Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici
Pimozide
Antagonista D2 potente e selettivo, con emivita di circa 55 ore e una sola somministrazione al mattino. Poco sedativo, ben tollerato soggettivamente — ma con un rischio di prolungamento del QT che ne governa oggi ogni aspetto prescrittivo.
1Struttura e proprietà chimiche
| Denominazione comune (INN) | Pimozide |
|---|---|
| Nome chimico (IUPAC) | 3-[1-[4,4-bis(4-fluorofenil)butil]piperidin-4-il]-1,3-diidro-2H-benzimidazol-2-one |
| Formula bruta | C28H29F2N3O |
| Peso molecolare | 461,56 g/mol |
| Classe chimica | Difenilbutilpiperidina |
| Codice ATC | N05AG02 |
2Storia
La pimozide è sintetizzata da Paul Janssen nel 1963, appena cinque anni dopo l’aloperidolo. L’obiettivo dichiarato era ottenere un antagonista D2 altamente selettivo e a lunghissima durata d’azione — un neurolettico che si potesse dare una volta al giorno, o addirittura a giorni alterni, in un’epoca in cui la scarsa aderenza era già il problema centrale della schizofrenia cronica.
Il risultato fu una molecola di grande purezza farmacologica: pochissimo antistaminico, pochissimo anticolinergico, pochissimo sedativo. La pimozide non “stordisce”. È questa la ragione per cui, negli anni Settanta e Ottanta, si guadagnò una reputazione particolare: era il neurolettico dei pazienti che dovevano restare lucidi, e dei quadri deliranti a nucleo circoscritto — il delirio parassitario (di Ekbom), la dismorfofobia delirante, il delirio erotomanico — dove diventò per un lungo periodo il trattamento di riferimento della letteratura.
La sua fortuna si è però incrinata negli anni Novanta, quando è diventato chiaro che la stessa purezza recettoriale conviveva con un problema serio: il blocco dei canali del potassio hERG e il conseguente prolungamento del QT. Da allora la pimozide è, di fatto, un farmaco sotto sorveglianza: ancora prezioso, ma da usare con l’ECG in mano.
3Indicazioni autorizzate in Italia
Dal RCP di Orap® (§4.1). Il testo è di impianto storico e va letto per intero:
- Terapia antipsicotica di mantenimento di lunga durata in pazienti psicotici cronici ed acuti sensibili agli effetti antipsicotici specifici dei neurolettici — è l’indicazione principale, e la parola chiave è «di base»;
- Terapia d’attacco in pazienti ambulatoriali od ospedalizzati da poco tempo o riammessi, purché agitazione psicomotoria, aggressività o stati ansiosi gravi NON costituiscano i sintomi dominanti;
- Casi limite tra forme schizofreniche e forme nevrotiche (es. stati paranoidi e schizoidi) che implicano difficoltà di rapporti sociali.
Il RCP aggiunge che «l’impiego del prodotto ad alte dosi deve essere limitato agli Ospedali e Case di Cura con le indicazioni ridotte al trattamento dei casi resistenti».
4Nomi commerciali in Italia
| Orap® | Compresse da 4 mg (in passato anche 1 mg). Unica specialità disponibile in Italia; nessun generico. |
|---|
5Posologia
Dal RCP (§4.2). «Poiché la risposta individuale ai farmaci antipsicotici è variabile, il dosaggio di pimozide deve essere stabilito caso per caso sotto stretta sorveglianza medica.»
