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Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Cariprazina

Il metabolita attivo ha un’emivita di 2-3 settimane. Con la cariprazina si sale piano, e si aspetta.

Denominazione comuneCariprazina
Formula brutaC21H32Cl2N4O
Peso molecolare427,41 g/mol
Codice ATCN05AX15

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della cariprazina. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura. In commercio come cloridrato.

Una diclorofenil-piperazina collegata, tramite una catena etilica, a un cicloesano che porta una dimetilurea. Lo scheletro arilpiperazinico la imparenta con l’aripiprazolo — ed è una parentela sia chimica sia concettuale.

2Storia

Gedeon Richter, approvata in Europa nel 2017. La cariprazina è l’ultima arrivata fra gli antipsicotici, e nasce dalla stessa intuizione dell’aripiprazolo — l’agonismo parziale dopaminergico — con una torsione precisa: puntare sul recettore D₃.

Perché il D₃ — e perché è una scommessa interessante

Il recettore D₃ è concentrato nelle aree limbiche, e la ricerca preclinica lo lega a motivazione, ricompensa, cognizione e tono edonico — cioè, in psicopatologia, esattamente al territorio dei sintomi negativi della schizofrenia: apatia, anedonia, ritiro sociale, appiattimento affettivo.

I sintomi negativi sono il fallimento storico degli antipsicotici. Sui sintomi positivi — deliri, allucinazioni — funzionano tutti, più o meno. Sui negativi, praticamente nessuno. È la ragione per cui un paziente può essere «compensato» e passare comunque la vita seduto su una poltrona, senza voler nulla. La cariprazina è il primo farmaco autorizzato per cui esistono dati randomizzati di superiorità specifica sui sintomi negativi predominanti — un trial contro risperidone, pubblicato su Lancet nel 2017.

Va detto con onestà: è un trial, l’effetto è modesto, e la comunità scientifica discute ancora se si tratti di un vero effetto sui negativi primari o di un artefatto (meno effetti extrapiramidali → meno «negativi secondari»). Ma è la prima crepa in un muro che regge da settant’anni, e per questo la molecola merita attenzione.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazione registrata (RCP § 4.1)

Trattamento della schizofrenia in pazienti adulti.

Nota bene: l’indicazione europea non menziona i sintomi negativi. È la schizofrenia, punto. I dati sui negativi sono nella letteratura e nella sezione 5.1 del RCP, ma non hanno prodotto una dicitura registrativa dedicata. Usarla per i sintomi negativi è una scelta clinica ragionata — non un’indicazione autorizzata.

4Nomi commerciali

In Italia: Reagila® (Gedeon Richter), capsule rigide da 1,5 / 3 / 4,5 / 6 mg.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia (RCP § 4.2). Una volta al giorno.
VoceIndicazione del RCP
Dose iniziale1,5 mg una volta al giorno
TitolazioneIncrementi lenti, di 1,5 mg per volta
Dose massima6 mg/die
Principio guidaMantenere la dose efficace più bassa
⚠️ L’emivita — la trappola clinica di questa molecola

Il RCP lo scrive esplicitamente, e va preso alla lettera:

«A causa della lunga emivita di cariprazina e dei suoi metaboliti attivi, le variazioni di dose non si rifletteranno completamente nel plasma per diverse settimane. I pazienti devono essere monitorati per reazioni avverse e risposta al trattamento per diverse settimane dopo l’inizio di cariprazina e dopo ogni variazione di dose.»

Il metabolita attivo, la didesmetil-cariprazina, ha un’emivita di 2-3 settimane. Significa che lo steady state si raggiunge dopo mesi. E significa due cose sul piano pratico: (1) se il paziente non risponde dopo tre settimane, non è detto che il farmaco abbia fallito — potrebbe non aver ancora finito di accumularsi; (2) se compare acatisia dopo un aumento di dose, ridurre la dose non risolve in due giorni: la molecola resta in circolo per settimane. Con la cariprazina si sale piano, e si aspetta.

