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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antidemenza

Galantamina

Nell MCI — la popolazione che chiede di essere trattata «prima» — la galantamina non ha dato beneficio, e la mortalità è stata 1,4% contro 0,3% del placebo. Nell Alzheimer conclamato, invece, meno morti che con placebo. Stesso farmaco. La differenza non sta nella molecola: sta in chi la prende.

Denominazione comuneGalantamina bromidrato
Formula brutaC17H21NO3
Peso molecolare287,36 g/mol
Codice ATCN06DA04
⚠ AVVERTENZA SULLA FONTE — leggere prima di tutto il resto.

La galantamina è autorizzata e in commercio in Italia (Reminyl®, capsule a rilascio prolungato, ricetta limitativa con piano terapeutico). Ma alla data di verifica — luglio 2026i suoi stampati NON risultano depositati nella banca dati AIFA: interrogando l’anagrafica, tutti i record della galantamina riportano il flag RCP a «non disponibile». Non c’è, semplicemente, un RCP italiano consultabile online.

Non invento nulla e non ricostruisco a memoria. Questa scheda è quindi costruita sul RCP europeo verificabile — la ficha técnica di Reminyl® depositata presso l’AEMPS, l’agenzia regolatoria spagnola (revisione del testo 10/2021, stesso titolare: Essential Pharma Limited). È lo stesso farmaco, la stessa formulazione, lo stesso titolare AIC. Ma un RCP spagnolo non ha valore normativo in Italia, e voi dovete saperlo.

Lo dico perché è esattamente il genere di cosa che di solito si nasconde. Qui la si dichiara.

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Struttura della galantamina: un alcaloide terziario. Nel medicinale è presente come bromidrato. Struttura generata da SMILES canonico; formula e peso molecolare calcolati sulla base libera.
Denominazione comune (INN)Galantamina (come bromidrato)
Formula bruta (base libera)C17H21NO3
Peso molecolare (base libera)287,36 g/mol
ClasseInibitore selettivo, competitivo e reversibile dell’acetilcolinesterasi + potenziamento nicotinico
Codice ATCN06DA04
In ItaliaReminyl® (AIC 034752), capsule a rilascio prolungato 8 / 16 / 24 mg. RRL con piano terapeutico
Una nota di storia che vale la pena di raccontare, perché è vera e bellissima.

La galantamina non è nata in un laboratorio farmaceutico. È un alcaloide naturale, estratto dal bucaneve (Galanthus) e dal narciso. La leggenda vuole — e qui siamo nel campo del folklore, non della farmacologia — che il moly, l’erba che Ermes dà a Ulisse nell’Odissea per proteggerlo dai filtri di Circe che cancellano la memoria e trasformano gli uomini in porci, fosse proprio un bulbo di questa famiglia.

Un antidoto omerico contro l’incantesimo che ruba la mente. Non è farmacologia — è mitologia. Ma è troppo bella per non dirla.

2Meccanismo — quello che la galantamina fa in più

Dal RCP (§5.1), verbatim (traduzione fedele dallo spagnolo):

«Galantamina, un alcaloide terziario, è un inibitore selettivo, competitivo e reversibile dell’acetilcolinesterasi. Inoltre, galantamina migliora l’azione intrinseca dell’acetilcolina sui recettori nicotinici, probabilmente mediante il legame a un punto allosterico del recettore. Di conseguenza, può ottenersi una maggiore attività nel sistema colinergico associata a una migliore funzione cognitiva nei pazienti con demenza di tipo Alzheimer.»
Qui c’è il tratto distintivo della galantamina, e va spiegato con precisione — e con onestà.

Il donepezil e la rivastigmina fanno una cosa sola: impediscono che l’acetilcolina venga degradata. La galantamina ne fa due. Blocca l’enzima e, in più, si lega al recettore nicotinico in un punto diverso da quello dove si lega l’acetilcolina — e lo rende più sensibile. Non lo attiva: lo predispone. È come alzare il volume dell’amplificatore, non gridare più forte.

Perché è importante il nicotinico? Perché i recettori nicotinici presinaptici regolano il rilascio di altri neurotrasmettitori — glutammato, GABA, dopamina. Potenziarli significa, in teoria, un effetto a cascata più ampio del semplice risparmio di acetilcolina.