| Fase | Dose | Note |
|---|---|---|
| Dose iniziale (adulto) | 1–2 mg/die | Secondo peso corporeo e gravità dei sintomi. |
| Titolazione | +2–4 mg | Incrementi a intervalli non inferiori a una settimana. |
| Mantenimento | 1–8 mg/die | Dose ottimale abituale. Somministrazione unica, al mattino. |
| Dose massima | 20 mg/die | Solo all’occorrenza e progressivamente. Il paziente va rivalutato con regolarità per verificare che sia trattato con la dose minima efficace. |
| Metabolizzatori lenti CYP2D6 | max 4 mg/die | Il RCP raccomanda la genotipizzazione del CYP2D6 per dosi ≥ 4 mg/die. Nei metabolizzatori lenti: non superare 4 mg/die e non aumentare la dose prima di 14 giorni. |
| Anziani | Posologia da stabilire con attenzione; valutare la riduzione delle dosi indicate. | |
| Minori | Il RCP italiano non definisce uno schema pediatrico per Orap. Non raccomandata sotto i 18 anni. | |
6Farmacocinetica
| Assorbimento | > 50% della dose orale. |
|---|---|
| Tmax | 6–8 ore (range 4–12 ore). |
| Distribuzione | Non influenzata dalla via di somministrazione: ~10% fegato, 0,7% sangue, 0,1% cervello. Il farmaco si localizza nell’ipofisi e nel nucleo caudato. |
| Metabolismo | Significativo effetto di primo passaggio. Catalizzato principalmente da CYP3A4 e CYP2D6, in misura minore da CYP1A2. N-dealchilazione estesa. Due metaboliti principali: 1-(4-piperidil)-2-benzimidazolinone e acido 4,4-bis(4-fluorofenil)butirrico — entrambi privi di attività antipsicotica. |
| Emivita | ~55 ore nei pazienti schizofrenici. |
| Eliminazione | Renale, quasi esclusivamente come metaboliti; solo una frazione minima immodificata nelle urine. |
| Variabilità | Differenza interindividuale nell’AUC di 13 volte, con analoga variazione dei picchi sierici. |
7Farmacodinamica
La pimozide è un antagonista D2 potente e altamente selettivo. È, fra gli antipsicotici classici, uno dei più “puliti” dal punto di vista recettoriale:
- D2 — antagonismo potente: è il meccanismo antipsicotico, con occupazione striatale elevata anche a dosi basse;
- Canali del calcio — la pimozide blocca i canali del calcio voltaggio-dipendenti, una proprietà insolita in classe;
- Canali hERG (IKr) — il vero problema: il blocco della corrente rettificante ritardata del potassio allunga la ripolarizzazione ventricolare e quindi il QT;
- H1, M1, α1 — affinità bassa: da qui la scarsa sedazione, la scarsa ipotensione e i pochi effetti anticolinergici.
8Effetti collaterali e controindicazioni
Controindicazioni (§4.3)
- Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti
- Stati comatosi di qualsiasi origine
- Depressione endogena e morbo di Parkinson
- Gravidanza
- Malattie cardiache clinicamente significative: infarto miocardico acuto recente, insufficienza cardiaca scompensata, aritmie trattate con antiaritmici di classe Ia e III
- Prolungamento dell’intervallo QTc
- Storia familiare di aritmia o torsione di punta
- Ipopotassiemia non corretta
- Uso concomitante di farmaci che prolungano il QTc
- Uso concomitante di inibitori del CYP3A4 (azolici antimicotici, inibitori della proteasi, macrolidi, nefazodone) e di inibitori del CYP2D6 (chinidina)
Reazioni avverse (§4.8 — incidenza ≥2%, studi controllati vs placebo, n=165 vs 134)
| Sistema | Reazione | Pimozide | Placebo |
|---|---|---|---|
| Cute | Iperidrosi | 13% | 7% |
| Rene / vie urinarie | Nicturia | 12% | 6% |
| Sistema nervoso | Vertigini | 11% | 6% |
| Sistema nervoso | Sonnolenza | 11% | 7% |
| Psichiatria | Insonnia | 7% | 2% |
| Sistema nervoso | Mal di testa | 7% | 4% |
| Gastrointestinale | Costipazione | 7% | 1% |
| Rene / vie urinarie | Pollachiuria | 7% | 2% |
| Metabolismo | Anoressia | 6% | 1% |
| Gastrointestinale | Secchezza delle fauci | 5% | 2% |
| Sistema nervoso | Tremore | 4% | 1% |
| Sistema nervoso | Letargia | 3% | 1% |
| Gastrointestinale | Vomito | 3% | 1% |
| Cute | Iperattività ghiandole sebacee | 3% | 1% |
| Occhio | Visione offuscata | 2% | 0% |
| Riproduzione | Disfunzione erettile | 2% | 1% |
| Generali | Prostrazione | 2% | 1% |
Oltre a questi: sintomi extrapiramidali dose-dipendenti, discinesia tardiva nel trattamento prolungato, iperprolattinemia, e — l’evento raro ma grave — aritmie ventricolari e torsione di punta. La sindrome maligna da neurolettici resta possibile con qualunque antagonista D2.
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.