6Farmacocinetica e controindicazioni

Metabolismo prevalentemente via CYP3A4 (in misura minore CYP2D6), con formazione dei metaboliti attivi desmetil-cariprazina e didesmetil-cariprazina — quest’ultimo con l’emivita lunghissima di cui sopra.

Controindicazioni (RCP § 4.3)
  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.
  • Somministrazione concomitante di inibitori forti del CYP3A4 (ketoconazolo, claritromicina, ritonavir, itraconazolo…).
  • Somministrazione concomitante di induttori forti o moderati del CYP3A4 (carbamazepina, rifampicina, fenitoina, iperico…).

Notate la seconda: sono vietati anche gli induttori moderati, non solo i forti. È un vincolo più stretto persino di quello del lurasidone. La ragione è sempre la stessa — non esiste una via metabolica alternativa che compensi.

7Farmacodinamica

ATC N05AX15. Il RCP premette, onestamente, che «il meccanismo d’azione non è completamente noto», e poi fornisce le affinità in nanomolari:

Tabella 2 — Profilo recettoriale (RCP § 5.1). Valori più bassi = affinità maggiore.
RecettoreAzioneAffinità (Ki)
D₃ dopaminergicoAgonista parziale0,085-0,3 nM
D₂ dopaminergicoAgonista parziale0,49-0,71 nM
5-HT₂BAntagonista0,58-1,1 nM
5-HT₁AAgonista parziale1,4-2,6 nM
5-HT₂AAntagonista18,8 nM
H₁ istaminergicoAntagonista23,3 nM
5-HT₂CBassa affinità134 nM
α₁ adrenergicoBassa affinità155 nM
MuscariniciNessuna affinità apprezzabile
La riga da guardare è la prima

La cariprazina lega il D₃ con affinità da 5 a 8 volte superiore a quella per il D₂. Non è mai successo prima: tutti gli altri antipsicotici, D₃ o D₂, li legano più o meno allo stesso modo — e comunque il D₂ prevale. Qui il rapporto si inverte. È l’unico antipsicotico D₃-preferenziale in commercio, ed è su questa singola riga che poggia l’intera ipotesi sui sintomi negativi. Se l’ipotesi regga, lo diranno i prossimi dieci anni.

8Effetti collaterali

Il RCP fornisce le percentuali, e sono alte:

Acatisia 19% · Parkinsonismo 17,5%

Sono le due reazioni avverse più frequenti nell’intervallo 1,5-6 mg. Quasi un paziente su cinque sviluppa acatisia; poco meno parkinsonismo. Il RCP precisa che la maggior parte degli eventi è di entità da lieve a moderata — ma i numeri restano quelli.

È il prezzo dell’agonismo parziale ad alta affinità sul D₂, esattamente come per l’aripiprazolo. E qui il problema è aggravato dall’emivita: l’acatisia da cariprazina non si spegne riducendo la dose il giorno dopo. Va prevenuta salendo lentamente — mai forzando la titolazione — e va cercata attivamente a ogni controllo.

Il resto del profilo è, invece, molto buono

Nessuna affinità muscarinica, H₁ modesta, α₁ bassa: la cariprazina è sostanzialmente neutra sul piano metabolico — peso, glicemia e lipidi si muovono poco — non seda, e non alza la prolattina (l’agonismo parziale D₂, di nuovo). Con aripiprazolo e lurasidone, è nel gruppo di testa per tollerabilità a lungo termine.

Come per tutti gli antipsicotici, valgono le avvertenze generali: rischio di ideazione suicidaria (esplicitamente segnalato nel § 4.4), sindrome neurolettica maligna, discinesia tardiva, e — nell’anziano con demenza — aumentata mortalità.

Nota metodologica. Indicazione, posologia, avvertenza sull’emivita, controindicazioni CYP3A4, profilo recettoriale con le affinità in nM e percentuali delle reazioni avverse sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Reagila® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. L’indicazione registrata è la schizofrenia, non i sintomi negativi: i dati sui sintomi negativi predominanti derivano dalla letteratura (Németh et al., Lancet 2017) e restano oggetto di dibattito. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


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Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.