E ora la parte onesta. Notate che il RCP scrive «probabilmente mediante il legame a un punto allosterico». Non lo dà per certo. E soprattutto: non esiste una dimostrazione clinica che questo secondo meccanismo si traduca in una superiorità della galantamina sugli altri anticolinesterasici. Le metanalisi non mostrano differenze di efficacia rilevanti fra i tre.

Quindi: il meccanismo è più elegante. Il risultato clinico non lo è. E chi vi vende la galantamina come «l’anticolinesterasico che fa di più» sta facendo marketing di un dato preclinico — che è, in medicina, uno dei modi più diffusi ed eleganti di dire una cosa non falsa e però non vera.

3Indicazione autorizzata

«Reminyl è indicato nel trattamento sintomatico della demenza di tipo Alzheimer da lieve a moderatamente grave

Una frase. È tutta la sezione 4.1. La diagnosi «deve essere confermata adeguatamente secondo le linee guida cliniche attuali», da un medico esperto. E — terza volta in questa sezione, dopo donepezil e memantina:

«Il trattamento con galantamina deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico e deve essere iniziato soltanto se si dispone di un caregiver che sorvegli regolarmente l’assunzione del medicinale da parte del paziente.»

4⭐ Il dato che nessuno cita: la mortalità nell’MCI

Questa è la ragione principale per cui questa scheda andava scritta. Leggetela lentamente.

Dal RCP (§4.4), verbatim:

«Non è stato dimostrato il beneficio della galantamina in pazienti con altri tipi di demenza o altri tipi di deterioramento della memoria. In 2 studi clinici della durata di 2 anni in pazienti con deterioramento cognitivo lieve (deterioramento della memoria moderato, che non soddisfa i criteri di demenza di tipo Alzheimer), il trattamento con galantamina non ha dimostrato alcun beneficio sul deterioramento cognitivo né ha ridotto la conversione clinica a demenza.

Il tasso di mortalità nel gruppo trattato con galantamina è stato significativamente maggiore che nel gruppo placebo: 14/1.026 (1,4%) nei pazienti trattati con galantamina e 3/1.022 (0,3%) nei pazienti a cui è stato somministrato placebo. Il motivo dei decessi è stato vario. Nel gruppo trattato con galantamina, la causa di circa metà dei decessi è stata di tipo vascolare (infarto del miocardio, ictus e morte improvvisa). Si ignora l’importanza di questo reperto nel trattamento di pazienti con demenza di tipo Alzheimer.»

Fermiamoci. Il mild cognitive impairment è ESATTAMENTE la popolazione che chiede di essere trattata. Sono le persone che si accorgono di dimenticare, che stanno male, che vengono in ambulatorio e dicono «dottore, facciamo qualcosa prima».

E la risposta della scienza è: in quella popolazione la galantamina non ha funzionato — e nei due studi sono morte più persone. Quasi cinque volte tanto. Metà per cause vascolari.

«Facciamo qualcosa prima» è il più umano degli istinti, e il più pericoloso dei ragionamenti. Trattare presto non è automaticamente trattare meglio. A volte è solo esporre al rischio persone che non avrebbero avuto il beneficio.

Questo dato ha, da solo, cambiato il modo in cui la comunità scientifica guarda al trattamento farmacologico dell’MCI. E la maggior parte delle persone che prescrivono anticolinesterasici non sa che è scritto lì.

Il contrappeso — e va citato, sempre, se si vuole essere onesti. Il RCP prosegue: in uno studio a lungo termine, randomizzato e controllato con placebo su 2.045 pazienti con Alzheimer da lieve a moderata, non si è osservato un aumento della mortalità con la galantamina. Anzi: la mortalità nel gruppo placebo è stata significativamente superiore56/1.021 (5,5%) con placebo contro 33/1.024 (3,2%) con galantamina (HR 0,58; IC 95% 0,37–0,89; p = 0,011).

Due studi, due popolazioni, due risultati opposti. E la lezione è enorme.

Nell’MCI — nessun beneficio, più morti.
Nell’Alzheimer conclamatomeno morti.

Lo stesso farmaco. La differenza non sta nella molecola: sta in chi la prende.

Ecco perché l’indicazione dice «demenza di tipo Alzheimer da lieve a moderatamente grave» e non «per la memoria». L’indicazione non è una formalità burocratica: è il perimetro dentro il quale il rapporto rischio/beneficio è stato misurato e trovato favorevole. Fuori da quel perimetro, non è che «forse funziona meno». È che non lo sappiamo — e in un caso documentato è andata peggio.

