la ricetta esatta della sindrome da interruzione.

8Effetti collaterali

Tabella 2 — Effetti indesiderati principali.
AmbitoManifestazioni
Sessuale — la più frequente della classeDisfunzioni sessuali: calo della libido, eiaculazione ritardata, anorgasmia, disfunzione erettile. La paroxetina ha l’incidenza più alta fra gli SSRI
AnticolinergicoSecchezza delle fauci, stipsi — assenti o trascurabili con gli altri SSRI
MetabolicoAumento di peso — il più marcato fra gli SSRI
Sistema nervosoSonnolenza (più sedativa degli altri SSRI), capogiro, tremore, cefalea, insonnia
GastrointestinaleNausea, riduzione dell’appetito
AltroIperidrosi; iponatriemia e SIADH; viraggio ipomaniacale; sanguinamenti anomali
La sindrome da interruzione più severa fra gli SSRI

Non è un’opinione: è una conseguenza aritmetica di emivita breve, nessun metabolita attivo e cinetica non lineare. Alla sospensione — o anche solo saltando una dose — compaiono capogiri, parestesie e brain zaps, nausea, ansia, irritabilità, insonnia, sintomi simil-influenzali.

La sospensione va condotta molto gradualmente, su settimane o mesi, e talvolta richiede formulazioni liquide per scalare sotto i 10 mg. Il paziente va avvertito prima di iniziare la terapia. Non farlo significa consegnargli, mesi dopo, l’idea di essere «dipendente» — o che il problema sia lui.

Gravidanza

La paroxetina è l’SSRI su cui esistono i segnali più consistenti di rischio malformativo cardiaco nel primo trimestre. Non è il primo SSRI da scegliere in una donna in età fertile che non usi contraccezione, e in gravidanza la scelta va sempre discussa con lo specialista.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia, farmacocinetica e avvertenze sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di una specialità a base di paroxetina depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. I dati chimici sono calcolati dalla struttura molecolare; le sezioni «Storia» e «Farmacodinamica» si basano sulla letteratura farmacologica consolidata. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


← Torna all'indice dei psicofarmaci

Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.