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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidepressivi

Vortioxetina

La scommessa opposta a trent’anni di selettività: non un bersaglio colpito bene, ma sei bersagli modulati insieme.

Denominazione comuneVortioxetina (come bromidrato)
Formula brutaC18H22N2S
Peso molecolare298,45 g/mol
Codice ATCN06AX26

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della vortioxetina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La vortioxetina è una arilpiperazina solfanilica: due anelli aromatici uniti da un ponte tioetereo (un atomo di zolfo), con una piperazina legata a uno dei due. Il gruppo dimetilfenilico completa la struttura.

È una molecola progettata a tavolino per legare più bersagli serotoninergici contemporaneamente — e non, come tutte quelle viste finora, per legarne uno solo il meglio possibile.

2Storia

Sviluppata da Lundbeck e Takeda, la vortioxetina è approvata in Europa nel 2013. È l’antidepressivo più recente fra quelli in commercio in Italia, e nasce con una scommessa esplicita.

La scommessa è questa: dopo trent’anni di molecole che cercavano la selettività — colpire un solo bersaglio e nient’altro — la vortioxetina torna indietro e sceglie la multimodalità. Non uno, ma sei bersagli serotoninergici, con effetti diversi su ciascuno.

L’obiettivo dichiarato non era battere gli SSRI sull’umore, ma su un terreno dove gli SSRI hanno sempre deluso: la disfunzione cognitiva della depressione — la nebbia mentale, la lentezza, i problemi di concentrazione e memoria che restano anche quando il tono dell’umore migliora. Vale la pena chiedersi, alla fine di questa scheda, se la scommessa sia stata vinta.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazione registrata (RCP § 4.1)

Trattamento degli episodi depressivi maggiori negli adulti. È l’unica.

Non nei minori di 18 anni

Il RCP: non deve essere usata nei pazienti pediatrici sotto i 18 anni con disturbo depressivo maggiore, «in quanto non è stata dimostrata l’efficacia».

La rivendicazione sul miglioramento cognitivo, pur supportata da studi dedicati, non è tradotta in un’indicazione registrata autonoma. È un dato che merita di essere tenuto presente quando si legge il materiale promozionale.

4Nomi commerciali

In Italia la vortioxetina è commercializzata come Brintellix® (Lundbeck), in compresse rivestite con film da 5, 10, 15 e 20 mg. È ancora coperta da brevetto: non esistono generici.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2. Assunzione una volta al giorno, con o senza cibo.
PopolazioneDose
Adulti sotto i 65 anniDose iniziale e raccomandata: 10 mg/die. Incrementabile fino a 20 mg/die o riducibile a 5 mg/die secondo la risposta
Anziani (≥ 65 anni)Il RCP segnala che i dati sono limitati e raccomanda cautela con dosi superiori a 10 mg/die
Dopo la remissioneProseguire per almeno 6 mesi per consolidare la risposta antidepressiva
Sotto i 18 anniNon deve essere usata
La sospensione — dove questo farmaco è davvero diverso

Il RCP afferma che «può essere considerata una riduzione graduale della dose», ma aggiunge che i dati non bastano per raccomandare uno schema specifico. Il motivo è farmacocinetico: con un’emivita di 66 ore, la vortioxetina si auto-scala. La sindrome da interruzione, che con paroxetina e venlafaxina è un problema clinico serio, qui è marginale. È forse il vantaggio pratico più solido di questa molecola.

6Farmacocinetica

Assorbimento. Lento ma adeguato; picco plasmatico fra 7 e 11 ore. Biodisponibilità assoluta del 75%. Il cibo non ha effetti.

Distribuzione. Volume di distribuzione enorme — 2.600 litri — indice di estesa distribuzione extravascolare. Legame proteico del 98–99%, indipendente dalla concentrazione.

Metabolismo. Estensivo, epatico, per ossidazione catalizzata dal CYP2D6 (via principale) e, in misura minore, da CYP3A4/5 e CYP2C9, con successiva glucuronazione.

Eliminazione. Emivita media di 66 ore — la più lunga fra gli antidepressivi in commercio dopo la fluoxetina. Clearance orale 33 l/h.