Se dovessi tenere una cosa sola di tutta la Parte VIII, terrei questa.

5Posologia

FaseDose (capsule a rilascio prolungato, 1 volta al giorno, al mattino, preferibilmente con cibo)
Inizio8 mg/die per 4 settimane
Prima dose di mantenimento16 mg/die, da mantenere per almeno 4 settimane
Eventuale aumento24 mg/die — «deve essere fatto in modo individualizzato, dopo un’adeguata valutazione sia del beneficio clinico sia della tollerabilità»
Se 24 mg non funziona o non si tolleraRidurre a 16 mg/die
RivalutazioneTollerabilità e dose vanno rivalutate regolarmente, preferibilmente a 3 mesi dall’inizio

Le capsule vanno deglutite intere: non masticare, non frantumare. Il RCP raccomanda di assicurare un’adeguata assunzione di liquidi durante il trattamento. In presenza di inibitori potenti del CYP2D6 o del CYP3A4, considerare una riduzione della dose.

Rene e fegato

ClCr ≥ 9 ml/minNessun aggiustamento
ClCr < 9 ml/minCONTROINDICATA
Child-Pugh 5–6 (lieve)Nessun aggiustamento
Child-Pugh 7–9 (moderata)Iniziare con 8 mg a giorni alterni per 1 settimana, poi 8 mg/die per 4 settimane. Mai oltre 16 mg/die
Child-Pugh > 9 (grave)CONTROINDICATA
Una buona notizia, per una volta. Il RCP dice testualmente che «non si produce effetto rebound dopo la sospensione brusca del trattamento» — per esempio in preparazione a un intervento chirurgico. Si può fermare senza scalare. Cosa che, in questo repertorio pieno di benzodiazepine da scalare per settimane, è quasi un sollievo.

6Controindicazioni — sono solo tre

  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
  • Insufficienza epatica grave (Child-Pugh > 9)
  • Clearance della creatinina < 9 ml/min

Più la precisazione: «Galantamina è controindicata nei pazienti che presentano un’insufficienza renale ed epatica significative» (concomitanti). Nessuna controindicazione cardiaca in §4.3 — ma leggete il paragrafo successivo, perché le cautele cardiache ci sono eccome.

7Avvertenze

AmbitoContenuto del RCP
Reazioni cutanee graviSindrome di Stevens-Johnson e pustolosi esantematica generalizzata acuta. Il RCP è tassativo: i pazienti vanno informati sui segni delle reazioni cutanee gravi, e il farmaco va sospeso alla PRIMA comparsa di eruzione cutanea. Segnalato anche l’eritema multiforme.
CuoreEffetti vagotonici: bradicardia e tutti i tipi di blocco del nodo atrioventricolare. Rilevante nella «sindrome del seno malato», nei disturbi di conduzione sopraventricolare, in chi assume digossina o betabloccanti, e in chi ha alterazioni elettrolitiche non corrette. Cautela in: infarto recente, fibrillazione atriale, blocco di II grado o superiore, angina instabile, scompenso cardiaco NYHA III–IV.
QTcSegnalati casi di prolungamento del QTc a dosi terapeutiche e torsione di punta in caso di sovradosaggio. Cautela con altri farmaci QT-prolunganti e in presenza di cardiopatia o alterazioni elettrolitiche.
StomacoSorvegliare i pazienti a rischio di ulcera peptica (anamnesi positiva, FANS concomitanti). Non raccomandata in caso di ostruzione gastrointestinale o nel post-operatorio di chirurgia gastrointestinale.
ConvulsioniSegnalate. Possono essere anche una manifestazione della malattia stessa. L’aumento del tono colinergico può peggiorare i sintomi extrapiramidali.
CerebrovascolareNell’analisi combinata degli studi controllati, effetti avversi cerebrovascolari osservati con poca frequenza — da tenere presente in chi ha malattia cerebrovascolare
PolmoniCautela in asma grave, malattia polmonare ostruttiva, infezioni polmonari attive (es. polmonite)
Vie urinarieNon raccomandata in caso di ostruzione urinaria o post-chirurgia vescicale
AnestesiaAumenta il rilassamento muscolare di tipo succinilcolinico, «specialmente in casi di deficit di pseudocolinesterasi»
PesoIl malato di Alzheimer perde peso, e gli anticolinesterasici sono associati a perdita di peso: sorvegliarlo
EccipientiLe capsule contengono saccarosio: da evitare in intolleranza ereditaria al fruttosio, malassorbimento di glucosio-galattosio, deficit di saccarasi-isomaltasi

