Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Nutraceutici
Zinco
Lo zinco basso nel depresso è causa o conseguenza? Lo zinco plasmatico crolla durante l infiammazione: potrebbe essere solo il termometro, non il fuoco. «Essenziale» non significa «più ne prendi meglio è» — e l eccesso dà una mielopatia da carenza di rame.
Denominazione comuneZinco (Zn2+)
Formula brutaO4SZn (solfato)
Peso molecolare161,45 g/mol
Codice ATC—
⚠ ATTENZIONE — QUESTA SEZIONE FUNZIONA DIVERSAMENTE DALLE ALTRE.
Le schede dei farmaci di questo repertorio si basano su un RCP depositato presso AIFA. Qui no. Per l’uso psichiatrico di cui si parla non esiste alcuna indicazione terapeutica autorizzata. Nessuna di queste sostanze è un antidepressivo; nessuna sostituisce una terapia. Quello che leggerete è letteratura scientifica valutata criticamente, non un documento regolatorio.
Sono qui perché la fuffa non si combatte ignorandola: si combatte smontandola con i dati.
Le schede dei farmaci di questo repertorio si basano su un RCP depositato presso AIFA. Qui no. Per l’uso psichiatrico di cui si parla non esiste alcuna indicazione terapeutica autorizzata. Nessuna di queste sostanze è un antidepressivo; nessuna sostituisce una terapia. Quello che leggerete è letteratura scientifica valutata criticamente, non un documento regolatorio.
Sono qui perché la fuffa non si combatte ignorandola: si combatte smontandola con i dati.
Lo zinco è il caso in cui la biologia è solidissima e la clinica è ancora tutta da dimostrare. E la distanza fra le due cose è, ancora una volta, il punto di questa sezione.
Lo zinco non è un integratore «di moda»: è un oligoelemento essenziale. Senza zinco si muore. È il cofattore di oltre trecento enzimi, serve alla sintesi del DNA, all’immunità, alla riparazione dei tessuti.
E nel cervello ha un ruolo che dovrebbe farvi drizzare le antenne: è concentratissimo nell’ippocampo, dentro le vescicole di certi neuroni glutammatergici — i cosiddetti neuroni zinco-ergici — e viene rilasciato nella sinapsi insieme al glutammato, dove modula il recettore NMDA.
Se avete letto la scheda della memantina, questa parola vi suona: NMDA. Esattamente lo stesso recettore.
Lo zinco non è un integratore «di moda»: è un oligoelemento essenziale. Senza zinco si muore. È il cofattore di oltre trecento enzimi, serve alla sintesi del DNA, all’immunità, alla riparazione dei tessuti.
E nel cervello ha un ruolo che dovrebbe farvi drizzare le antenne: è concentratissimo nell’ippocampo, dentro le vescicole di certi neuroni glutammatergici — i cosiddetti neuroni zinco-ergici — e viene rilasciato nella sinapsi insieme al glutammato, dove modula il recettore NMDA.
Se avete letto la scheda della memantina, questa parola vi suona: NMDA. Esattamente lo stesso recettore.
1Struttura e dati
| Elemento | Zinco (Zn²⁺) — oligoelemento essenziale |
|---|---|
| Forma illustrata | Zinco solfato — O4SZn, 161,45 g/mol |
| Fabbisogno | Circa 8–11 mg/die (adulto) |
| Stato in Italia | ⚠ Integratore. Nessuna indicazione psichiatrica autorizzata |
2Perché il razionale è serio
Tre fatti, tutti solidi, che messi insieme fanno un’ipotesi elegante.
1. Lo zinco è un antagonista endogeno del recettore NMDA. Cioè: il cervello, da solo, si è dotato di una molecola che frena il glutammato. Lo stesso bersaglio della memantina, e — pensateci — lo stesso bersaglio della ketamina, il primo antidepressivo rapido della storia.
2. Nelle persone depresse, lo zinco sierico è più basso. Ed è un dato robusto, replicato in molte metanalisi.
3. Più la depressione è grave, più lo zinco è basso. E dopo il trattamento antidepressivo risale.
Sembra chiuso, no? E infatti è il momento in cui bisogna stare più attenti — perché è esattamente la stessa struttura logica della vitamina D, e sappiamo com’è finita.