Metabolizzatori lenti del CYP2D6

Poiché la via metabolica principale è il CYP2D6 — polimorfo, con circa il 7–10% di metabolizzatori lenti nella popolazione europea — le concentrazioni possono variare sensibilmente. Anche l’associazione con inibitori potenti del CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina, bupropione) richiede attenzione: può rendere necessaria una riduzione della dose.

7Farmacodinamica

Qui la vortioxetina merita di essere presa sul serio, perché il suo profilo recettoriale è, per una volta, davvero diverso. Riporto quanto il RCP stesso dichiara: la vortioxetina è

  • inibitore del trasportatore della serotonina (SERT) — come un SSRI;
  • antagonista dei recettori 5-HT3, 5-HT7 e 5-HT1D;
  • agonista parziale del recettore 5-HT1B;
  • agonista del recettore 5-HT1A.

Sei azioni diverse su cinque bersagli. Il RCP aggiunge che questa attività porta a «una modulazione della neurotrasmissione in diversi sistemi, incluso principalmente quello della serotonina ma probabilmente anche quelli della noradrenalina, dopamina, istamina, acetilcolina, GABA e glutammato».

Due di queste azioni hanno una traduzione clinica riconoscibile. L’antagonismo 5-HT3 è antiemetico: spiega perché la nausea, pur essendo l’effetto avverso più comune, tenda a risolversi rapidamente. L’antagonismo 5-HT7 e l’agonismo 5-HT1A sono il razionale dell’effetto sulla cognizione: il 5-HT7 è coinvolto nei ritmi circadiani e nella memoria, e il suo blocco aumenta il rilascio di acetilcolina nell’ippocampo.

Onestà sui risultati

La domanda posta all’inizio merita una risposta netta. La vortioxetina funziona, ed è ben tollerata. Ma nelle meta-analisi comparative non è risultata superiore agli altri antidepressivi di seconda generazione sull’efficacia antidepressiva. Il vantaggio cognitivo è documentato in studi dedicati, ma la sua entità è modesta e la sua rilevanza clinica è ancora oggetto di discussione — non l’ha trasformata in un’indicazione registrata. E costa molto più di un SSRI generico. Il suo posto, oggi, è dove ha vantaggi reali e verificabili: il paziente che ha abbandonato un SSRI per disfunzione sessuale o nausea, o quello in cui la lamentela cognitiva è dominante. Non come prima scelta indiscriminata.

8Effetti collaterali

Tabella 2 — Effetti indesiderati principali.
FrequenzaManifestazioni
Molto comuneNausea — di gran lunga il più frequente, generalmente transitorio e dose-dipendente
ComuneDiarrea, stipsi, vomito; capogiro; prurito; sogni anormali
Non comune / raroRossore; sudorazione notturna; iponatriemia; ecchimosi, epistassi, sanguinamento gastrointestinale; viraggio ipomaniacale
SessualeIncidenza bassa alle dosi di 5–10 mg; aumenta ai 20 mg
PesoSostanzialmente neutra
Perla clinica — la nausea si gestisce, non si subisce

La nausea è l’unico vero ostacolo all’inizio della terapia, ed è la ragione principale di abbandono nelle prime settimane. È dose-dipendente e tende a risolversi spontaneamente. Partire da 5 mg per la prima settimana, e avvertire il paziente che il disturbo è atteso e transitorio, ribalta l’esito: la differenza fra un paziente che smette al quinto giorno e uno che arriva alla risposta è quasi tutta in questa conversazione, fatta prima.

Sanguinamenti

Come tutti i farmaci serotoninergici, la vortioxetina può favorire sanguinamenti — la serotonina è coinvolta nell’aggregazione piastrinica. Il RCP elenca ecchimosi, epistassi e sanguinamento gastrointestinale. Cautela nel paziente in terapia con anticoagulanti, antiaggreganti o FANS.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia, farmacocinetica, meccanismo d’azione e reazioni avverse sono verificate sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Brintellix® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Il profilo recettoriale riportato in sezione 7 è quello dichiarato nel RCP stesso. Le considerazioni comparative sull’efficacia si basano sulla letteratura meta-analitica. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.