8Farmacocinetica in breve

Biodisponibilità assoluta88,5 ± 5,4 % — molto alta
Emivita terminale8–10 ore (soggetti sani)
Legame proteicoSolo 18 %
MetabolismoCYP2D6 (O-desmetilgalantamina) e CYP3A4 (N-ossido). Fino al 75 % della dose è metabolizzato
Metabolizzatori lenti CYP2D6Clearance inferiore di circa 25 %, ma senza bimodalità nella popolazione: il RCP conclude che lo stato metabolico non ha rilevanza clinica nella popolazione generale
Interazioni quantificateParoxetina (inibitore potente CYP2D6): biodisponibilità +40 %. Ketoconazolo +30 %, eritromicina +12 %
PopolazioniNel malato di Alzheimer le concentrazioni sono 30–40 % più alte che nel giovane sano. Nelle donne la clearance è 20 % inferiore che negli uomini

L’interazione con la paroxetina non è teorica: depressione e demenza convivono continuamente, e la paroxetina è un antidepressivo che troverete in queste stesse pagine. +40 % di biodisponibilità in un anziano bradicardico non è un dettaglio.

Nota metodologica — LEGGERE CON ATTENZIONE. La galantamina è autorizzata e in commercio in Italia (Reminyl®, AIC 034752, capsule a rilascio prolungato, ricetta ripetibile limitativa con piano terapeutico AIFA): questi dati sono stati verificati direttamente nell’anagrafica AIFA. Tuttavia, alla data di verifica (luglio 2026), gli stampati (RCP e foglio illustrativo) della galantamina NON risultano depositati nella banca dati AIFA — l’interrogazione dell’anagrafica restituisce il flag RCP come non disponibile su tutti i record. Non esiste quindi un RCP italiano consultabile, e nessun dato clinico di questa scheda poteva esserne estratto. Coerentemente con la regola metodologica di questo repertorio — nessun dato che non sia verificato su un documento regolatorio ufficiale — indicazione, posologia (8 mg per 4 settimane → 16 mg per almeno 4 settimane → eventualmente 24 mg; aggiustamenti renali ed epatici; assenza di effetto rebound alla sospensione), le tre controindicazioni, tutte le avvertenze (Stevens-Johnson e pustolosi esantematica generalizzata acuta con obbligo di sospensione alla prima eruzione cutanea; bradicardia e blocchi AV; prolungamento del QTc e torsione di punta in sovradosaggio; convulsioni; asma; ostruzione urinaria; succinilcolina in anestesia; peso), la farmacocinetica (biodisponibilità 88,5 %, emivita 8–10 h, CYP2D6/CYP3A4, paroxetina +40 %) e — soprattutto — i dati verbatim di mortalità negli studi sul deterioramento cognitivo lieve (14/1.026 vs 3/1.022) e nello studio a lungo termine sull’Alzheimer (33/1.024 vs 56/1.021, HR 0,58, p = 0,011) sono estratti dalla ficha técnica di Reminyl® depositata presso l’AEMPS (Agencia Española de Medicamentos y Productos Sanitarios), nn. di autorizzazione 66.650/66.651/66.652, revisione del testo 10/2021, titolare Essential Pharma Limited — lo stesso titolare della specialità italiana. Le citazioni sono tradotte fedelmente dallo spagnolo. Un RCP spagnolo non ha valore normativo in Italia: è riportato a scopo informativo e di confronto, non prescrittivo, e non sostituisce il foglio illustrativo della confezione italiana. Il richiamo all’origine naturale della molecola (Galanthus) e all’ipotesi del moly omerico è dichiarato come aneddoto storico-mitologico, non come farmacologia. L’osservazione che il doppio meccanismo non si traduce in una superiorità clinica dimostrata sugli altri anticolinesterasici è un giudizio critico basato sulla letteratura, esterno al RCP e dichiarato come tale. Formula bruta e peso molecolare sono calcolati dalla struttura chimica della base libera. Questa scheda è materiale di consultazione per professionisti e non sostituisce il giudizio clinico.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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