1. Lo zinco è un antagonista endogeno del recettore NMDA. Cioè: il cervello, da solo, si è dotato di una molecola che frena il glutammato. Lo stesso bersaglio della memantina, e — pensateci — lo stesso bersaglio della ketamina, il primo antidepressivo rapido della storia.
2. Nelle persone depresse, lo zinco sierico è più basso. Ed è un dato robusto, replicato in molte metanalisi.
3. Più la depressione è grave, più lo zinco è basso. E dopo il trattamento antidepressivo risale.
Sembra chiuso, no? E infatti è il momento in cui bisogna stare più attenti — perché è esattamente la stessa struttura logica della vitamina D, e sappiamo com’è finita.
3⚠ Il solito trabocchetto — e stavolta con una complicazione in più
Anche qui: lo zinco basso è CAUSA o CONSEGUENZA?
Perché lo zinco plasmatico crolla durante l’infiammazione. È un reagente di fase acuta negativa: quando c’è flogosi, lo zinco scende. È un fenomeno noto da decenni in medicina interna.
E la depressione, in un sottogruppo di pazienti, è uno stato infiammatorio.
Quindi lo zinco basso nel depresso potrebbe essere semplicemente il termometro dell’infiammazione, non la causa del suo umore. Il fatto che risalga dopo il trattamento è compatibile con entrambe le letture: o l’antidepressivo ha corretto la carenza, o ha spento l’infiammazione — e lo zinco è risalito da solo, come spettatore.
E c’è una seconda complicazione, che nessuno racconta: lo zinco plasmatico è un pessimo indicatore delle riserve reali. Non esiste un buon esame di laboratorio per dire «questa persona ha davvero poco zinco». Quindi anche il dato di partenza è più fragile di quanto sembri.
Perché lo zinco plasmatico crolla durante l’infiammazione. È un reagente di fase acuta negativa: quando c’è flogosi, lo zinco scende. È un fenomeno noto da decenni in medicina interna.
E la depressione, in un sottogruppo di pazienti, è uno stato infiammatorio.
Quindi lo zinco basso nel depresso potrebbe essere semplicemente il termometro dell’infiammazione, non la causa del suo umore. Il fatto che risalga dopo il trattamento è compatibile con entrambe le letture: o l’antidepressivo ha corretto la carenza, o ha spento l’infiammazione — e lo zinco è risalito da solo, come spettatore.
E c’è una seconda complicazione, che nessuno racconta: lo zinco plasmatico è un pessimo indicatore delle riserve reali. Non esiste un buon esame di laboratorio per dire «questa persona ha davvero poco zinco». Quindi anche il dato di partenza è più fragile di quanto sembri.
4Cosa dicono gli studi
Il quadro, onestamente.
Come add-on agli antidepressivi (tipicamente 25 mg/die di zinco elementare, per 8–12 settimane), alcune metanalisi trovano un effetto piccolo ma significativo sui punteggi di depressione. Il segnale c’è. Ma gli studi sono pochi, piccoli, eterogenei.
Come monoterapia: non c’è nulla. Nessuno ha mai dimostrato che lo zinco, da solo, curi una depressione.
Nell’ADHD: qualche studio, risultati inconsistenti, e i pochi positivi vengono da popolazioni con carenza documentata — il che è tutta un’altra storia.
E la sintesi che vale per tutto questo capitolo: correggere una carenza reale è medicina. Dare un integratore a chi non è carente sperando che funzioni come farmaco è un’altra cosa, e non ha finora funzionato quasi mai.
Come add-on agli antidepressivi (tipicamente 25 mg/die di zinco elementare, per 8–12 settimane), alcune metanalisi trovano un effetto piccolo ma significativo sui punteggi di depressione. Il segnale c’è. Ma gli studi sono pochi, piccoli, eterogenei.
Come monoterapia: non c’è nulla. Nessuno ha mai dimostrato che lo zinco, da solo, curi una depressione.
Nell’ADHD: qualche studio, risultati inconsistenti, e i pochi positivi vengono da popolazioni con carenza documentata — il che è tutta un’altra storia.
