Vai al contenuto

Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici

Sulpiride

In una giovane donna trattata per «distimia», l’amenorrea che compare dopo qualche mese non è stress.

Denominazione comuneSulpiride
Formula brutaC15H23N3O4S
Peso molecolare341,43 g/mol
Codice ATCN05AL01

1Struttura e proprietà chimiche

Figura 1 — Formula di struttura della sulpiride. Struttura generata da SMILES canonico; formula bruta e peso molecolare calcolati dalla struttura.

La sulpiride è il capostipite delle benzamidi sostituite: benzene con un’ammide, un metossile e un gruppo sulfamoilico, legato a una pirrolidina N-etilata.

Confrontatela con l’amisulpride: sono quasi identiche. L’amisulpride ha un’ammina in più sull’anello e un etilsulfonile al posto del sulfamoile. La sulpiride è la molecola madre — l’amisulpride è il suo perfezionamento, arrivato vent’anni dopo.

2Storia

Sintetizzata in Francia nel 1967. La sulpiride nasce da un’osservazione di farmacologia gastrointestinale — le benzamidi erano antiemetici — e rivela poi un profilo psichiatrico inatteso.

L’antipsicotico che «disinibisce»

Il RCP italiano la descrive con un lessico che oggi suona antico ma che coglie una verità clinica precisa: un neurolettico con «scarsa azione sedativa», privo — alle dosi terapeutiche — di «attività catalettica», e dotato «essenzialmente di una azione disinibente» che «facilita il contatto interpersonale» e «rideste l’interesse del soggetto per l’ambiente familiare e sociale».

Un antipsicotico che attiva invece di sedare. È esattamente lo stesso fenomeno che si osserva con l’amisulpride a basse dosi — e per la stessa ragione farmacologica: il blocco degli autorecettori dopaminergici presinaptici, che aumenta il rilascio di dopamina invece di ridurlo.

La sulpiride ha però una storia italiana particolare: viene usata da decenni molto più per la distimia e i disturbi somatoformi che per la psicosi. E il RCP lo registra.

3Indicazioni terapeutiche autorizzate in Italia

Indicazioni registrate (RCP § 4.1)
  • Psicosi croniche ed acute.
  • Distimia — testualmente: «psiconevrosi ansioso-depressiva con cenestopatia e somatizzazione».

La seconda indicazione è un pezzo di storia della psichiatria italiana. «Cenestopatia» è un termine della fenomenologia classica — la percezione penosa e mal definita del proprio corpo. Nel linguaggio di oggi: il paziente con depressione cronica lieve, ansia e sintomi somatici multipli senza spiegazione organica. È una popolazione enorme negli ambulatori di medicina generale, e la sulpiride vi è ancora ampiamente prescritta.

4Nomi commerciali

In Italia: Dobren®, Championyl® e generici, compresse da 50, 100, 200 mg, oltre a fiale e soluzione orale.

5Posologia

Tabella 1 — Posologia secondo il RCP § 4.2 — organizzata per dosaggio della compressa, il che dice molto.
FormulazioneIndicazioneDose
Compresse 50 mgPsiconevrosi (distimia)3-6 compresse/die150-300 mg/die
Compresse 100 mgPsicosi — mantenimento3 compresse/die300 mg/die
Compresse 200 mgPsicosi — fase acuta2-3 compresse/die400-600 mg/die
Di nuovo la curva dose-dipendente

150-300 mg per la distimia. 400-600 mg per la psicosi acuta. È lo stesso gradiente dell’amisulpride, e va letto allo stesso modo: a dose bassa la sulpiride è un attivante (blocco degli autorecettori presinaptici → più dopamina), a dose alta è un antipsicotico (blocco postsinaptico D₂ → meno dopamina). Prescriverla a 600 mg a un distimico significa sedarlo e appiattirlo; prescriverla a 150 mg a uno psicotico significa non trattarlo.

6Farmacocinetica e controindicazioni

Tabella 2 — Parametri farmacocinetici (RCP § 5.2).
ParametroValore
Tmax (dopo 100 mg per os)2-3 ore (picco 232-403 ng/ml)
Emivita di eliminazione7,2-10 ore (media 8,3 ore)
EliminazionePrevalentemente renale, immodificata

Come l’amisulpride: escrezione renale, metabolismo epatico trascurabile. Nessuna interazione da citocromi — ma attenzione alla funzione renale, soprattutto nell’anziano.

