Parte VIII · Psicofarmaci in Italia · Antipsicotici
Flufenazina
La clorpromazina ha reso la psicosi trattabile. I depot l’hanno resa trattabile fuori dall’ospedale.
Alla data di verifica (luglio 2026) la flufenazina non risulta presente nella Banca Dati Farmaci AIFA. Non esiste quindi un RCP italiano vigente da cui trarre indicazioni e posologie autorizzate. Questa scheda è inclusa nel repertorio per completezza farmacologica e per il suo rilievo storico e didattico, ma non riporta posologie: farlo significherebbe attribuire alla molecola uno schema prescrittivo che nessun documento regolatorio italiano autorizza. Chi la incontrasse in un paziente proveniente dall’estero deve fare riferimento al RCP del Paese di provenienza.
1Struttura e proprietà chimiche
Una fenotiazina piperazinica, sorella stretta della perfenazina: stessa catena laterale (piperazina + etanolo), stesso nucleo. L’unica differenza sta sul carbonio 2 dell’anello aromatico — dove la perfenazina ha un cloro, la flufenazina ha un gruppo trifluorometilico (–CF₃).
Il trifluorometile è più lipofilo e più elettronattrattore del cloro. Il risultato è un’affinità per il recettore D₂ ancora maggiore: la flufenazina è la fenotiazina più potente della classe — circa 50 volte la clorpromazina (2 mg di flufenazina ≈ 100 mg di clorpromazina). Con la potenza, come sempre in questa famiglia, cresce il carico extrapiramidale.
2Storia e rilievo — perché vale ancora la pena conoscerla
La flufenazina — Moditen®, Prolixin® — è stata per decenni uno dei farmaci più importanti della psichiatria di comunità. E la ragione non sta nella molecola: sta in una formulazione.
Negli anni Sessanta si esterifica la flufenazina con l’acido decanoico e la si scioglie in olio. Il risultato è il flufenazina decanoato: un’iniezione intramuscolare da cui il farmaco viene rilasciato lentamente, per due-quattro settimane. È il primo antipsicotico depot davvero pratico della storia.
L’impatto è stato enorme. Il problema centrale della schizofrenia non è solo trattarla: è che il paziente smette di prendere la terapia — spesso proprio perché non riconosce di essere malato. Un’iniezione ogni tre settimane risolve alla radice la questione dell’aderenza quotidiana. Senza i depot, la chiusura dei manicomi sarebbe stata molto più difficile da sostenere: la clorpromazina ha reso la psicosi trattabile, i depot l’hanno resa trattabile fuori dall’ospedale.
Oggi il principio dei depot è più vivo che mai — ma le molecole sono cambiate. Paliperidone palmitato (mensile e trimestrale), aripiprazolo maintena, risperidone consta, olanzapina pamoato: sono tutti figli diretti di quell’intuizione. Con un profilo di effetti extrapiramidali incomparabilmente migliore.
La flufenazina è uscita dal commercio italiano. Ma il concetto che ha inaugurato è, nel 2026, una delle strategie terapeutiche più importanti che abbiamo nella schizofrenia.
3Indicazioni
La molecola non è presente nella Banca Dati Farmaci AIFA. Nei Paesi in cui è ancora commercializzata, le indicazioni riguardano la schizofrenia e i disturbi psicotici cronici, in particolare — per la formulazione decanoato — la terapia di mantenimento nel paziente con scarsa aderenza.
4Nomi commerciali
Non in commercio in Italia. Storicamente: Moditen® (compresse) e Moditen Depot® (flufenazina decanoato, fiale). All’estero: Prolixin®, Modecate®.
5Posologia
In assenza di un RCP italiano vigente, questa scheda non riporta schemi posologici. Riportare dosi tratte da RCP di altri Paesi o dalla letteratura, presentandole come se fossero uno standard prescrittivo italiano, sarebbe scorretto. Chi debba gestire un paziente in terapia con flufenazina faccia riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del Paese in cui il farmaco è stato prescritto.
6Farmacocinetica
La flufenazina cloridrato per via orale ha un’emivita di circa 15-30 ore. La flufenazina decanoato, per via intramuscolare, ha un’emivita apparente di 7-10 giorni, con un intervallo di somministrazione tipico di 2-4 settimane.
L’estere decanoico rende la molecola estremamente lipofila. Iniettata in una soluzione oleosa nel muscolo, forma un deposito da cui il farmaco diffonde lentamente nel sangue, dove le esterasi plasmatiche liberano la flufenazina attiva. La velocità di rilascio dal deposito, e non l’eliminazione, diventa il passaggio limitante. È la ragione per cui un depot ha un profilo plasmatico piatto — nessun picco, nessuna valle — e per cui, se compare un effetto avverso, non si può fare nulla per rimuovere il farmaco: bisogna aspettare settimane. È il rovescio della medaglia di ogni formulazione a lunga durata, e va spiegato al paziente prima della prima iniezione, non dopo.
7Farmacodinamica
ATC N05AB02 — fenotiazine con struttura piperazinica.
Potente antagonista D₂, con affinità muscarinica, istaminica e α₁-adrenergica basse. È il prototipo dell’antipsicotico ad alta potenza: molto D₂, poco resto.
| Molecola | Dose ≈ 100 mg CPZ | Sedazione | Sintomi extrapiramidali |
|---|---|---|---|
| Clorpromazina (alifatica) | 100 mg | Molto alta | Bassi |
| Perfenazina (piperazinica) | ≈ 8-10 mg | Media | Alti |
| Flufenazina (piperazinica) | ≈ 2 mg | Bassa | Molto alti |
La tabella riassume l’intera farmacologia delle fenotiazine: potenza e sintomi extrapiramidali vanno insieme; potenza e sedazione vanno in direzioni opposte. Chi capisce questo può prevedere il profilo di qualunque neurolettico tipico prima di aprire il foglietto illustrativo.
8Effetti collaterali
Il profilo è quello di un antipsicotico tipico ad alta potenza:
- Sintomi extrapiramidali marcati: distonie acute, parkinsonismo, acatisia — i più frequenti e i più severi della famiglia fenotiazinica.
- Discinesia tardiva — irreversibile; il rischio si accumula nel tempo, ed è aggravato dall’uso prolungato tipico dei depot.
- Iperprolattinemia marcata.
- Sindrome neurolettica maligna.
- Sedazione e ipotensione modeste.
- Prolungamento del QT; agranulocitosi (rara).
Non per inefficacia — funziona. È uscita di scena perché il rapporto fra beneficio e danno motorio non regge più il confronto con i depot di seconda generazione. Un paziente giovane con schizofrenia, che ha davanti quarant’anni di terapia, ha oggi alternative depot che danno una frazione dei sintomi extrapiramidali e un rischio di discinesia tardiva molto inferiore. Sarebbe difficile giustificarne la scelta. La flufenazina resta un capitolo di storia — ma un capitolo che ha cambiato le cose, e che vale la pena aver letto.