E la sintesi che vale per tutto questo capitolo: correggere una carenza reale è medicina. Dare un integratore a chi non è carente sperando che funzioni come farmaco è un’altra cosa, e non ha finora funzionato quasi mai.
5⚠ E lo zinco, in eccesso, fa danni veri
Questa è la parte che chi vende integratori non vi dice, ed è documentatissima.
Lo zinco e il RAME competono per lo stesso trasportatore intestinale. Se prendete zinco a dosi alte e prolungate — quelle da «potenziamento immunitario» che girano online — bloccate l’assorbimento del rame.
E la carenza di rame non è una sottigliezza biochimica: dà anemia, neutropenia, e — questa è la parte che riguarda noi — una mielopatia, cioè un danno al midollo spinale, che si manifesta con disturbi dell’andatura e della sensibilità e che può essere irreversibile.
È una sindrome descritta in letteratura, e la causa più comune è l’eccesso di zinco da integratori — spesso presi di propria iniziativa, per stare meglio.
Ripeto ancora la frase che è il filo rosso di questa intera sezione: «naturale» non significa «innocuo», e «essenziale» non significa «più ne prendi meglio è».
Lo zinco è essenziale come lo è il ferro. E nessuno si sognerebbe di prendere ferro a caso per anni senza controllarlo.
Dosi indicative degli studi: 25 mg/die di zinco elementare, per periodi definiti. Non 100 mg per sempre perché l’ha detto un video.
Lo zinco e il RAME competono per lo stesso trasportatore intestinale. Se prendete zinco a dosi alte e prolungate — quelle da «potenziamento immunitario» che girano online — bloccate l’assorbimento del rame.
E la carenza di rame non è una sottigliezza biochimica: dà anemia, neutropenia, e — questa è la parte che riguarda noi — una mielopatia, cioè un danno al midollo spinale, che si manifesta con disturbi dell’andatura e della sensibilità e che può essere irreversibile.
È una sindrome descritta in letteratura, e la causa più comune è l’eccesso di zinco da integratori — spesso presi di propria iniziativa, per stare meglio.
Ripeto ancora la frase che è il filo rosso di questa intera sezione: «naturale» non significa «innocuo», e «essenziale» non significa «più ne prendi meglio è».
Lo zinco è essenziale come lo è il ferro. E nessuno si sognerebbe di prendere ferro a caso per anni senza controllarlo.
Dosi indicative degli studi: 25 mg/die di zinco elementare, per periodi definiti. Non 100 mg per sempre perché l’ha detto un video.
Nota metodologica — SCHEDA A REGOLE DIVERSE. Lo zinco NON ha alcuna indicazione psichiatrica autorizzata in Italia: è commercializzato come integratore alimentare, senza RCP e senza indicazione terapeutica approvata per la depressione o per altri disturbi psichiatrici. Il ruolo biologico dello zinco (oligoelemento essenziale, cofattore di oltre 300 enzimi), la sua concentrazione ippocampale nei neuroni glutammatergici e la sua funzione di antagonista endogeno del recettore NMDA, i dati di associazione fra bassa zinchemia e depressione (con relazione alla gravità e risalita dopo trattamento), la lettura critica di tali dati alla luce del fatto che lo zinco plasmatico è un reagente di fase acuta negativa e un indicatore inaffidabile delle riserve corporee, i risultati degli studi di add-on (tipicamente 25 mg/die di zinco elementare per 8–12 settimane; effetto piccolo, studi limitati) e l’assenza di evidenze in monoterapia e nell’ADHD senza carenza documentata, nonché la tossicità da eccesso (competizione con il rame a livello intestinale, con conseguente anemia, neutropenia e mielopatia da carenza di rame, potenzialmente irreversibile) sono letteratura scientifica ed elaborazione critica dell’autore, esterne a qualunque RCP e dichiarate come tali. Formula e peso molecolare dello zinco solfato sono calcolati dalla struttura chimica. Questa scheda non costituisce un’indicazione ad assumere zinco per disturbi psichiatrici. L’integrazione prolungata ad alte dosi può causare danni. Nessuna sostanza di questa sezione sostituisce una terapia psichiatrica o psicoterapica.