Controindicazioni (RCP § 4.3)
  • Ipersensibilità al principio attivo o agli eccipienti.
  • Feocromocitoma.
  • Prolattinomi e tumori mammari.
  • Età pediatrica.
  • Gravidanza (presunta o accertata) e allattamento.
  • Porfiria acuta.
  • Associazione con levodopa o farmaci antiparkinson (incluso il ropinirolo).

Il RCP raccomanda inoltre cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o storia familiare di prolungamento del QT: come tutte le benzamidi, la sulpiride allunga il QT.

7Farmacodinamica

Categoria: antipsicotico, psicolettico. ATC N05AL01 — il primo della sottoclasse delle benzamidi.

Il RCP la descrive come un neurolettico «con caratteristiche peculiari»: scarsa azione sedativa, assenza di attività catalettica alle dosi terapeutiche, e un’azione disinibente. E aggiunge che, accanto all’azione antipsicotica, la sulpiride «unisce un effetto timoanalettico» — cioè antidepressivo — «e può quindi essere impiegata nel trattamento delle forme depressive».

Sul piano recettoriale è, come l’amisulpride, un antagonista selettivo D₂/D₃: nessuna affinità serotoninergica, istaminica, colinergica o adrenergica di rilievo. La differenza fondamentale rispetto all’amisulpride è la scarsa penetrazione della barriera ematoencefalica — la sulpiride è molto idrofila — il che spiega perché servano dosi relativamente alte e perché una parte consistente dei suoi effetti (compresa l’iperprolattinemia) sia mediata al di fuori del cervello.

8Effetti collaterali

Tabella 3 — Effetti indesiderati (RCP § 4.8).
AmbitoManifestazioni
Sistema nervosoSedazione o sonnolenza; turbe del sonno. Discinesie precoci — torcicollo spasmodico, crisi oculogire, trisma — regredibili con antiparkinson anticolinergici. Sindrome extrapiramidale. Discinesie tardive
EndocrinoIperprolattinemia: amenorrea, galattorrea, ginecomastia, disfunzione sessuale
CardiacoProlungamento del QT
Le distonie acute — cosa sono e cosa fare

Il RCP le nomina per esteso, ed è utile: torcicollo spasmodico (il collo si torce e resta bloccato), crisi oculogire (gli occhi ruotano verso l’alto e non tornano giù), trisma (la mandibola si serra). Sono spettacolari, spaventose, e compaiono nelle prime ore o nei primi giorni, soprattutto nei giovani maschi. Non sono pericolose per la vita ma sono terrificanti per il paziente — e si risolvono in pochi minuti con un anticolinergico (biperidene) per via parenterale. Chi prescrive sulpiride deve saperle riconoscere e deve dire al paziente cosa fare se accadono: sono la causa più comune di rifiuto definitivo della terapia antipsicotica.

L’iperprolattinemia — e perché conta particolarmente qui

La sulpiride la produce in modo massiccio, per due ragioni sommate: il blocco D₂ puro (nessuna compensazione serotoninergica) e la scarsa penetrazione cerebrale, che la concentra relativamente sull’ipofisi — che sta fuori dalla barriera. È il motivo per cui compare fra le controindicazioni l’associazione con prolattinomi e tumori mammari. In una giovane donna trattata per «distimia», l’amenorrea che compare dopo qualche mese non è stress.

Un’ultima nota, non secondaria: la sulpiride viene spesso prescritta in medicina generale per disturbi somatoformi e ansia, a lungo termine e senza monitoraggio. È un antipsicotico. Ha il rischio di discinesia tardiva — irreversibile — di qualunque antipsicotico tipico. Non è un ansiolitico, e la durata del trattamento andrebbe giustificata come quella di qualunque neurolettico.

Nota metodologica. Indicazioni, posologia, controindicazioni, farmacocinetica, farmacodinamica ed effetti indesiderati sono verificati sul Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di Dobren® depositato nella Banca Dati Farmaci AIFA. Le considerazioni sul meccanismo dose-dipendente e sulla penetrazione della barriera ematoencefalica derivano dalla letteratura farmacologica. In caso di discrepanza prevale il RCP aggiornato, non questa sintesi.
Documentazione ufficiale

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e foglio illustrativo: consulta la scheda tecnica. È la fonte che prevale su qualunque sintesi, compresa questa.


← Torna all'indice dei psicofarmaci

Avvertenza. I contenuti di Psicofarmacologia.it hanno finalità didattica e divulgativa e sono rivolti a studenti e professionisti della salute. Non costituiscono prescrizione né sostituiscono il giudizio clinico o il parere del medico curante. Le decisioni terapeutiche vanno sempre individualizzate.